Olimpia Milano post Alba | Pensavo fosse un click… invece era un crack

Alessandro Maggi 22

Olimpia Milano post Alba. Difficile. Pensavo fosse un click… invece era un crack. L’impulso Monaco è durato solo una manciata di giorni

Olimpia Milano post Alba. Difficile. Pensavo fosse un click… invece era un crack. L’impulso Monaco è durato solo una manciata di giorni. La debolezza è mentale, diffusa.

Come detto prima di Belgrado, la sottrazione non giustifica il risultato negativo. Pangos, Shields e Datome out. Ok. Ma Deshaun Thomas utile solo se segna da 3? Voigtmann “reduce” da Eurobasket ma ancora “troppo reduce” a gennaio? Tonut da 0’ a settimane dal rientro? Naz Mitrou-Long incapace di superare la metà campo alla prima pressione? Da 17 si passa in fretta al 10, dove il 10 è Biligha, il 9 è Baldasso, l’8 Alviti. E nei 7 c’è Pippo Ricci, immagine di orgoglio, ma giocatore che l’EuroLeague doveva vederla con il cannocchiale.

Mancando i leader del gioco si è rallentata la crescita dei gregari? Vero, ogni sistema ha le sue gerarchie, e Mitrou-Long era un altro Mitrou-Long quando l’ombra di Pangos restava in campo per tanti minuti. Basta questo per spiegare una non-gara a Berlino?

Non parleremo del -20. Parleremo di Berlino. Dove le armi dell’avversario erano poche e note, e l’Olimpia ci è andata a sbattere dal minuto 1, come quando il corridoio telepass è sovrastato dal semaforo rosso, ma l’auto procede sicura, schiantandosi contro la sbarra abbassata.

Milano ha rincorso l’Alba. Complici anche i falli in sequenza di Davies e Hines, ha subito a rimbalzo, ha rincorso in ritardo i lunghi dalla media, non ha letto i tagli. Non parliamo di killer-instinct berlinese. I parziali sono figli di una squadra in controllo, che magari abbassa l’attenzione, ma subito la rialza quando rischia un finale thrilling. 

L’Alba ha vinto da grande squadra, contro una piccola squadra. Messina dice: «I miei giocatori sono degli ottimi giocatori ma qualche volta si mettono in difficoltà, per cercare di fare i salvatori della patria, cercando di andare uno contro quattro». 

Abbiamo un dubbio. Che qui non si tratti di salvatori della patria, ma di giocatori che semplicemente non sanno cosa fare. Che perdono la “bussola” al primo vento contrario. Questa era la stessa squadra che, dopo il miracolo Monaco, ha battuto Valencia e dominato la Virtus. 

Il talento c’è, manca tutto il resto. Un regista cambierebbe molto. Siamo i primi a dirlo. Non tutto. Questa è la squadra che ha battuto Valencia e dominato la Virtus. E ieri è caduta a Berlino da “piccola”, “piccolissima”. E non solo per una questione di play, soprattutto nel basket di oggi. Un play può renderti grande, senza un play non puoi essere così piccolo.

Questa era una squadra pensata con tanti portatori, da Pangos a Naz, ma anche a Hall, Tonut e Baron. Evidentemente si è anche “pensato male”, ma qui nessuno sa cosa fare quando la palla pesa, e l’avversario aggredisce. E in questi mesi di emergenza infortuni, invece che condividere, si sono ridotte le rotazioni. Nessuna promozione, solo bocciature. Viene poi da chiedersi quale sia il messaggio dei 27’’ a Tonut e Alviti sul -20 a Berlino.

Non si può dimenticare quanto fatto e quanto costruito in questi anni da Ettore Messina. In passato si è distrutto tutto per molto meno, e si è sbagliato. Ma è tempo di cambiare i termini di analisi. Essere ultimi, all’11 gennaio, non è una crisi, è un disastro. Pensavo fosse un click… invece era un crack. La nave sta andando a fondo. Il capitano Schettino non fugge dalla nave, ma intorno a lui pare regnare il caos.

