La Gazzetta titola: Olimpia pefetta, Virtus travolta. Aggancio in vetta

Alessandro Maggi 4

La Gazzetta dello Sport titolo a pagina 32, con richiamo alla 1: «Milano colpo da primato». All’interno: «Olimpia perfetta, Virtus travolta»

La Gazzetta dello Sport titolo a pagina 32, con richiamo alla 1: «Milano colpo da primato». All’interno: «Olimpia perfetta, Virtus travolta. Aggancio in vetta con super Davies».

Nel suo articolo, Andrea Tosi: «Avviso ai naviganti del campionato e anche dell’Eurolega: Milano sta tornando. Un segnale forte per tutte le acque nazionali e internazionali che coach Messina solca da anni: ora annusa l’aria di una squadra ancora incompleta ma in forte crescita tecnica e mentale. La vittoria sul campo della Virtus è un ko tecnico che sulle tavole bolognesi non si vedeva da un pezzo. Non solo per il +22 finale, che potrà avere un forte peso in caso di arrivo a pari punti (come sono le due rivali oggi, accoppiate in testa alla classifica), ma pure per la superiorità mostrata dall’Olimpia su entrambi i lati del campo, sprigionata con numeri importanti».

4 thoughts on “La Gazzetta titola: Olimpia pefetta, Virtus travolta. Aggancio in vetta

  1. Io non credo e non ho mai creduto che Brandon Davies fosse quello visto a inizio stagione e non credo e non ho mai creduto che la panchina punitiva sia stata la scossa che gli ha fatto “svoltare” la stagione – come dicono alcuni.
    Sono giocatori professionisti, di grande calibro, non reagiscono ai trattamenti da bambini, “agli schiaffoni che a volte sono necessari”: non ci credo e non credo in quella filosofia.
    Allora come spieghi il cambiamento? Perché un cambiamento c’è stato, ed è visibile a occhio nudo.

    Fammi dire un attimo anche di Baron e poi provo a spiegare.
    Nella partita di ieri la tv ha inquadrato il solito siparietto di questo inizio stagione, tra Messina e Baron che si confrontano.
    Meno aspramente stavolta, e meno piccata la risposta e la mimica di Billy Baron stavolta.
    Il rapporto è chiaramente maturato e si è evoluto.
    Il rendimento del giocatore, una volta recuperato l’infortunio, è cresciuto esponenzialmente.

    A parte i punti e la leadership, i due giocatori sono la colonna della squadra, gli assist parlano per loro: 7 Billy Baron – di cui uno favoloso a Mitrou, praticamente al volo su rimessa -, 4 di Brandon Davies – di cui due favolosi nei primi minuti del primo quarto -, su un totale di 20 di squadra.

    Entrambi creano per se stessi e per la squadra.
    Settimane fa, quando tutti dubitavano di lui, Davies era messo in condizioni di giocare nella posizione centrale in cui gioca oggi? Certamente no.
    E Baron riceveva lo status che ha oggi, di essere il go to guy dei giochi rotti? Certamente no.

    Davies aveva il compito di attraversare l’area con le mani avanti per ricevere, come un orsetto in un video game, ma non riceveva mai, oppure riceveva dove della palla non sapeva che farsene e non poteva farsene niente; Baron era tenuto a compiti d’ordine, a un play making di ricerca del compagno liberato da un sistema macchinoso che lo liberava molto raramente.
    Erano i tempi in cui della nostra squadra si diceva, “non creano vantaggi, non battono l’uomo”.
    Le cose andavano malissimo.
    Senza tanti giri di parole, ma con grande rispetto e voglia di sostenere, credo di avere sottolineato gli errori di allenatore e staff in quel periodo: in sintesi l’impalcatura costruita non era adatta al tipo di giocatori scelti.

