Il Ceo di EuroLeague: La questione non è che Campazzo giochi o meno. E’ l’integrità del sistema

Alessandro Maggi

Marshall Glickmanm, CEO di EuroLeague, chiude la vicenda Campazzo emersa in questi giorni

«Ne ho parlato anche con lui, ma non mi sembrerebbe corretto intervenire. Non è una questione Campazzo gioca o non gioca, è un discorso più ampio» così Marshall Glickmanm, CEO di EuroLeague, chiude la vicenda Campazzo emersa in questi giorni.

In un’intervista concessa a basketnews, il dirigente è stato chiaro: «C’è un sindacato giocatori e c’è un accordo-quadro. Il tema principale era il rispetto dei contratti. Nei modi e nei tempi. E questo è stato un passaggio chiave dell’accordo quadro».

Da qui il Panel di controllo: «Che è totalmente autonomo, e composto da tre avvocati che non hanno collegamenti sportivi. Ribadisco, sono autonomi e indipendenti. Hanno preso una decisione. Sono giunti alla conclusione che il club non avesse fornito alcune informazioni necessarie. Intanto hanno potuto registrare giocatori, e questo potenzialmente gli ha dato un vantaggio competitivo che altrimenti non avrebbero avuto».

E Glickman può intervenire in un solo modo: «Con l’amnistia. Facendo praticamente in modo che nulla sia successo. Ma non mi è sembrato un intervento corretto in questo caso, visto anche quello che si cerca di fare per l’integrità del sistema».

Discorso quindi chiuso: «Tutti vorremmo Campazzo in campo, l’ho scritto anche a lui dopo aver ricevuto dal giocatore una mail molto rispettosa. Mi spiace, ma qui la questione non è “Campazzo gioca o non gioca”. Non c’entra nulla».

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