Secondo impegno del doppio turno per l’Olimpia Milano. La formazione biancorossa cerca il riscatto ed una vittoria di prestigio, sul campo del Maccabi Tel Aviv. Gli israeliani sono ad un passo dalla qualificazione matematica ai playoff ed hanno vinto 13 delle 15 partite disputate in casa, miglior record interno assoluto dell’intera Eurolega.
Maccabi-Olimpia Milano | La presentazione di Ettore Messina
Così Ettore Messina ha presentato la sfida: “Il Maccabi è stato finora la miglior squadra di EuroLeague sul proprio campo, è in grande fiducia, ha vinto otto delle ultime dieci partite, ha una squadra atletica, con guardie dotate di grande talento offensivo ed esperienza, lunghi pericolosi dentro l’area ma anche in grado di aprire il campo, come Colson e Martin. Noi veniamo da una prestazione insufficiente a Istanbul, dopo un periodo molto buono, per cui l’obiettivo, nonostante tutte le difficoltà tipiche di ogni gara che si gioca a Tel Aviv, è quello di tornare a esprimerci ad un buon livello e mostrare spirito competitivo”.

Vinto anche Zalgiris. A sto punto temo non ci sia piu nemmeno la matematica…
Ops volevo dire Efes 1-2
Con noi 3 a 0. Il tutto complicatino, ma vediamo
Va bene. Ma razionalmente è da un pezzo che siamo fuori dalla EL. E quindi sarebbe meglio prenderne atto e comportarci di conseguenza.
Poi voglio fare una considerazione. Cosa ci è mancato quest’anno, oltre ai giocatori infortunati, alla mancanza di play e probabilmente anche di un centro?
Ma…..Pozzecco. E’ vero che Pozzecco è un originale ma con il suo carattere smussava quello di Messina che certamente non è un comunicatore né un simpaticone. E non so nemmeno quale sia il suo rapporto a livello di comunicazione con la squadra. Quindi, secondo me, oltre agli addii dei due play dobbiamo considerare quale grande mancanza anche quella del Pozz.
Efes quando gioca così è ingiocabile quasi per chiunque, comunque per me stagione ingiudicabile, per troppe volte non c’è stata la squadra giusta in campo, ed avere tutti è indispensabile in Eurolega, basta guardare l’Efes che dovendo fare a meno di Larkin per mezza stagione ha problemi di classifica, ed ha un roster super, nello sport funziona così, quando le stagioni nascono male, di solito finiscono peggio. Speriamo di recuperare.tutti nei prossimi due mesi e che gli infortuni ci diano tregua.
Si possono fare mille discorsi al giorno, ma senza play non si va da nessuna parte. Messina ha, certamente, le sue grandi responsabilità, ma dopo mesi e mesi con Napier e Pangos insieme si è vista l’ Olimpia con le sue potenzialità. Nelle ultime dieci ci sono otto vinte, si dovrebbe ripartire da qui, con la consapevolezza non di aver fallito ma di aver fatto dei gravi errori. Vincere lo scudetto può dare comunque un senso a questa stagione, invece l’esito della prossima stagione di Eurolega sarà lo spartiacque per il coach, a mio personale giudizio.
La proprietà ha già fatto intendere che anche l’anno prossimo Messina sarà l’allenatore. L’unica è che scelga lui di lasciare a fine anno. Quindi piaccia o meno, l’anno prossimo sarà ancora lui l’allenatore.
Come abbiamo già visto in altre realtà, la stagione brutta capita a tutti prima o poi. L’errore sarebbe buttare via il bambino con l’acqua sporca. Questa squadra va solo puntellata, non stravolta.
Sono convinto che Messina solo dirigente non sia fattibile. Sia perchè lui è prima di tutto un allenatore, secondo perchè un qualsiasi allenatore sarebbe sempre in una situazione scomoda con lui. Se Messina lascia, lascia complemente. Dietro alla scrivania non lo vedo sinceramente.
Che Messina abbia sbagliato delle valutazioni è fuori discussione. Così come si stanno vedendo i lati oscuri del doppio ruolo, ossia l’assenza di una figura dello stesso livello che possa dire la sua all’allenatore. Il Gherardini di turno per intenderci.
Nel caso di Messina si conferma il fatto che essere un grande allenatore non vuol dire anche essere un grande dirigente. Dal lato allenatore ha fatto vedere di essere ancora ottimo, lato dirigente invece qualcosa deve imparare ed è probabilmente l’aspetto su cui deve lavorare maggiormente. Non è banale mettersi a fare questo lavoro a 60 anni.
Messina è stato ingaggiato e ha preteso il doppio incarico solo e soltanto per uno scopo. Armani è abituato a primeggiare in tutto quello che fa, figurarsi se non avrebbe cercato di mettere a posto tutti gli ingranaggi per rendere il suo hobby, la sua passione, all’altezza delle sue ambizioni. Concedere ad un allenatore, qualcosa non proprio consuetudinario nel basket, carica di presidente con ampi poteri e coach, purtroppo anche questa formula non ha prodotto l’effetto sperato, e la cosa che più preoccupa, avere dietro una proprietà che non ha lesinato sugli investimenti, ma ahimè…risultato che non è arrivato.
La domanda delle cento pistole, cosa non ha funzionato, troppo semplice tirar fuori la sfiga come causa dell’ insuccesso in EL, penso che la scelta degli uomini rimane sempre la variabile che non può essere colmata scegliendo sempre il migliore, e purtroppo anche questa esperienza non può esimersi dall’ essere raccontata come fallimento…
…fallimento generato da eventi negativi….non soltanto, anche da scelte e politiche meritocratiche troppo assoggettate al volere di un solo individuo.
… E adesso… adesso il campionato, ma l’amaro in bocca non potrà essere addolcito, neppure con una ipotetica finalissima e contro una ipotetica Virtus BO…la mitica coppa è troppo assente e da troppi, troppi anni…