Partita di grande intensità, con un livello fisico altissimo e con le difese che hanno avuto la meglio a lungo sui due attacchi. L’Olimpia Milano ha costruito ottimi tiri nel primo tempo, ma ne ha sbagliati molti. Con la propria grande difesa, nel secondo quarto la squadra milanese è riuscita ad andare all’intervallo sul 30-29, complice un Kevin Pangos illuminante. Nella bolgia del Forum l’Olimpia gioca una grandissima partita difensiva, con la coppia Napier-Pangos che illumina, prima della sfuriata di Brandon Davies nel quarto periodo. Arriva la sesta vittoria consecutiva dell’Olimpia Milano in Eurolega, stendendo un Partizan che si presentava al Forum in ottima forma.
Olimpia Milano-Partizan Belgrado | La partita
L’inizio del match vede le due difese avere la meglio: a sbloccare il match è infatti Punter dopo ben 2 minuti di gioco con un canestro con fallo. Dopo il quinto punto di Punter, l’Olimpia Milano si sblocca con Voigtmann, a cui risponde ancora la guardia del Partizan per il 2-7 iniziale. I serbi allungano sul 2-10 a metà primo quarto e coach Messina deve chiamare timeout, visto anche l’1/9 dal campo. Napier tenta di dare la scossa ai suoi segnando la tripla del -4 meneghino, ma Lessort segna 4 punti in fila. Nunnally segna la tripla dell’8-17, a cui risponde Brandon Davies dalla media. Pippo Ricci segna da tre punti, ma Punter segna il 13-19 con cui si chiude il primo quarto. LeDay apre il secondo quarto con un canestro in entrata, a cui risponde Hines. Melli schiaccia il -6 Olimpia su un grande assist di Pangos, ma arriva pronta la risposta di Papapetrou. Pangos continua ad illuminare con assist meravigliosi, stavolta è Hines che ne beneficia e segna il -4. La partita prosegue in equilibrio, dominata dalla grande fisicità, con Melli che trova il pareggio da rimbalzo in attacco a 1.20 dal termine del primo tempo. Baron segna la tripla del primo vantaggio meneghino, a cui segue la schiacciata di Lessort per il 30-29 con cui si chiude il primo tempo.
Il secondo tempo si apre con una schiacciata al volo di Voigtmann, a cui risponde la tripla di Exum. Ad un canestro di Lessort risponde la tripla di Voigtmann per il +1 milanese. Le difese continuano a dominare il match, con i due attacchi che faticano a trovare canestri. Nunnally segna il canestro del 36-38 ospite a metà terzo quarto. Billy Baron segna la parità con un canestro con fallo, sbagliando però il libero del sorpasso, a cui risponde con la stessa moneta LeDay per il +3 serbo. Pangos segna la tripla della parità, prima dei due liberi di Davies per il +2 Olimpia a 1.50 dal termine del terzo quarto. Napier segna una tripla importantissima sulla sirena del terzo quarto, che si chiude sul 49-46. Il quarto periodo si apre con il canestro di Napier in penetrazione per il +5 milanese, prima di un clamoroso canestro di Brandon Davies per il 53-46. L’Olimpia Milano continua a segnare, ancora con Davies su grande assist di Napier, ed è +9 milanese. Il parziale meneghino si allunga sul 13-0 con la tripla di Billy Baron per il 58-46. Grandissimo assist di Davies per Tonut e l’Olimpia scappa sul +14. Dopo un parziale serbo di 5-0, Davies trova un grande assist per la tripla di Baron, prima di mettersi in proprio per il contro parziale di 5-0 Olimpia. Brandon Davies concretizza un grande assist di Napier e porta l’Olimpia sul +15, prima della tripla di Nunnally. La squadra meneghina gestisce al meglio il vantaggio restando sulla doppia cifra di vantaggio grazie all’ottima partita di Kevin Pangos ed al quarto periodo di Brandon Davies. Il punteggio finale è di 76-62.
Olimpia Milano-Partizan Belgrado (13-19, 30-29, 49-46, 76-62)
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Olimpia Milano calendario | I prossimi appuntamenti
L’Olimpia Milano tornerà in campo domenica 12 marzo alle ore 18.15, quando in LBA sarà ospite dell’Happy Casa Brindisi. Successivamente, l’EA7 Emporio Armani Milano sarà attesa dalla trasferta di Madrid contro il Real, con palla a due fissata per le 20.45 di giovedì 16 marzo. Sarà poi tempo di derby d’Italia, con l’Olimpia che ospiterà la Virtus alle ore 18.00 di domenica 19 marzo.

E allora!!!!
