Sandro Gamba, su Repubblica-Milano, ribadisce il suo punto di vista nella rubrica “Tiro Libero”.
«A volte capita nella carriera di un allenatore di dover giocare senza centro, per necessità più che per scelta: a me mancò Meneghin eci risiamo con gli anni di Varese e alla fine un trofeo lo portammo a casa lo stesso, ma con quanta fatica. Perché un quintetto di sole guardie e ali sarà sì più agile e versatile, però ti fa fare un bel po’ di fatica in più. La coppia Melli più Voigtmann non è male assortita, per carità, e in più sono due giocatori intelligenti che passano bene la palla. Ma se l’avversario ti pressa bene sul perimetro, e ti manca un riferimento in area, poi che fai?».

concordo appieno,
le squadre di basket (antico e moderno) per avere basi solide devono poggiare su un asse play centro che dia leadership, gestione dei momenti decisivi, freddezza, soluzioni, rimbalzi, presenza in area,…). Senza questo asse una squadra potrà essere spettacolare a tratti, in alcuni momenti anche imprevedibile, ma non avrà continuità e sicurezza, non sarà vincente (ad alti livelli). Purtroppo a Milano, per scelta, per sfortuna, per errate valutazioni, per cocciutaggine, quest’asse è mancato per tutta la stagione di EL ed in parte manca tutt’ora.
Speriamo che quello che abbiamo sia abbastanza per arrivare alla seconda stella, ma l’anno prossimo bisogna ripartire da un asse play pivot di alta qualità (magari una coppia titolare ed un altra “quasi titolare”) si vuole fare molto bene in Europa.
su Thompson olimpia e virtus ci sono, sceglierà il giocatore, la virtus sta cercando un forte pivot, pivot che servirebbe anche all’olimpia, davies talentuoso ma discontinuo e voigtmann lento e con meno talento, hines avrà un anno in più, un pleiss o un fall sarebbero utili, vedremo.