    Quando Davies è tornato dalla “punizione”, ha trovato una posizione in campo, e un collocamento nelle letture dei suoi compagni, che l’hanno messo al centro del nostro gioco d’attacco in una condizione nella quale lui è micidiale: per senso della posizione, per capacità di letture, per la possibilità di colpire in 1/1 ma anche col tiretto dalla lunetta che obbliga il centro avversario a uscire dall’area.
    Nello stesso tempo Mitrou è stato sostanzialmente liberato dal peso del play making, ma anche da quello di essere il risolutore dei giochi rotti, che in EL non gli riesce tanto bene.
    È stato liberato dividendo il play making con Hall e Baron, uomo d’ordine il primo, uomo dei giochi rotti il secondo, oltre agli altri tanti talenti che ha, il tiro in particolare.
    Diciamo che in tre fanno un grande play maker, perché Baron obbliga la difesa, Hall di conseguenza trova spazi di aggressività che sono nelle sue corde, Mitrou quando non vuole strafare per dimostrare di essere qualcuno come ieri contro Bologna, riesce a metterci il suo.
    Risultato i vantaggi adesso si creano, anche perché oltre a Baron, la difesa deve stare attenta a non fare ricevere Davies.

    Come se non bastasse c’è un Luwawu Cabarrot che se gli fai l’insulto di farlo marcare da un Belinelli, va a canestro ogni volta che vuole.
    E ieri Cabarrot è entrato per Ricci, che giocava in quintetto per una chiara scelta tattica difensiva: stiamo attenti all’attacco di Bologna, invece che un 3 di manovra, metto dentro un 3 di difesa. Pensiero che a inizio partita era giustissimo e ha funzionato, visto che si è giocata la partita a basso punteggio che voleva Milano – Bologna ne ha fatti 15 e 17 nei primi due quarti, soprattutto grazie a un favoloso Teodosic.

    Sottolineo ancora il nostro francese, perché normalmente Cabarrot entrerà per Shields… e allora sarà davvero un bel vedere, esce un campione ed entra uno che difende come lui, anche sul play avversario, se necessario, ed è capace come lui di creare problemi alla difesa, anche se è meno preciso e talentuoso di lui, ma sarà sempre un bel sostituire!

    In altre parole quella capacità di “giocare secondo il proprio potenziale” sottolineata da Messina ieri a fine partita, è stata creata con un aggiustamento non da poco delle manovre offensive, una volta registrata una difesa il cui impianto invece è ben più assimilato dai giocatori presenti.
    L’impianto d’attacco invece era tutto da creare, perché non eravamo abituati a giocare così. Tre partite a 90 punti non sono un caso, men che meno per una squadra che perdeva con 67 punti di media a partita, fino a poco fa.
    Il centraggio dei giocatori nelle loro capacità ha aperto spazi, e negli spazi le letture sono più facili, sono maggiori i contropiede, sono meno rari i tiri piedi a terra con margine, com’è successo ieri: si gioca meglio, si segna di più.

    In questo spazio ritrovato, ricostruito e riabilitato, un campione come Pangos, perché Pangos è un grande campione, saprà creare, adesso finalmente che c’è una squadra che sa giocare come sa, quei vantaggi di cui abbiamo tanto bisogno, e che lui ha sempre garantito in carriera, oltre a essere un ottimo realizzatore.
    Su Pangos sono convinto straconvinto e non ho dubbi, chi lo critica o finora è rimasto freddo, si ricrederà, ne sono certo.

    Ricordo inoltre, infine, che ha già giocato con Brandon Davies, che è abituato a farlo, e che lo stesso nostro prezioso centro ha dichiarato a inizio stagione di quanto si trovino bene insieme…

    (scusate la solita lunghezza, stavolta magari perfino eccessiva. Ma… ne avevo da dire 😉)

  2. Non hai nominato Voitgmann. Credo che in questo sistema troverà il suo spazio e ci tornerà utile.
    Come spero sarà per Thomas.

    1. Non l’ho nominato perché perora non gioca.
      Penso anch’io che darà il suo contributo e sarà di spessore, perché in attacco può fare quanto meno quello che fa Melli, magari anche qualcosina in più, in difesa accoppiato con Hines può proteggere il canestro e difendere sui lunghi più lunghi, quando nei giocatori del suo reparto che perora sono al top della condizione, verrà un calo fisiologico di condizione.
      Se così fosse, per Thomas vedo meno spazio, quando l’asse Shields Cabarrot Ricci saturerà il 3.

  3. Shields sarà lunga, quindi avere un Thomas efficiente ci può tornare molto utile.
    E spero anche un tonut un poi meno timido

Comments are closed.

Next Post

Marco Bonamico: Gli insulti a Messina inconcepibili. Chi fa così forse ha problemi a casa

Il “marine” Marco Bonamico interviene a Sport Club sulle costanti contestazioni della tifoseria della Virtus Bologna a Ettore Messina
Marco Bonamico

Iscriviti