Il mercato degli allenatori freme in Europa e in Italia. Scariolo, Pascual, Trinchieri e il Poz

Si muove il mercato allenatori in EuroLeague. Sergio Scariolo viene accostato alla panchina del Real Madrid. Ma non solo. Il punto

Si muove il mercato allenatori in EuroLeague. Sergio Scariolo viene accostato alla panchina del Real Madrid, reduce peraltro dal pesante ko di sabato sul campo del Rio Breogan (96-72 il finale). Una notizia, a dire il vero, che circola da mesi, soprattutto in terra emiliana.

Una situazione ovviamente da monitorare. Il Real è attualmente terzo in classifica in ACB con una sconfitta in più del Barcellona, e primo in EuroLeague con l’Olympiacos con record 23-10.

Insomma, il passo di Chus Mateo, alla prima stagione completa da capo-allenatore, non è negativo. Tutto si deciderà nelle prossime settimane, e la sensazione è che la narrazione del post-Mateo sia oggi più viva in teoria che in pratica. Intanto spunta, appunto, il nome di Sergio Scariolo. Un’autentica divinità cestistica in terra iberica.

La Federazione spagnola avrebbe dato il suo benestare, ma ci sono anche dei regolamenti da modificare, visto che un tecnico della Nazionale non può allenare anche in ACB.

Il coach bresciano è legato alla Virtus Bologna sino al 2024, e il club bianconero vorrebbe estendere l’accordo anche oltre, come confermato nei giorni scorsi dal CEO Luca Baraldi. Al tempo stesso le manovre dirigenziali per l’estate paiono risolute a seguire alla lettera le indicazioni del tecnico, a conferma di un rapporto sempre più solido.

Al tempo stesso i candidati, potenziali, per la panchina madrilena non sono pochi, e tra questi c’è Xavi Pascual. Il classe 1972 catalano è ovviamente un simbolo del Barcellona, con cui ha vinto l’EuroLeague, ma al tempo stesso è uno dei nomi più stimati del basket europeo, visti gli ottimi risultati anche con Panathinaikos e Zenit.

Pascual sarà libero a giugno dall’esperienza in Russia, dove attualmente è impegnato nelle semifinali playoff di VTB con la squadra di San Pietroburgo. Lascerà la Russia perchè il ban in Europa verrà confermato almeno per la prossima stagione. Il suo nome è stato accostato da Eurodevotion all’Olimpia Milano. Il rapporto con Ettore Messina è importante e di stima reciproca, ma ad oggi il futuro biancorosso è estremamente indecifrabile.

Perchè sì, ovviamente si muove tutto il mercato degli allenatori in Europa. Messina ha in mano un altro anno di contratto con Olimpia Milano, ha la fiducia del club, valuterà ugualmente e profondamente il suo operato a fine stagione. Oggi immaginare un ruolo solo dietro la scrivania, comunque, pare poco probabile per quello che resta un santone del gioco e un uomo di campo 24 ore su 24. O, quanto meno, prematuro.

Altro coach in scadenza è invece Sarunas Jasikevicius a Barcellona. In blaugrana ha vinto un campionato, ma la scorsa stagione ha indubbiamente amareggiato l’ambiente con i ko contro il Real Madrid in ACB come in EuroLeague.

Anche in questo caso Xavi Pascual è un nome caldo per la successione, ma i blaugrana sono primi in ACB e in corsa in EuroLeague. Tutto si deciderà tra Final Four e finali spagnole, per quanto il rapporto tra le parti non sia più idilliaco come un tempo.

Poi c’è Ergin Ataman, che il 30 giugno vede scadere il suo accordo con l’Anadolu Efes, condotto a due titoli in fila in EuroLeague. Il Panathinaikos ha presentato la sua offerta, il coach turco vuole prima confrontarsi con la dirigenza del suo club, probabilmente valutando le prospettive di rifondazione dopo il mancato accesso ai playoff.

E’ in fondo lui il nome forte del mercato europeo, e la Spagna potrebbe attrarlo non poco, cercando così un titolo anche fuori dalla Turchia dopo la Saporta con Siena.

Ma occhio anche ad Andrea Trinchieri, il cui legame con il Bayern scade a giugno. Ci si attendevano notizie sul rinnovo nelle scorse settimane, la sensazione è che molto passi per l’epilogo della stagione in Germania, dove i bavaresi inseguono un titolo che l’Alba si è portato a casa nelle ultime tre stagioni. Nome possibile per la Virtus in caso di addio a Sergio Scariolo?

E in Italia? Indubbiamente la situazione più interessante è a Venezia. Neven Spahija si sta guadagnando al momento la conferma sul campo, in un campionato che peraltro sta ottenendo molto dai tecnici stranieri, come dimostrano Sakota a Reggio e Brase a Varese (ma qui pesa molto anche la presenza di Paolo Galbiati, figlio di casa Olimpia Milano).

