Dan Peterson presenta in Salaborsa il suo libero “La mia Virtus”. Per IL coach anche momenti di attualità da affrontare su Repubblica-Bologna.
SULL’ADDIO A BOLOGNA PER MILANO
«Nel 77 ebbi un paio di offerte, una era di Rubini per l’Olimpia. Ne parlai a Porelli, mi disse no. E poi: so bene che presto o tardi succederà. L’anno dopo si rifanno vivi Bogoncelli e Cappellari. E stavolta, l’avvocato: vai, tutto quello che gira a Bologna là gira moltiplicato per… Tanto. Separazione consensuale, amici come prima. Amici sempre. Tanto che tornai, da dirigente»
SU OLIMPIA E VIRTUS OGGI
«Non metto il naso in dettagli che non conosco, so che la rivalità nello sport è pane quotidiano. Ero salito a Milano e la Virtus fu quella che subito mi portò via due scudetti. Rivalità forti anche allora, poi però a Bologna ci sono tornato. A Porelli non potevo dire di no. Ero stato per cinque anni con lui a pranzo e a cena. Ascoltavo e imparavo»
SU MESSINA O SCARIOLO
«Eh no, al gioco della torre non ci sto. Vedo invece i due più grandi allenatori italiani, due che ci troveremo presto nella Hall of Fame americana, alla guida dei due maggiori club e credo faccia bene a tutti. Diversi, con carriere infinite, impossibili da scegliere, è prestigioso riaverli entrambi qui»