22 thoughts on “Olimpia Milano post Alba | Pensavo fosse un click… invece era un crack

  1. Ottimo articolo che sotto intende in maniera molto British ad una conclusione. Messina dovrebbe leggerlo e dimettersi visto che la proprietà non ha il coraggio di licenziarlo (e di questo è colpevole anche se i soldi sono suoi ed è libera di decidere come buttarli).
    Ieri per primo ho scritto della vergogna del trattamento di Tonut. Spero che qualche giornalista gliel’ho abbia chiesto in conferenza stampa se si è presentato.
    Ps
    Non so se Armani sarà al forum venerdì ma se lo fosse spero in una vittoria non tanto per la classifica ormai andata ma per non fargli sentire le bordate di fischi che arriveranno in caso di sconfitta. Io non fischierò.

  2. Rido amarissimo al gioco di parole del click e del crack, ben trovato – anche del crick e del crack avrebbe funzionato 😩.

    Ora che l’Europa è andata definitivamente – non sono le 3W che mancano, ma le 7 squadre che le possiedono, di cui 4 devono ancora giocare la 18esima partita, per i due soli posti che abbiano meno di 5W di vantaggio: che sbaglino tutte e 7 è impossibile, ma anche che noi ne vinciamo a sufficienza; mancano almeno due mesi all’efficienza piena dei “nostri” – è il momento di fare un passo indietro, rilassarci tutti, prendere del riposo, fare tutto il necessario per entrare in un altro setting di pensiero, riformulare i nostri obiettivi, reindirizzare la nostra passione per la squadra – aggiungerei alla faccia dei poveracci che oggi celebrano qui la propria gioia; gente sbagliata nei tempi e nel luogo. Gentaglia.

    Restano dei mesi per preparare bene la rotta per la prossima cometa, la stella che ci potrebbe portare allo scudetto, nostro solo obiettivo, adesso, secondo me.
    C’è da costruire una squadra.
    Sarà tardi, come mi hanno fatto notare – con mala grazia, ma lo accetto lo stesso – e sarà che le squadre si fanno d’estate, ma noi ci troviamo invece a doverlo fare oggi con quello che c’è, perché la programmazione estiva non ha funzionato.
    E da oggi quindi bisogna farlo, perché la stella dello scudetto, sia nel senso del 30esimo, sia nel senso di guida per l’orientamento, è diventata troppo importante e troppo significativa.

    Ci sono mesi per prepararsi, mesi per costruire.
    Amare e tifare l’Olimpia Milano oggi significa osservare e accompagnare quel disegno, comprenderlo, apprezzarlo quando la direzione pare giusta, criticarlo con criterio quando pare che abbia bisogno di correttivi.
    Nei mesi che rimangono Messina ha tutte le qualità per costruire una squadra.
    Ora che l’Europa è andata può concentrarsi sul nuovo obiettivo: fare una squadra!
    La decisione di rimuoverlo spetta soltanto alla società, a nessuno di noi.

    1. Prima di vincere lo scudetto, l’obiettivo dev’essere costruire, col rientro dei 2+1, una squadra, perchè, se si è capito che il disegno iniziale con NML come booster, non era ben pensato, bisogna capire se tutto il resto, in prospettiva dell’anno prossimo, può avere un senso; ancora io non ho un opinione definita in proposito

      Certo che ripartire da zero a stagione quasi conclusa non è esaltante

  3. Ormai è chiaro, se il tiro da 3 non entra, non si vince. Per gli altri diventa troppo facile difendere contro di noi. Si chiude l’area e si mette pressione sul portatore di palla che, emergenza o meno, NON PUÒ ESSERE Cabarrot.

    1. Direi che quella riguardo il tiro da 3 è comunque considerazione che vale per qualsiasi squadra nel basket odierno, se da 3 non segni diventa molto difficile per tutti vincere le partite. Se costruisci buoni tiri e non segni nemmeno quando hai metri di spazio, solo col tiro da 2 ormai è quasi impossibile vincere.

