Riccardo Moraschini a Backdoor: Milano prese le distanze, dagli ex compagni tanto supporto

Riccardo Moraschini è stato ospite di Backdoor Podcast. Il giocatore della Reyer Venezia è tornato anche sul “caso doping”

Riccardo Moraschini è stato ospite di Backdoor Podcast per ripercorrere la sua carriera e il suo presente. Il giocatore è tornato anche sul “caso doping” che ne ha segnato la scorsa stagione.

«All’inizio l’ho preso con leggerezza. Non avendo mai avuto a che fare con questi episodi, e non avendo sentito nessun altro coinvolto in passato, mi sono detto “ok, la risolviamo, tornerò presto”».

E invece: «Poi, con il passare dei giorni ho capito che il procedimento era lunghissimo, ogni giorno venivano fuori cose diverse, non capivo burocrazia, norme. Ma dal punto di vista mentale sono sempre stato sereno, non ho mai avuto nulla da nascondere, e questo è venuto fuori anche quando ho raccontato la vicenda sui social».

E sul supporto ricevuto dalle istituzioni: «La mia agenzia e la Federazione mi hanno sicuramente aiutato. Con Milano ho parlato qualche volta, però come hanno scritto nel comunicato hanno un po’ preso le distanze per capire prima cosa ci fosse stato. Mi hanno scritto tutti i compagni, mi hanno sempre chiamato, dal punto di vista umano non posso che ringraziarli».

Qui l’intervista video, da domani la chiacchierata integrale con Simone Mazzola.

10 thoughts on “Riccardo Moraschini a Backdoor: Milano prese le distanze, dagli ex compagni tanto supporto

  1. Cos’altro avrebbe dovuto fare l’Olimpia se non prendere le distanze con giusta tolleranza zero nei confronti di chi, per superficialità come nel caso di Moraschini o dolo come nel caso di Mitoglou, infanga il buon nome della società e della proprietà e smette di supportare in compagni nella stagione in corso?

  2. Da questo signore non mi sembra di avere mai sentito un “mi dispiace per aver messo in difficoltà la squadra”, piuttosto ricordo che si era lamentato del danno economico che lui aveva subito.

  3. Moraschini si è dimostrato una persona molto semplice ora il doping a sua insaputa ora rinuncia al ricorso. Insomma è stato un bene x olimpia Milano non averlo in squadra.

  4. Francamente vi auguro, voi qui sopra, se mai vi capitasse di sbagliare, di trovarvi di fronte alla stessa inflessibile intransigenza che mostrate contro un ragazzo giovane che, per ammissione stessa del tribunale che lo ha condannato, s’è trovato in errore senza responsabilità diretta.
    Vi auguro di sentire fino in fondo il sentimento di subire un giudizio spietato come quello che imponete a un ragazzo che non ha nemmeno trent’anni, e che sicuramente è riuscito nel proprio campo, come voi non siete mai riusciti in niente.
    Quello sì, sarebbe giusto!

    1. Moraschini è uno sportivo professionista e come tale si dovrebbe comportare dando l’esempio.
      Sbagliare è umano ma ciò non toglie che dovrebbe essere umile e chledere scusa pubblicamente prima di tutto alla società poi ai suoi compagni e infine a noi tifosi e tutto questo non c’è stato se non trovare giustificazioni patetiche alla sua cazzata piuttosto di ammettere di essere un cretino per la leggerezza o cretinata che ha fatto.
      La nostra società è stata integerrima nel prendere le distanze da lui come ammesso da lui stesso ed è quello che conta.
      Beh meglio non aver concluso niente ma essere “pulito” piuttosto di essere beccato dopato.
      E cmq non mi risulta che tu abbia concluso molto nella tua vita, a parte insultare.
      Il resto le tue sono solo chiacchiere al vento.

      1. Del tuo ennesimo (inutile) post, salverei un passaggio: parole tue”ammettere di essere un cretino”, ebbene, quando avremo il piacere di sentirtelo dire?

  5. Nooo ma che dici?
    Qua sono tutti dei fighi pazzeschi, integerrimi e perfetti.

  6. Al netto delle solite inutili polemiche ( a titolo esclusivamente personale) tra il signor GMP ed il mondo intero credo che questa volta si sia inserito nella discussione con alcune argomentazioni del tutto condivisibili.
    Un atleta professionista ad alto livello deve avere una soglia di attenzione altissima a tutto quello che lo riguarda e giusto per questo viene più che lautamente remunerato.
    L’infrazione ,volontaria o meno che sia,a questo “ codice“ etico sportivo lo ha giustamente messo nella condizione di essere giustamente sanzionato dalla società che bene ha fatto a prendere subito le distanze dall’atleta.
    A titolo personale credo che il signor Moraschini avrebbe dovuto fare prima di tutto pubblica ammenda in primis per i danni di immagine che ha creato al nostro club,visto che non ha trovato il tempo per farlo eviti ora di spaccarci i marroni con i suoi piagnistei da ometto da due soldi.

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