Olimpia Milano post Olympiacos, tra polemiche inevitabili se coordinate ad un verdetto del campo che ha rispecchiato i valori espressi.
Vincono i greci, continui sui 40’ di gioco, attenti nelle rotazioni difensive e alla difesa sul lato debole. Un punto di forza della gestione Sfairopoulos diventato eccellenza con Georgios Bartzokas.
Pur con un Vezenkov a mezzo servizio, incredibile e ammirevole la capacità greca di trovare tiri aperti, e vincenti, nei momenti di rientro milanesi. E certamente il dato più clamoroso è il +12 di un primo quarto che l’Olimpia gioca anche discretamente, se non di più.
Poi ci sono le colpe di Milano. Abbastanza aggressiva, per quanto sempre in ritardo difensivamente nel primo tempo. Ma fresca in attacco, capace di costruire con pazienza e attenzione come nelle ultime uscite.
38 punti in 20’ sono un discreto bottino, così come il rientro a -3 con una squadra che stava fuggendo agevolmente. Poi molto cambia. Quattro chiamate, almeno, errate, di una terna inadeguata e travolta emozionalmente dall’ambiente. Questo l’alibi.
E una squadra che si perde, che rientra mollemente, che si arrende all’inevitabilità. Questa la colpa. I biancorossi cadono pur prevalendo a rimbalzo, ma ricadendo nelle solite manchevolezze, che possono essere solo parzialmente spiegate dall’assenza di un play.
Dove non c’è velocità, arrivano minuti e minuti senza produzione offensiva. E così in EuroLeague non si può circolare. Si chiude un girone di andata disastroso. Ma oggi parlare di “speranze in calo” è bestemmia.
Si deve proseguire non ponendo limiti alle proprie ambizioni, sapendo che un ko al Pireo può “starci” anche in un processo di risalita. La classifica non è disperata, nulla è cambiato. Anzi, qualcosa era già cambiato con i tre successi in fila.

Qualcosa è cambiato si. Hai aumentato di 2 punti la differenza x i po e hai una partita in meno per recuperare. Non è un cambiamento questo?
La nostra vera fortuna è che nessuna squadra sta volando, se pensi che tra noi e il gruppone di testa ci sono solo 5 vittorie di differenza.
Beh,dire che la classifica non sia disperata pare quasi un eufemismo,certamente non lo e’ se prendiamo a riferimento l’Alba altra risposta logica diversamente non saprei darmela.
Ho già scritto in altro post che solo un pazzo poteva credere realmente ad una nostra vittoria ad Atene,dando questo per scontato qualcuno tra di noi e’ per caso pure in grado di spiegarmi perché una squadra tecnicamente non superiore a noi come Bologna ha invece sbancato Barcellona ( dopo Madrud)?
Può bastare un campione assoluto come Teodosic a spiegare tutto questo disavanzo agonistico tra noi e loro?
Io ho creduto nella risalita quando eravamo in quattro gatti a crederci e non ho certamente abbandonato ora la speranza ma ogni giorno che passa la ragione prende sempre più spazio alla fede e credere veramente nell’impresa risulta sempre più complicato se la nostra reale dimensione tecnica e’ veramente questa.
I prossimi 3 incontri credo potranno chiarire molto del nostro futuro europeo.
Nel piano di rientro questa sconfitta ci stava. Non ci staranno le prossime tre: Alba, Zalgiris e Asvel.
Se si perderà una di queste allora saremo a quel punto fuori.
Ma ad oggi nulla è perduto.
Però dobbiamo giocare solo per l’EL da qui ad aprile con preparazione finalizzata a questa fottendosene di campionato e coppa italia. Non esiste commentare nel post partita che i giocatori sono stanchi, visto che il roster è lungo.
E vincere la coppetta italia non può minimamente essere un palliativo al non raggiungimento dei play-off di EL. Troppo comodo.
Sono perfettamente in linea con il suo pensiero Doc,forse non e’ tutto perduto se la concentrazione e’ totalizzata sulla coppa europea.
Da qui in avanti parleranno solo i risultati
Se non ci dovessimo qualificare per i play-off di EL neanche le eventuali vittorie della coppa italia e dello scudetto potrà salvare la stagione europea.
D’accordo con te.
Cercavo di fare la parafrasi di questo commento senza capo né coda. Se anche vinciamo scudetto e coppa Italia la stagione europea non sarà da salvare se usciamo.
Cosa vuoi dire? Capisci cosa hai scritto: la stagione italiana e quella europea sono cose diverse.
O forse vuoi incominciare a dire che se usciamo dalle F8 bisogna aprire processi e hai già pronto l’accendino per il rogo.
Dimmi caro , grande tifoso dell’Olimpia, come mai sei stato zitto per mesi e dopo questa sconfitta non taci più, e sei incontinente come il tuo pari bannato?
Scudate: in EL nom abbiamo praticamente speranze e voi proponete di snobbare campionato e coppa Italia, dedicandosi solo all’EL?
Io farei l’esatto contrario! L’Europa è andata, usiamola per crescere ed arrivare pronti per i playoff lba.
Non sarà la stessa cosa ma vincere lo scudetto non mi dispiacerebbe affatto e darebbe comunque un senso alla stagione.
Egregio Di.Me.credo che fino a che non saremo condannati dalla matematica sarà doveroso cercare di fare tutto il possibile per non uscire troppo in anticipo dal torneo continentale più importante.Poi come ha giustamente fatto notare lei la vittoria dello scudetto potrebbe dare comunque un senso ad una stagione partita onestamente con altri obiettivi primari ma essendo la resa dei conti in Italia fissata a primavera inoltrata credo che in questo momento sarebbe meglio concentrare tutte le energie disponibili su appuntamenti europei più vicini e soprattutto inappellabili.
Posso assolutamente capire il pessimismo che c’è ma non bisogna mollare mai! Mollare è solo da perdenti!
Se guardiamo alle passate RS con girone unico (cioè dal 2016/17) ed escludiamo la stagione 2019/20 non conclusa causa Covid vediamo che 4 volte su 5 l’ottava è entrata nei play-off con 14 sconfitte e in una con 15. Alla fine del girone d’andata di quest’anno l’ottava ha già 8 sconfitte, per cui personalmente credo che quest’anno si lotterà per accedere ai play-off anche con 16/17 sconfitte e questo fattore potrebbe giocare a favore di un possibile rientro di Milano, certo difficile ma non impossibile. Guardiamo anche con quante sconfitte chiudeva la prima in RS nelle scorse stagioni: una volta con 5, una volta con 6, due volte con 7 e una volta con 10, oggi le prime sono già tutte a 6 a metà stagione. La competizione sarà indubbiamente molto ardua, ma la squadra deve crederci almeno fino a che la matematica lo consente.
La partita di ieri non serviva per farci capire chi è più forte, ma comprendere quali sono i nostri limiti e le nostre forze. È una stagione dove Messina deve sicuramente fare un mea culpa, e sugli errori capire la strada da percorrere,naturalmente se avrà voglia, e soprattutto se continueranno a dargli fiducia..
Impossibile vincere contro una “tempesta“ perfetta: arbitri molto, troppo casalinghi, noi imprecisi al tiro e confusionari in attacco e sopratutto contro una signora squadra che probabilmente è quella che più si avvicina a come vorremmo fosse l’Olimpia (e come la vorrebbe probabilmente Messina). Per me sono loro, attualmente, tra i primi candidati alle Final Four.