  4. Certo che la decisione di rimuoverlo spetta alla società questo è lapalissiano però i giornalisti/blog/commentatori esistono per esprimere un proprio parere. Qualcuno può volere il pastore ad honorem altri vorrebbero ricostruire con qualcun altro (Fioretti fino a Maggio) ma non ti devi incazzare per questo. La lista dei coaches licenziati nell’era Armani è lunga e un campionato lo avevano vinto tutti (tranne Scariolo) quindi cosa normalissima.
    Ps
    Tieni vivo il battibecco con Adriano/Gaetano/GAE/ElDiabloRojo etc che è la cosa più divertente del blog visto la depressione della situazione.

    1. Il proprio parere non può essere solo e sempre, “cacciare Messina”, caro Doc63, perché allora diventa un pregiudizio, una persecuzione, ed esprime solo odio.
      I pareri sono altra cosa.
      Tieni viva tu questa ridicola credenza del “diritto di esprimere il proprio parere”, usata per coprire cazzate senza senso.
      Non mi diverte, ma ti riesce bene.

    2. Caro Doc ma gli stai anche a rispondere civilmente ad uno del genere? Oltretutto ti insulta pure. Bisogna non considerarlo e lasciarlo in balia dei suoi amici oppure prenderlo in giro come faccio io ed altri che è l’unico modo per interagire con soggetti simili. Rispettare chi ci rispetta e insultare chi ci insulta questo è il mio mantra.

  5. ennesima conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che il problema è solo in minima parte mentale e fisico, ma al 90% si tratta di problema tecnico di evidenza sesquipedale.
    Comunque oramai avanti cosi, intervenire ora non avrebbe più senso, vedremo prima dei play off di LBA oppure spero tengano conto dei macroscopici errori di valutazione fatti su alcuni giocatori nel ricostruire la squadra per il prossimo anno

  6. Per quanto riguarda Messina, dipende da quanto ha in mano la squadra è se i giocatori lo hanno o no scaricato (almeno alcuni).
    Questo noi non possiamo saperlo anche se alcune prestazioni individuali e di squadra a volte fanno venire qualche dubbiò

  7. Il tema Cabarrot m’interessa molto @andreavalagussa.

    Il consenso generale tende a guardare soprattutto le sue mancanze.
    Io invece ne ammiro l’intraprendenza, la capacità di attaccare il ferro, di aprire varchi, di creare vantaggi, di difendere sul play, un discreto tiro e un bel po’ di punti nelle mani.
    Continuo a pensare quanto mi sentirò bene quando giocherà 12 minuti a partita entrando per cambiare Shields.
    Perché Cabarrot è un gran sesto uomo.

    Certo, se gli chiedi di fare il play, e di giocare i finali di partita da go to guy, allora emerge soltanto il suo lato dannoso.
    Ma quello positivo c’è, è tanto, e si vede perfino in questa sciagurata gestione che obbliga anche lui a fare cose che non può.

    Però, però, però… è una scelta che va analizzata e compresa, secondo me, perché non l’ha fatta l’ultimo degli arrivati.
    Allora io credo che sia stato un esperimento, un’ultima spiaggia, un tentativo a fondo perduto.
    Voglio dire: asfissiato Baron la squadra s’impantana perché nessuno crea vantaggi? Allora io devo provare a mettere al centro l’unico che i vantaggi spesso li crea, sempre ci prova.

    Il ragionamento di Messina secondo me è stato questo. Ovviamente non ha funzionato, essendo una manovra disperata e molto improbabile. E non si tratta di “portare palla”, ma di vero play making, ovvero di creare la manovra.
    Pensa Shields a fare il play… Non potrebbe funzionare neanche quello.

