Baskonia-Olimpia Milano, 5 domande 5 | Durezza, aggressività, e non solo per un tempo

Baskonia-Olimpia Milano in avvicinamento, tornano le 5 domande 5 di ROM. Entriamo in modalità EuroLeague. Con ottimismo. Forse

Baskonia-Olimpia Milano in avvicinamento, tornano le 5 domande 5 di ROM. Entriamo in modalità EuroLeague. Con ottimismo. Forse.

Una gara da vincere, o quasi. Quali sono le premesse del match?

«Il Baskonia segna 19 punti in più di Milano. Degli 88 a gara, due terzi arrivano dal reparto esterni, anche se Kostar e Costello stanno facendo molto bene. I play, o combo, sono tre, e valgono una quarantina di punti a gara. Milano soffre i portatori di palla e chi attacca dal p&r, e spesso viene meno alla distanza. Forse il Baskonia non è oggi il peggior cliente possibile, ma ci siamo vicini».

Però Milano ne subisce anche 10 in meno. Un dato importante o no?

«Indubbiamente sì, ma nelle ultime uscite il dato dei punti può ingannare, visto che nella ripresa l’Olimpia ne ha concessi 46 all’Efes e 50 al Fenerbahce. La squadra di Messina difende bene e combatte, ma per un tempo».

I biancorossi come arrivano a questo impegno?

«Diversi rispetto alla gara con i turchi. Non c’è più Pangos, quindi abbiamo un Naz Mitrou-Long maggiormente responsabilizzato. Ed è una responsabilità che si è guadagnato sul campo. Il fatto che non ci siano più dubbi sulla sua centralità può essere d’aiuto. Ora sa che può anche sbagliare. Si auspica poi una condizione in crescendo per Voigtmann, e aggiungiamoci Billy Baron: l’Olimpia, con le turche, non aveva praticamente tiratori».

E il Baskonia come sta? 

«Ha perso quattro delle ultime sei partite, ma ne ha vinte due nelle ultime tre. Indubbiamente Pierria Henry ha dato un maggiore spessore difensivo, e lui a Milano sa fare male, e al tempo stesso può aver liberato il talento di Markus Howard, e Darius Thompson si è rivelato un giocatore di EuroLeague. Il rientro di Enoch dona fisicità, quella fisicità che contro il Barcellona non si è vista».

Quali armi potrà avere Messina?

«La durezza. L’aggressività. Il Barcellona l’ha vinta così, con un Higgins chirurgico e la coppia Vesely-da Silva a darci dentro. Melli e Hines possono fare il vuoto, ma serviranno anche le mani calde di Voigtmann e Davies. Lì Milano ha ancora qualità, ma serve un salto in avanti di tutti»

7 thoughts on “Baskonia-Olimpia Milano, 5 domande 5 | Durezza, aggressività, e non solo per un tempo

  1. Come quando eravamo al completo, soffriamo contro squadre che hanno piccoli di grande atletismo. In questo non mi aspetto nulla di diverso, giovedì sera. Nelle condizioni in cui siamo, questo è un avversario ostico. In più credo che i ragazzi avranno addosso un po’ di pressione. Insomma: le premesse non sono le migliori. Mi aspetto spazio per Baldasso: è il momento buono per farlo crescere e per testarlo a questo livello, liberando Hall da compiti non suoi, almeno per buona parte del match.
    Poi testa alla prossima di lba.

    1. Guarda che quest’ anno al completo non siamo mai ma proprio mai stati… Quindi dire che al completo soffriamo contro piccoli ateltici è una frase senza senso

      1. Anche altre squadre hanno giocatori assenti per infortunio.
        Ad esempio l’Efes è senza il giocatore più forte, insieme a Micic, dell’intera EL, ossia Larkin. Potrei continuare con l’elenco
        Neanche Messina ha mai citato gli assenti per alibi, non capisco perché dobbiamo farlo noi tifosi.

  2. Se iniziamo col vittimismo del peggior cliente possibile,allora meglio pensare al campionato.E’ l’eurolega ,tutte le squadre son difficili,alcune al momento impossibili,ma le abbiamo appena incontrate:Real,Barca,Fene,Efes…Se non iniziamo a pensare di vincere creiamo cmq alibi.Baskonia è dura?Si.Ditemi voi però dove abbiamo intenzione di recuperare i punti per centrare l’ottavo posto, visto che in casa abbiamo un rendimento disastroso….anche perché dopo siamo ancora in trasferta,col Pana,con cui abbiamo fatto molta fatica anche gli anni scorsi…

  3. @number8: io non faccio la vittima, so bene che tante altre squadre hanno fior fi giocatori infortunati. Credo però che, per come è costruita la squadra, ci siano avversarie più facili da incontrare, rispetto ad altre, laddove i punti di forza avversari non coincidono con i nostri punti deboli.
    E comunque ritengo irrimediabilmente compromesso il cammino europeo e dunque per me il primo obiettivo resta il campionato italiano.

  4. So bene che in campionato il discorso è molto più facile:anche senza mezza squadra male che vada arriviamo secondi,basta che poi si sia in forma ai playoff nei quali hai un unico contendente.In Europa invece sarà difficile entrare nelle prime otto,però è l’eurolega che ti dà lustro,visibilità,introiti e appeal per avere i roster con staff e giocatori di prim’ordine…Quindi dopo dieci partite si deve tentare,fossimo ancora messi male alla 22esima partita allora magari potremmo iniziare a pensare al campionato…

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