Il nome che immancabilmente si ode in Laguna è quello di Gianmarco Pozzecco. Vedremo.

13 thoughts on “Il mercato degli allenatori freme in Europa e in Italia. Scariolo, Pascual, Trinchieri e il Poz

  1. Perché considero il discorso allenatore di Milano come aperto, per quanto mi riguarda.
    Aperto, non avverso (poterne parlare non vuol dire gridare: Messina fuori! Ma neanche ritenerlo inamovibile dalla nostra panchina).

    Lasciamo perdere gli errori di costruzione della squadra di inizio stagione. Assodati.
    Lasciamo perdere la mancanza di sostituzione del play infortunato. Assodata.
    Lasciamo perdere i giocatori scelti e poi bruciati, quelli scelti e non adatti. Assodati.
    Lasciamo perdere tutto questo, perché rivangare non aiuta a costruire il futuro.

    Partiamo da Shabazz Napier, il cui arrivo ha cambiato le sorti della squadra – spero che non ci sia da discutere su questo fatto.
    Molto brava la nostra dirigenza ad averlo preso, molto bravo l’allenatore ad averlo voluto.
    I nodi però vengono al pettine, secondo me, se andiamo a guardare come l’allenatore l’ha fatto giocare.

    Per restare ai fatti, qui dobbiamo dividere le partite di Milano post-Napier in due grandi categorie: quelle ad alta pressione da una parte, quelle senza pressione dall’altra.
    Brescia, Bologna, Maccabi, Efes dove sarebbe stato necessario e decisivo vincere, e che abbiamo invece perso, le altre fino a Barcellona in casa che abbiamo vinto, mostrando peraltro un bel gioco.
    E nella partita di Barcellona, la più fresca nella memoria, ci sarebbe da dividere il primo tempo dal secondo.
    Finché si gioca senza pressione vinciamo, quando si gioca davvero perdiamo.

    Non è che ogni volta che Milano vince voglio affermare la solita noiosa solfa che gli altri non hanno giocato, perché non è vero e non sarebbe giusto dirlo, e non lo dico, ma certo nel secondo tempo non si sono visti in campo nel Barcellona i suoi migliori quintetti. E l’ultimo quarto è stata in larga parte garbage time.
    A me pare che la differenza di rendimento di Napier tra il primo e il secondo tempo con Barcellona sia importante. Un po’ spaesato, molte palle perse, impreciso al tiro, quasi svogliato nel primo tempo, dominante e decisivo nel secondo, che comunque il Barcellona bisogna batterlo anche se trotta, e ha i campioni per rovesciare qualsiasi partita in qualsiasi momento.

    Cosa voglio dire con questo?
    Mettendoci insieme Brescia, la marcatura asfissiante di Hackett, la marcatura alta dell’Efes, voglio dire che quando si gioca sul serio, con la pressione addosso e per obiettivi importanti, insomma quando si gioca alla morte e gli avversari sanno che la prima cosa da fare è bloccare la vera e unica fonte di gioco dell’Olimpia, cioè Shabazz il suo fenomeno, allora Napier lo vediamo soffrire e scintillare di meno, com’è ovvio che sia, del resto, anche se i suoi punti li fa sempre perché è uno dei campioni totali.

    Ma questo problema secondo me non riguarda il giocatore, ma l’allenatore che sa benissimo che tutti cercheranno come prima cosa di soffocare il suo campione, e dovrebbe trovare delle contromisure per permettergli di giocare anche nelle circostanze difficili delle partite alla morte, come saranno quelle che verranno nelle finali di campionato.
    Ecco: tanto quanto nelle partite vinte in finale di stagione ho visto la nostra squadra giocare anche molto bene, ariosa, veloce, aggressiva in difesa, così l’ho vista sfaldarsi nelle partite a pressione, quelle alla morte.
    E siccome abbiamo notato tutti che il vero cambio di passo da noi l’ha realizzato Napier, e ci ricordiamo di quanto abbia deluso contro Brescia – (la sua prima partita toppata da quando è arrivato, scrivevano i giornalisti l’indomani) – e sia stato in fondo inefficace nelle altre già nominate sopra, io mi aspetto che un allenatore che abbia in mano un potenziale simile, cioè uno che le partite le sa vincere se non da solo, quasi, mi aspetto che il suo allenatore organizzi il modo per proteggerlo dalle marcature asfissianti che avrà di sicuro, e che gli studi degli spazi nei quali può essere decisivo per la sua squadra nonostante la pressione.
    Come per esempio ha fatto Ataman con Micic per anni.
    L’altro Obradovic con James meno, perché James gli spazi li prende da solo, finché per lo sforzo sbarella…

    A parte la palla portata oltre la metà campo da Melli o da Hines, non ho visto particolari agevolazioni alla manovra di Napier nell’Olimpia, e la squadra ovviamente ne ha risentito, risultando non solo meno brillante, quindi poco efficace nei punteggi, ma tornando a quei problemi di gestione dell’attacco che hanno tormentato tutta la nostra stagione.
    Una squadra che quando gira sfiora spesso i 90 punti da quanto è arrivato Napier, che invece s’imbarca e resta nei 70 bassi quando la nostra stella viene randellata.
    Insomma anche col possesso del campione, occorre la mano dell’allenatore, e io non sono sicuro di averla vista nelle partite che contavano dall’arrivo di Napier in poi.
    O non abbastanza. Quando ho visto Shabazz troppo in difficoltà, mi sono chiesto, ma dove sono i provvedimenti per agevolarlo? Dove sono gli spazi in cui si muove Micic???