    Cabarrot quindi, se non gli rovinano l’umore e lo spirito d’iniziativa, sarà un fantastico cambio di Shields quando il nostro campione tornerà in finale. La forza di questo asset della nostra squadra, parlo di Cabarrot, si vedrà davvero in quei secondi e terzi quarti giocati da lui, in una squadra con assetto, perché ci sarà anche Pangos, nella finale scudetto.
    E sarà mortifero. Belinelli, per dirne una, non potrà entrare in campo… 😉

  8. Cabarrot e Davies sono i tipici giocatori che pensano al loro tabellino e che ti fanno perdere le partite , il contrario di heins . Ora di tempo Messina ne ha avuto , ora o dimostra di aver capito dà una occhiata al plus minus e caccia i molli e allora anche se si perde si lotta (biligha) o lascia spazio ad altro allenatore che ci riprova con questi .

  9. E’ inutile girarla e rigirarla. E’ da mesi che dico che l’Euroleague è andata anche se devo ammettere che purtroppo tutte le volte sotto sotto mi sono illuso e ci ho sperato (sperato non creduto).
    Adesso ripeto siamo passati dall’organico play dell’anno scorso a quello di quest’anno (un play e pur in infermeria per lungo tempo) e quindi indipendentemente dal tipo di gioco adottato, dal fatto di giocare senza un vero centro (difensore, rimbalzista, alto quanto è necessario, eccetera) per me il vero problema è la cabina di regia dove non si è attrezzata la squadra in modo sufficiente e dico sufficiente.
    Poi va da sé che i giocatori siano depressi e che ancor più i comprimari rendano meno di quello che ci si potrebbe aspettare. In ogni sport quando la squadra gira anche i più scarsi fanno la loro figura, ma anche i campioni si deprimono quando manca l’essenziale e in questo sport senza un vero play ,lo ripeto per l’ennesima volta, non si va da nessuna parte e si mortificano gli altri ottimi giocatori costretti a giocare in un ruolo che non è il loro.
    E d’ora in avanti basta trionfalismi. Ricordiamoci tra l’altro che i lungo degenti avranno bisogno di tempo per ritornare al top fin dalla prima partita e che altri giocatori sono sfiduciati (purtroppo a ragione) e altri stanchi e che in ultima analisi, anche se mi ripeto ma continuerò a farlo, dove sono i play? In ogni caso anche se Pangos giocasse in modo meraviglioso da solo non basta.

  10. E’ deprimente; errori: la costruzione della squadra, che si fondava su di un solo play ed un booster( altra erronea valutazione perchè NML semplicemente non è un buon giocatore per i livelli cui Olimpia aspirava); sfortune: infortunati gli assi portanti della squadra in modo direi irreversibile per le sorti europee di Olimpia Milano; di nuovo erronee valutazioni nel pensare di prendere il sostituto di Shields e non di Pangos, lasciando la squadra allo sbando imprigionando Hall in un ruolo che non può e non vuole fare; il basket è sport strano e ben presto trasforma le illusioni in cocenti delusioni, ma è anche sport sincero, non si può bleffare, chi sbaglia e da noi si è sbagliato, paga dazio e si deprime; che strazio, da qui alla fine, le partite di EL

  11. L’unica facile previsione è che tu verrai cacciato di nuovo, a breve, insieme al tuo amichetto.
    Non appartenete qui.
    Ma ci volete entrare di forza. Non ci riuscirete. Non è roba per voi.

