Nel match di oggi contro Porto Rico Gigi Datome toccherà quota 200 presenze con Italbasket. Ma non sarà eventualmente una Olimpiade a farlo recedere dalla sua decisione: «Avevo già pensato a questa ipotesi. Ma dopo aver fatto tutto questo casino per annunciare il ritiro è giusto che io non ci sia».
Il capitano di Italbasket ha parlato con Ennio Terrasi Borghesan di Sportando: «Ho fatto tanti estati, non ho avuto fortuna vincere come quelli del gruppo ristretto davanti. Ci sono sempre stato, ci ho sempre provato e il risultato di questo è la dedizione che ho dato alla Nazionale. A tanti di quei dieci non allaccio neanche le scarpe: Meneghin ho avuto la fortuna di conoscerlo, è la pallacanestro italiana, Riva e Marzorati pure, sono i padri fondatori del nostro basket. Stare in quel gruppetto significa che ho fatto qualcosa».
Sul suo cammino: «Ho avuto 95 compagni in nazionale: alcuni per poco tempo, ma ognuno ti lascia qualcosa. Penso a quelli con un legame forte come Nic (Melli), Peppe (Poeta) o Cusin, che hanno trascorso tante estati con me. Tra gli allenatori tutti mi hanno dato qualcosa. Charlie (Recalcati) è stato il primo a portarmi; con Simone (Pianigiani) sono passato dal non giocare all’essere importante; con Messina ero già il capitano e un giocatore di riferimento; con Meo e Poz (Sacchetti e Pozzecco) ero già nella parte calante della mia carriera ma anche loro mi hanno rispettato e fatto sentire importante. Con tutti loro ho piacere di ricordare quegli anni».
