Via dai campionati nazionali. La previsione del consigliere di ELPA

Alec Peters, ala dell’Olympiacos, è recentemente entrato nel consiglio direttivo dell’ELPA, il sindacato dei giocatori di EuroLeague

Alec Peters, ala dell’Olympiacos, è recentemente entrato nel consiglio direttivo dell’ELPA, il sindacato dei giocatori di EuroLeague. In un’intervista rilasciata al sito dell’organizzazione, Peters lascia intendere quel che si attende nei prossimi 5-10 anni: una lega da più di 20 squadre, con 60-70 partite di regular season e serie playoff sino al titolo, senza Final Four. Dunque, l’uscita delle squadre di EuroLeague dai campionati nazionali.

Questo il passaggio chiave della sua intervista, la traduzione è del sito Eurodevotion.

«Credo che l’Eurolega continuerà a crescere arrivando a contare più di 20 squadre nei mercati più importanti dell’Europa e dei Paesi vicini. Mi aspetto una stagione da 60-70 partite seguita da vere serie-playoff complete. Standard ancora più alti in termini di condizioni di viaggi, gioco, calendario e infrastrutture. Se vuoi essere il miglior prodotto cestistico in Europa, devi meritartelo. E penso che l’Eurolega possa raggiungere questo livello».

11 thoughts on “Via dai campionati nazionali. La previsione del consigliere di ELPA

  1. Sarebbe bello. Così il campionato italiano diventa combattuto e noi non dobbiamo andare a giocare inutili partite a Scafati. Normale evoluzione.

  2. Io sono favorevole a uscire dal campionato nazionale, dalle varie coppette e supercoppette, per giocare un Eurolega a 32 squadre con playoff tra le prime 16 e spernacchiare le finestre della nazionale che a quel punto non potrebbe più ricattare i giocatori come prova a fare Petrucci.

    In totale verrebbero fuori 62 partite di regular season.
    Primo e secondo turno playoff al meglio delle tre
    Semifinali al meglio delle 5
    Finale al meglio delle 7.

    In totale un’ottantina di partite stagionali per chi arriva in fondo e tanto spettacolo, potendo giocare anche nel weekend non più occupato dai campionati nazionali.

  3. Credo che, se EL va avanti, questa sarà la sua naturale evoluzione. Un campionato professionistico tipo NBA con i tornei nazionali ridimensionati che fungeranno da serbatoio di giocatori per la lega maggiore.

    1. Pero`vorrei capire…se per un qualsiasi motivo una squadra non e`piu in grado di partecipare alla EL (tipicamente per motivi finanziari)..che fa? Sparisce completamente?

      1. Le squadre di Eurolega potrebbero mantenere l’affiliazione alle federazioni facendo giocare in campionato una sorta di squadra B composta da giovani a cui far fare esperienza vera

      2. A quel punto l’Eurolega avrà acquisito abbastanza valore economico (tra sponsor e diritti televisivi) che una franchigia in difficoltà diventerebbe appetibile per l’entrata di nuovi soci. Si potrebbero introdurre nuove regole tipo salary cap al fine di limitare i divari di prestazione tra le squadre, per cui chi vorrà sforare il tetto degli stipendi per ingaggiare una star potrà farlo ma pagherà una penale.

  4. @ Lupo: se domani Armani abbandona il basket, tempo 10 minuti e siamo morti. Il 90% delle squadre di EL ha dei bilanci con perdite milionarie ogni anno. Questa e` la realta`

    1. Ah beh, certo, lei ha ragione. Infatti nel mio precedente post precisavo “se EL va avanti”, è chiaro che in queste condizioni non sarà facilissimo farlo. E’ però pure vero quanto dice @Lupo: se EL va avanti (e quindi supera i problemi economici dei quali lei giustamente parla) il valore economico della stessa favorirà l’appetibilità delle franchigie. In caso contrario sarebbe una tragedia: se domani Re Giorgio decidesse di abbandonare, quasi sicuramente dovremmo uscire da EL e, se tutto va bene, ridimensionare pesantemente in LBA (speriamo in LBA)…

    2. Come spiega Pino, penso che se EL, che già tanto è cresciuta dalla sua nascita, proseguisse nella crescita fino a diventare alternativa europea alla NBA, con 32 squadre e senza campionati nazionali a monopolizzare i weekend, le entrate tra sponsor e diritti televisivi andrebbero ad aumentare, a beneficio delle franchigie. A quel punto i club con licenza EL diventerebbero appetibili per nuovi soci, anche americani, come sta capitando nel calcio.

      Quanto all’Olimpia, non ho certo dimenticato l’ultimo periodo pre era Armani in cui si era stati vicini a portare i libri in tribunale e solo una cordata con Galliani, tra gli altri, riuscì ad evitare il peggio, coinvolgendo Armani prima come main sponsor e poi come proprietario.

      Però non credo che Armani abbandoni dalla mattina alla sera. Proprio per la sua passione sono convinto che, se dovesse decidere di lasciare il basket, patron Giorgio avvierà per tempo dei sondaggi e delle trattative per lasciare la squadra in buone mani.

      1. Lupo, io gli auguro di campare ancora 40 anni. Ma lo sai quanti anni ha vero? Immagino abbia previsto un piano…ma senza lui che fa da garante, nel medio termine, e`un bel punto di domanda.

  5. Ale. Lo so quanti ha anni ha Re Giorgio. Da metterci la firma ad arrivare in salute e lucidi come lui, a quell’età. Gli auguro lunga vita anch’io e per la passione che ha per l’Olimpia immagino che abbia previsto un piano di continuità gestionale per il breve termine, per il suo brand come per l’Olimpia.

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