Olimpia Milano vs Brescia: il tabellino di una vittoria col brivido

kevinmartorano 2

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO – GERMANI BRESCIA 78-77.

(22-21, 14-15, 11-22, 31-19).

(22-21, 36-36, 47-58, 78-77).

Olimpia Milano: Davies 9 (6 reb), Thomas 6, Pangos 9 (4 ast), Tonut 3, Melli 14 (9 reb), Baron 9 (6 ast), Ricci, Biligha 9, Hall 13, Baldasso, Alviti, Voigtmann 6. Coach Messina.

Germani Brescia: Gabriel 8, Massinburg 7, Della Valle 13, Caupain 15 (5 reb), Petrucelli 19, Cobbins 2 (8 reb), Odiase 4, Burns, Laquintana, Cournooh, Moss 5, Akele 4. Coach Magro.

Note: 56-47% tiro da due punti, 39-32 % tiro da tre punti, 65-100 % tiri liberi, 38-31 rimbalzi, 19-14 assist, 14-11 palle perse.

2 thoughts on “Olimpia Milano vs Brescia: il tabellino di una vittoria col brivido

  1. Un primo tempo da 36 punti, tenendo testa a una squadra indiavolata, con Della Valle deciso a mettere i suoi in condizione di segnare, senza negarsi niente per se stesso.
    Chiudiamo il primo tempo in parità e, per come stiamo giocando male, è un ottimo risultato.

    Stiamo giocando male: siamo scollati, i giocatori non si capiscono bene, perdiamo un sacco di palloni e, adesso che siamo in ballo e non si possono più cercare giustificazioni, si può finalmente dire che giochiamo senza due delle nostre stelle: Pangos e Shields; la terza, Melli, per fortuna c’è.
    Sto parlando ancora del primo tempo, quando Pangos era in campo, ma era come se non ci fosse, anzi era peggio che se non ci fosse stato.

    Eppure siamo stati lì, e abbiamo finito in parità: a me è sembrato un gran segnale.

    La squadra m’è piaciuta, perché sotto la cortina fumogena delle imprecisioni, del gioco sbadato, delle intenzioni non raccolte, dei tiri che non entrano (1/9 da 3), della sfortuna di giocatori che si fanno male, ho visto una squadra che può stare in partita lo stesso.
    Il resto, la fluidità, la potenza, la dimostrazione della propria forza verrà.
    Come del resto è venuta nel quarto quarto, dove abbiamo vinto da squadra più forte, come vincono le grandi squadre, annullando in un solo minuto uno svantaggio pesante di 11 punti.
    Anche perché intanto una delle due stelle mancanti, era tornata in campo.

    Anche quando ha giocato malissimo, perdendo i palloni come un dilettante, e cioè nel primo tempo, secondo me Pangos ha mostrato comunque la materia luminosa di cui è fatto.
    Può muoversi velocissimo, con cambi di direzione e di velocità devastanti, oppure può muoversi con una specie di lentezza alla Doncic, ma certo quando la palla è sua gli spazi si aprono, i vantaggi sembrano offrirsi da soli, tutto il gioco ha una guida.
    È meraviglioso da vedere, anche se poi la conclusione delle azioni è stata miserabile per tutto il primo tempo.
    Ma non importa.
    Quello che s’è visto brilla, e nel quarto quarto, quando si è ritrovato, Pangos ha mostrato chi comanda in campo, e la squadra è andata a vincere perché è più forte dell’avversario di turno e ha finito per essere anche migliore.
    Pangos è il play making, non avevo dubbi.

    Bene così, anche col tanto lavoro da fare, che, come dice Melli, è da fare, ma non è scontato che si riesca a farlo…

    Un applauso infine a Davies: non soltanto per i punti e le grandi giocate che ha mostrato, ma gente, i tre falli in un amen del loro centro titolare, Odiase, non sono forse merito suo? Una delle sue qualità? Il frutto della sua mobilità? La conseguenza di quanto sia pericoloso in post alto per la capacità di passare?
    (meravigliosi i suoi dai e vai, uno dei fondamentali del basket, con Baron).

    1. Sottoscrivo tutto su Davies in particolar modo. Un pensiero a Baldasso: questa poteva essere una fase della carriera importantissima, con NML fuori e Pangos da razionare. Dire che non ci voleva è l’understatement dell’anno.

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