Olimpia Milano-Panathinaikos, 5 domande 5 | In attesa di Shields, siamo questi. Napier non basta

Alessandro Maggi 14

Domani Olimpia Milano-Panathinaikos, e dopo una lunga attesa tornano le 5 domande 5 di ROM. Entriamo in modalità EuroLeague

Domani Olimpia Milano-Panathinaikos, e dopo una lunga attesa tornano le 5 domande 5 di ROM. Entriamo in modalità EuroLeague dopo il flop di Coppa Italia.

Ennesima ripartenza dopo un brutto colpo. Che aria si respira alla Secondaria del Forum?

«Alcuni tifosi in visita hanno parlato di un gruppo voglioso di riscatto. Sandro Gamba esclude per sue fonti rotture interne allo spogliatoio. La leggenda narra che dopo lo 0-4 con la Virtus tutte le componenti si siano confrontate a lungo, senza peli sulla lingua. Speriamo possa essere accaduto qualcosa di analogo».

Del match con Brescia cosa ha destato più perplessità?

«Lo abbiamo già scritto mille volte, l’approccio. Lavori una decina di giorni per l’obiettivo, tragica complice l’immane disgrazia turca, e parti sotto di 16 dopo il primo tempo? Da chi puntava alle Final Four, e si è anche ritrovato ultimo, era lecito attendersi qualcosa in più per il secondo obiettivo stagionale. Ritrovate le debite distanze, ancora una volta la squadra ha dimostrato di non sapere che fare per vincere la partita. Perchè qui il problema non sono tanto i minuti finali, quanto l’attacco a difesa schierata. Se Milano corre segna, se non lo fa si schianta, e manda il play dove la difesa vuole. E’ stato così per 40’ con Brescia, non per tre, o quattro, o cinque».

Ora il Panathinaikos, che nella gara di andata denudò più di altre le mancanze milanesi.

«Un finale di gara raccapricciante, sì. Certamente uno dei momenti più bassi di una stagione di per sè sino ad oggi disastrosa. L’Olimpia segnò 30 punti nel secondo tempo, e con TLC mancò il facile appoggio del +4 prima di cadere in overtime. Scrivemmo: “Questa squadra è stata costruita da Messina, e Messina ad oggi non ha trovato soluzioni per rendere minimamente presentabile questa squadra in Europa”. E’ cambiato pochino».

Shabazz Napier sul banco degli imputati dopo Torino. Non è un po’ presto?

«Sul banco degli imputati nel processo social, ben inteso. Chiaro che se pensi basti un play per cambiare rotta… un play e basta… significa sottovalutare tutto il resto. Se la squadra in attacco resta ferma a guardare chi palleggia, cosa vuoi combinare? Il giocatore c’è, ha fatto bene e può fare bene da qui a fine stagione. Ma serve tutto il resto. Da chi va in campo, e da chi gestisce il tutto, ovvero Ettore Messina. Non si può panchinare Davies per tutta la ripresa con Brescia, e non segnare mai».

Domani sera cosa ci si può attendere?

«Quanto visto nelle ultime gare di EuroLeague. Dignità. La squadra al momento è questo, Shavon Shields ha iniziato un percorso individuale, ma c’è ancora da attendere. D’altro canto il Panathinaikos ha esonerato Radonjic e manderà in campo un Bacon motivato. Tanto per intenderci, in Coppa di Grecia aveva rifiutato di tornare in campo…».

14 thoughts on “Olimpia Milano-Panathinaikos, 5 domande 5 | In attesa di Shields, siamo questi. Napier non basta

  1. La svolta si vedrà solo se Davies e TLC si siederanno con naz in tribuna . Se messina farà un bagno di umiltà ( dopo aver contattato trinchieri per l’anno prossimo) e punterà su chi ci mette le palle e non sulle signorine qualche speranza potremmo nutrirla se invece si continuerà a tenere gli occhi e le orecchie chiusi si terrà aperto altro per l’abuso dei felsinei

      1. Buongiorno Alessandro, leggo spesso gli articoli proposti ed apprezzo il lavoro svolto da te e dagli altri giornalisti della redazione; ultimamente noto una tua maggior partecipazione all’interno del forum, e ben venga dato che ti reputo molto competente e preparato, non fosse per questa nuova propensione a polemizzare con alcuni utenti disfattisti (talvolta in maniera anche piuttosto pesante), che in questo periodo disastrato trovano pane per i propri denti.
        Ti chiedo quindi, ha proprio senso perdere tempo con persone che vengono per trollare piuttosto che dedicarsi a utenti che scrivono civilmente per discutere di basket? Senza polemica

      2. Gentile @Maggi, mi riallaccio al commento di @Marco per dire che, per quello che può servire, mi trovo d’accordo con lui. A parte che alcuni commenti sono francamente risibili (un esempio quello che lei cita, l’utente che vuole tenere fuori TLC e Davies) è un momento di (relativa) calma sul blog, almeno dal punto di vista degli insulti personali. Potremmo tutti approfittarne per parlare di pallacanestro, evitando appunto i toni accesi ed i commenti pesanti, anche di fronte a post sicuramente irritanti. Se proprio lei, che questo blog lo ha (meritoriamente) creato, si mette ad insultare altri utenti ho l’impressione che dalla spirale di insulti non usciremo mai. Inutile tra l’altro commentare: cosa vuole obiettare a chi ritiene che per risolvere i problemi dell’Olimpia si debbano escludere due pilastri come TLC e Davies? Le pare un argomento al quale si possano opporre obiezioni con la pur minima speranza che vengano accolte? Complimenti per i suoi articoli e le sue analisi di solito molto pertinenti che non tralascio mai di leggere.