  12. Siamo di fatto entrati in un circolo vizioso, come il cane che si morde la coda. Dove a sfortuna inziale – infortuni e tutti in certi ruoli – si sono sommate una preparazione non omogenea del gruppo e necessità di giocare fuori ruolo per molti, ora siamo al momento in cui va tutto storto, molti sono provati fisicamente e hanno perso lucidità e fiducia e non si sa piu’ dove inizino i problemi e di chi sia la colpa. Se esiste. Probabilmente le 3 vittorie nelle prime 4 di eurolega hanno tolto, insieme poi a Pangos e Shields, la capacità di analizzare la situazione in un’ottica di medio periodo. A posteriori, e lo sottolineo perchè a bocce ferme siamo tutti coach che vinceremo le olimpiadi, sarebbe stato necessario l’acquisto di un play “normale” ma di esperienza unitamente alla consapevolezza che forse valeva la pena arrivare in lba nelle prime 4 in stagione regolare dando molti minuti a chi spesso ne ha pochi o meno per recuperare alcuni alla causa, non spremere i soliti noti e cercare di stare piu’avanti in EL che tanto poi in lba quando sarà il momento non avrai problemi a vincere in casa e fuori. Per fare tutto questo occorre grande capacità di gestire emotivamente un gruppo anche modificando il proprio credo di allenatore mettendo da parte il concetto che gioca solo chi dimostra di eseguire alla lettera le cose e che devo vincere per forza anche in lba tutte le partite dando invece minuti e fiducia a chi fa piu’ fatica anche se faceva errori ma aiutandolo a migliorare giocando. A scuola se uno va male va a ripetizione, non si usa piu mettere in castigo o dietro la lavagna come ieri 2 dei nostri potrebbero aver percepito di essere. anche se per loro la lavagna era un campo da basket e magari nemmeno capivano il perchè di esserci a quel punto. Insomma ci vorrebbe un bel reset o un time out di un mese per chiarirsi le idee. Io, e l’ho già scritto, ora li farei giocare liberi da molti schemi pensando all’80 pct all’attacco e meno alla difesa e terrei in campo molto di piu’ chi sino ad oggi ha giocato di meno. Non credo che si possa vincere l’Eurolega,….managerialmente punterei al recupero di alcuni giocatori ora lontani parenti delle loro annate migliori e caso mai proverei a vincere il campionato anche chiudendo terzo o quarto la stagione regolare ma in crescendo di fiducia e di giocatori utili alla causa.

  13. Complimenti, Maggi, oer questo articolo.
    Credo sia onesto intellettualmente affermare che la squadra sembrava costruita con una certa logica. Erano stati presi giicatori con esperienza EL, con punti nelle mani, per compensare un po’ quanto mancato negli anni precedenti. In più, il cambio Tarczewsky -Davies non poteva essere che un upgrade. Voigtmann e Thomas erano certamente due che non sono fenomeni, ma che hanno sempre dato il loro concreto contributo nelle squadre che “girano”. Anche Tonut era una buona presa. Se vogliamo, le uniche scommesse erano restare orfani del Poz (il suo contributo emotivo è stato fondamentale, lo scorso anno), non avere un vero play di scorta (NML non lo era nemmeno a Brescia) e aver comunque preso NML scommettendo sul suo adattamento al livello top.
    Poi qualcosa non ha funzionato e gli infortuni hanno influito parecchio.

    Chiunque abbia giocato un pochino sa che avere tanti buoni interpreti non equivale ad avere un buon coro. Abbandonando i teatri e tornando ai parquet, Messina (e lo staff) non è riuscito a creare lo zoccolo duro sul quale basare lo stare in campo, la famosa chimica. Questa è certamente una colpa.
    E nella gestione tecnica non è stato in grado (sino ad ora) di “cambiare rotta”. Niente p&r, niente pressing nella metà campo avversaria, pichi blocchi per il tiratore (Baron), nessuna “zonetta” da buttare li ogni tanto, oer disorientare l’avversario. Nemmeno un blocco + dai&vai quando siamo pressati nel portare su palla.

    Le prospettive, ci sono, a mio avviso. Ma ci vorrà pazienza. Shields e Pangos saranno in buona forma tra un paio di mesetti e spero altrettanto per Datome. Diciamo che per il mese di aprile la quadratura del cerchio dovrebbe arrivare, con l’inserimento dei lungodegenti e la “digestione” da parte degli altri compagni, del liro ritorno.
    Chi dovrà gestire tutto questo?

    Lascio ad altri la scelta, anche se ho la mia idea.

Comments are closed.

Next Post

Alba-Olimpia Milano, una notte da incubo. Gli highlights

L’Olimpia Milano vive una notte da incubo a Berlino e si ritrova sul fondo della classifica in EuroLeague. Rivediamo gli highlights
Alba Olimpia Milano highlights

Iscriviti