    Per la punta che ho cercato di mostrare qui, di un iceberg di insoddisfazioni che è molto più profondo, e del quale abbiamo parlato tanto, e giustamente, ritengo che il discorso del nostro allenatore del prossimo anno sia davvero aperto.
    Aperto, non necessariamente avverso.

    1. Dopo tutto questo romanzo con critiche dirette o indirette a Messina, perché non insegni a Messina cosa e come si fa ad allenare e risolvere queste sue mancanze.

      1. Mi sorprende @pamasco che ti dimentichi che nelle quattro partite che hai citato dove Napier ha faticato (Brescia Virtus Efes e Maccabi) mancava Pangos (presente solo con il Maccabi appena rientrato dall’infortunio). Quindi colui che avrebbe alleggerito il ruolo di Napier obbligando le squadre avversarie a dividere le loro attenzioni. Nelle poche partite in cui entrambi stavano bene hanno giocato spesso insieme e con ottimi risultati con una fase offensiva fluida e funzionale.

    2. Il piano B sono Pangos e soprattutto Shields quando torna. Forse non ci rendiamo conto del ruolo di Shields in questa squadra. Questo e’ stato il punto debole di quest’anno , forse ancora più della mancanza di un play: non avere il sostituto del primo violino.
      Per il resto caro Palmasco tutta la tua riflessione mi sembra non dico inconsistente ma con pochi dati di realtà, magari mi sbaglio.

      Sull’allenatore direi che non è questo il criterio di scelta.
      Se si vince la terza stella è giusto dare a Messina un altra possibilità
      Se si perde è giusto che la società apra una riflessione e decida per il meglio: mi sembrano tutte persone serie

      1. Caro Iellini, come ho già detto, a consuntivo, perchè i mancati p.o. tali sono, e non sono sanabili anche dalla terza stella, si può tranquillamente dire che il mondo è pieno di allenatori; che si può e, motivatamente, si deve, prescindere da Messina la prossima stagione: le prove della sua “colpevolezza” per l’andamento del nocciuolo della stagione ci sono tutte; per cui, coraggio, voltiamo pagina, con i dovuti ringraziamenti al coach per l’impegno profuso

      2. Caro Fab, solo in Italia gli allenatori sono più o meno 50 milioni. La questione è trovarne uno meglio di quello attuale.
        Ho sentito nomi da rabbrividire e si fa presto a mitizzare un Trinchieri di turno, per poi affossarlo alle prime sconfitte. Comunque tranquillo, tanto fortunatamente non decidiamo noi due.

    3. Tutti quei “lasciamo perdere” suonano come, invece, “non lasciamo perdere affatto”…….

    4. Mah, il paragone Napier-Micic mi sembra azzardato sia per quanto mostrato dai due finora, quantomeno in Europa, sia per le differenze strutturali e di gioco; statura e stazza sono diversissime, Micic è senz’altro più pericoloso in penetrazione dove spesso arriva a canestro e altre volte attira comunque su di sè la difesa e riesce poi a smistare per i compagni. Questa capacità di vincere gli 1vs1 Napier non ce l’ha. Probabilmente però riesce a far girare la squadra con più ritmo. Dopodiché: sarà banale, ma senza Larkin (Pangos) e Clyburn (Shields) è molto più semplice inibire anche Micic.
      Shabazz ha chiaramente fatto svoltare la squadra perché in quel ruolo c’era un vuoto, una voragine; con lui tante cose sono andate a posto; oltre a ciò ha carisma e talento da vendere.
      Vero che sotto pressione soffra di più, lui e tutti gli altri; direi che sia quasi ovvio, così come la considerazione che su questo aspetto ci sarà da lavorare.
      Per il futuro dipenderà moltissimo dall’esito del campionato; sarebbe bello vincere e convincere e dare la possibilità a questo gruppo, staff e giocatori, di una rivincita anche in Europa.

  2. Io farei ruotare gli stranieri ai playoff.
    Se l’avversario dei QF dei PO non fosse Venezia , farei riposare Hines e Shields + Napier (se serie si dimostri facile)

  3. Ma per quanto riguarda gli allenatori di alto livello, si sono già tutti dimenticati di Pablo Laso?

  4. Riguardo agli allenatori top di Eurolega, mi pare che ci si sia dimenticati di Pablo Laso, che è ancora free agent

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