      3. Pino, con tutto l’amore, ma non sono qui per discutere su quel che faccio o non faccio. E francamente al cospetto di un commento idiota, scrivo idiota, e poi blocco, senza rendere spiegazioni. Proseguirò d’ora in poi a cancellare, ma ogni tanto preferisco sottolineare quando un commento è idiota.

      4. @Maggi, certo che il blog è suo e può farne quello che vuole, ci mancherebbe. Per quanto mi riguarda finché finché mi divertirò (oppure finché non sarò bannato…) continuerò a partecipare. Però mi permetta una considerazione: di fronte ad un insulto nei confronti di un altro utente, se può farlo, fa benissimo a mio parere a bloccare l’insultatore. Attenzione però che altra cosa è bloccare una persona perché un commento viene giudicato semplicemente idiota. Anche se convengo con lei che a volte (spesso???) vengono postati messaggi che io (e lei…) possiamo giudicare idioti, il bloccare un utente perché un suo messaggio è “idiota” rischia di restringere poi la platea del blog a tutti e soli quelli che la pensano come lei (o me…). Non so se questa è una buona idea…

      5. Secondo me c’è un fraintendimento sul concetto generale di libertà di espressione e democrazia. Qui non siamo in democrazia(come nemmeno su FB, Twitter eccetera), siamo in luoghi virtuali privati, cioè di proprietà di qualcuno che può scegliere come gestire il proprio spazio. In democrazia il voto di un idiota vale come quello di un genio, qui il proprietario/gestore può decidere che l’idiota non scrive più. E non per questo ne perde la varietà di opinioni, perché di opinioni idiote se ne può fare benissimo a meno, anzi!

  2. Noi abbiamo un’altra opinione, non scevra da critiche. Chi chiede l’esonero di Messina ha qui patria. Chi lo fa dandogli dell’incompetente, del bollito, e giudicando fallimentari questi tre anni, per noi non ha opinione, ma è solo un troll che viene qui a rompere le palle. E come tale va trattato.

  3. Se ti riferisci a me posso dirti che magari ho usato il termine “troll” in maniera impropria e generalizzando, senza però voler etichettare qualcuno in particolare, credo sia altrettanto evidente che in questo forum qualcuno sia particolarmente presente ed infestante
    Per quanto mi riguarda io penso sia legittimo criticate ed esprimere il proprio disappunto, ma sempre nei limiti della civiltà e dell’educazione, poi se ci mettessimo anche una motivazione o soluzione al problema valida sarebbe anche meglio, ma i requisiti principali rimangono secondo me sempre quello lagati alla forma.
    Diciamo che ultimamente la critica ricorrente è un disco rotto in cui si chiede la testa di qualcuno senza la benché minima idea di cosa possa accadere dopo

  4. Il momento di calma è dovuto al fatto che1) per eventi esterni o colpa propria si gioca poco 2) molti utenti “storici” se ne sono andati o rarefanno i commenti 3) viene così meno da parte dei troll, che tuttora pascolano, l’opportunità di scatenare le proprie frustrazioni

  5. Caro Fab e caro Alessandro, faccio parte degli utenti storici che hanno cercato di arginare in vari modi (ribattendo, provocando, ironizzando) i commenti idioti (badate bene non le opinioni diverse) ed i troll, ma sono arrivato alla conclusione che i social ed i blog sono tutti, ma proprio tutti , arene funzionali al frustato/ignorante/cretino/bullizzato. Solo nei blog hanno agibilità politica dove poter sfogarsi e dove altrimenti ci si può nascondere se non dietro ad una tastiera.
    Non c’è nulla da fare purtroppo. Piena solidarietà a Maggi che ho visto approvare ed anche disapprovare il coach e la società, e che non potrà bloccare l’idiozia anche se può bannare (ma poi tornano).
    Quindi, anche se alle volte viene da rispondere alla stupidità umana, è meglio aspettare le vittorie per partecipare e stare lontano quando si perde.
    Aspetto tempi migliori.

  6. Caro Pino mi permetto di dire che il problema non sono i messaggi idioti, anzi direi che non esistono messaggi idioti se non si insulta gli altri utenti ma anche i giocatori e il coach.
    Il problema vero è che ci sono utenti che non commentano nel merito ma scrivono 100 volte la stessa cosa che di solito è: il coach è un cretino

  7. Avevo deciso di astenermi da ulteriori interventi su R.O.M.pur seguendo il sito quotidianamente.
    Faccio una piccola premessa,ero per lavoro a Torino e ne ho approfittato per andare a vedere la partita con Brescia:la ricorderò per sempre come una delle più grosse umiliazioni che ho dovuto sopportare con i miei occhi,una prova indegna di questi colori,non aggiungo altro.
    Desidero unicamente prendere le difese del capo redattore Maggi non tanto di fronte alle garbate osservazioni di un utente composto e civile come il signor Pino quanto per sostenere il suo sacrosanto diritto di censurare nel modo che ritiene più opportuno ogni tipo di intervento che passa su queste pagine.
    Direi anzi che trovo pure troppo “democratico” ed accomodante il suo approccio nei confronti di un numero ben definito di mentecatti che fanno diventare un sito di appassionati biancorossi il ricettacolo delle loro paranoie di poveri disperati.

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