Messina: Bella reazione nel quarto periodo, ma pensiamo ancora troppo

Fabio Cavagnera 2

Il commento del coach biancorosso in sala stampa, dopo l’esordio in campionato, con anche il punto sugli infortunati

Così Ettore Messina ha commentato l’esordio in campionato con Brescia: “Per fortuna abbiamo giocato un ultimo quarto che sarebbe piaciuto a Rubini. Abbiamo smesso di pensare troppo e vedere le cose più tristi di come erano in realtà. Pensiamo ancora troppo e non avere i due playmaker non aiuta nella costruzione del gioco. Ci siamo depressi nel terzo quarto rischiando di compromettere la partita, la cosa bella è che abbiamo reagito nel quarto posto. Io ho fatto un errore da principiante nel finale: mancavano tre secondi e io dovevo chiamare timeout. Bastava portare la palla di la, per il resto è stata una bellissima serata. Avere la possibilità di onorare Franco Casalini e Cesare Rubini è stata una cosa molto bella“.

L’apporto decisivo di Melli nel finale: “Nick è il nostro capitano non per nulla. Ci ha aiutato ad avere anche 7 minuti e mezzo del nostro play titolare, in cui ci ha fatto vedere cosa ci può dare”.

Il quarto periodo con un quintetto più simile all’anno scorso: “Abbiamo fatto quello che facevamo l’anno scorso con Mitoglou e Melli e questo ha dato anche più spazio a Pangos per le sue giocate. Per la nuova dimensione ci vorrà un po’ di tempo, intanto adesso un play l’abbiamo recuperato per gli altri due credo sarà una cosa piuttosto lunga. Speriamo poi di avere presto anche Shavon. Intanto oggi i miei giocatori hanno capito una cosa: il motivo che siamo in tanti è quello che sta succedendo, tra infortuni e arrivi in ritardo dalle nazionali. Siamo fortunati ad avere una rosa così lunga”.

La prova di Pangos: “Nei primi due ingressi in campo ha forzato molto, poi si è rasserenato, ha fatto le sue cose, con anche tiratori che aprivano il campo, e ci ha fatto vedere cosa può darci”.

Il punto sugli infortunati: “Mitrou-Long lo rivedremo tra 15 giorni ma l’impressione è che ci voglia di più, per Gigi ne parliamo fra 15 giorni, mentre Shavon è molto vicino. Vediamo se riusciamo ad averlo martedì e mercoledì”.

2 thoughts on “Messina: Bella reazione nel quarto periodo, ma pensiamo ancora troppo

  1. Datome ha giocato gli Europei senza saltare una partita, arriva a Milano ed è infortunato e, stando alle parole del coach, rientrerà tra 15 giorni, praticamente un mese dopo l’ultima partita giocata con la nazionale. Quanto ci costerà durante l’anno il suo amore verso la nazionale visto e considerato che non si è riposato in estate?
    Un giocatore dal fisico usurato da anni, dovrebbe saper comprendere quando dire basta alla nazionale, ricordandosi che viene pagato da Milano per giocare, non per stare sempre fermo per infortunio.
    Belinelli, a quanto responsabilità, è avanti anni luce a Datome.

    1. Scrissi le stesse cose quando Datome a fine campionato scelse di andare agli Europei portando così la sua stagione 2022-23 a 90 partite potenziali. Poiché lui sa benissimo che 90 partite con la sue età e il fisico precario che si ritrova non le ragge, cosa fa? In nazionale ci da dentro alla morte senza saltare una partita una, ed ora che è tornato in Olimpia (che gli paga lo stipendio) guarda caso è infortunato e perderà quel mese di impegni biancorossi che non avrebbe saltato se si fosse riposato in estate saltando la nazionale. Oltre a ciò, per giocare gli Europei non ha effettuato la preparazione pre stagionale, quella che appesantisce ma mette fieno in cascina per la stagione (la preparazione della nazionale per un torneo è completamente diversa, si sa).

      Io ci tengo a Gigi, però quando a scadenza di contratto, dopo lo scudetto, diceva non senza arroganza di essere free agent sapendo che non l’avrebbero rinnovato alla stessa cifra di prima, mi sono chiesto se il suo eventuale mancato rinnovo, tra budget e resa media stagionale sarebbe stato davvero così negativo per l’Olimpia. Ed ora che sta infortunato dopo aver gigioneggiato in nazionale me lo sto chiedendo ancora.

      Belinelli è stato più saggio, più onesto, più razionale, e più rispettoso del club che gli paga lo stipendio.

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