Dedicato a quelli che: “LeDay è meglio di Melli”
Dedicato a quelli che ” Tonut non è valorizzato”
Dedicato a quelli che “Davies è da mollare”
Dedicato a quelli che “Pangos è finito, e anche Voigtmann”
Dedicato a quelli che “la squadra non segue il coach”
Dedicato a quegli pseudo- tifosi che stasera invece di gioire rosicano
Io non dedico nulla a nessuno, ma non ti do torto.
Mi piace sottolineare però che Davies, panchinato malamente (e giustamente) 48 ore fa, oggi si è preso il palcoscenico con una prova notevole e chiaramente il coach gli ha dato fiducia. Quindi non è che una partita vista dalla panchina voglia dire bocciatura definitiva, a meno che non ti chiami Alviti, Thomas e Mitrou-Long (anche se per lui forse qualche spezzone ci sarà, forse…).
E finalmente si inizia a vedere il vero Pangos, quello che ha fatto strabuzzare gli occhi a mezza Europa ed è stato chiamato poco più di un anno fa da Cleveland. Poi non sarà il classico playmaker anni 80, ma quanti ce ne sono in giro? Forse 3 o 4…
Ben detto… e dedicato anche a quelli negazionisti a prescindere contro Messina
Fossi in te aspetterei a fare le dediche perché poi a fine stagione potresti riceverne una…
Tu, che ti dici tifoso Olimpia e che sei sempre per il “tanto peggio tanto meglio”…….
Invece tu sei per il “tanto meglio tanto peggio”…
Come ti rode che l’Olimpia vinca
Se queste vittorie saranno effimere o “vere” ‘lo vedremo a fine stagione quando si tireranno le somme.
A volte si banalizzano questioni di gioco che invece dal punto di vista tecnico e tattico sono più complesse e altre volte invece si vogliono dare chissà quali interpretazioni a situazioni che sono tutto sommato semplici da spiegare. Avevamo fuori troppi uomini in ruoli chiave, punto. Messina è un grande coach, con pregi e difetti come tutti, ma resta un grande coach e lo sta dimostrando anche adesso. Non ha fatto il miracolo quando non aveva play, ma è normale, non possiamo chiedere miracoli. Prendere Napier un mese prima? Ok, non so se fosse possibile, ma quello potrebbe essere il rammarico, per il resto c’è poco da dire. Ho visto ieri l’Anadolu senza Micic e Larkin, squadra battibilissima, punto. Togli Baldwin e Brown al Maccabi, vediamo. Togli Walkup e Sloukas all’Oly, togli James e Okobo al Monaco,…non c’è bisogno di andare avanti.
Grazie ai ragazzi per essere rimasti uniti e pieni di dignità, grazie per questo grande girone di ritorno!! E, come si era già detto, per l’anno prossimo non ci saranno tutti questi cambi da fare, forse qualcosa fra gli italiani.
Giornata dopo giornata in EL, quasi impossibile purtroppo, ma è doveroso provarci fino all’ultimo.
Qualcuno diceva di usare l’EL per far riposare i big e allenarsi in vista dei playoff italiani; spero adesso che sia chiaro quanto fosse assurdo il proposito, a prescindere da come finirà l’EL e da come finirà il campionato. E’ solo giocando al massimo per vincere ogni partita che si può ritrovare fiducia e equilibrio.
Only one word: MELLI!
È 3/4 della squadra per tecnica, spirito, voglia.
No No, il bello è proprio che la squadra è sempre più squadra, con tutto il rispetto dei singoli…..
Il punto e’ proprio questo ,il roster era stato costruito senza campioni assoluti ma con un tasso tecnico medio altissimo.
Questo avrebbe teoricamente dovuto sopperire ai sempre prevedibili infortuni e cali di forma mentre la realtà si e’ presentata in forma diversa e pure un validissimo tecnico come Messina ha faticato molto per mettere a pieno regime l’ingranaggio.
I fatti stanno dimostrando che siamo superiori alle squadre tra il quinto e l’ottavo posto,a breve ci confronteremo con le big ed a quel punto avremo un riscontro preciso del nostro valore assoluto.
Tonut merita minuti per avere il ritmo partita, le vittorie fanno capire chi sarà utile il prossimo anno, e vista così da cambiare sono solo mitrou long e thomas e forse datome e dipende da lui e dalla società, cabarrot purtroppo ha mezzi fisici ma non e’ esplosivo, davies e’ più ala che pivot e vogtmann più pivot che ala, pare che jl buon messina lo abbia compreso come si e’ compreso troppo tardi che servisse un play, le critiche erano giustificate.