Olimpia Milano vs Panathinaikos, Torneo Giannakopoulos | Le pagelle di ROM

Alessandro Maggi 3

Le pagelle di ROM sulla finale del Giannakopoulos tra Olimpia Milano e Panathinaikos: Davies e Baron martellano, Baldasso punge

Davies 8 – Inizio horror su Papagiannis, con due falli in fila, poi nel secondo tempo cambia registro e domina con 16 punti, 8 in fila nel quarto quarto. Alla fine sono 20 con 10/10 dalla lunetta.

Thomas 6.5 – Con Kalaitzakis il suo gioco in post funziona a tratti, 1/4 dal campo, ma alla fine sono 8 punti e buone letture dal lato debole.

Mitrou-Long 6.5 – Un paio di ingenuità, ancora inevitabili, ma buona gestione nei momenti migliori di Milano. 9 punti e 4 rimbalzi.

Melli 7 – Piccolo trotto ad Oaka, ma è decisivo sempre. 6 punti, 5 rimbalzi, e quella durezza che manda fuori dalla gara Papagiannis e Gudaitis.

Baron 8 – Quando c’è lui in campo spesso l’azione offensiva parte quando lui esce dai blocchi. 2/6 da 3, vero, ma 3/3 da 2, 5 rimbalzi e 6 assist. Ottime letture, sopra le attese.

Ricci 6.5 – Un buon movimento in avvio, poi risponde presente quando in campo.

Biligha sv

Hall 6 – Il tiro entra poco, 2/6, ancora. In regia la squadra gira meglio con Baldasso e Baron o Mitrou-Long.

Baldasso 7 – Parte nel secondo quarto con 2 triple, alla fine chiude con 10 punti. Un buon impatto in aiuto a Baron.

Alviti sv

Hines 6 – Come Melli non spinge troppo, trovando un paio di giocate ad inizio secondo tempo. 5 punti e 3 assist.

Coach Messina 7 – Sostanzialmente domina il Giannakopoulos senza mezza squadra. Gli avversari non stavano benissimo da questo punto di vista, ma leggermente meglio. La squadra ad oggi, viste le assenze, non esiste, eppure la squadra legge i momenti e scappa quando vuole scappare.

3 thoughts on “Olimpia Milano vs Panathinaikos, Torneo Giannakopoulos | Le pagelle di ROM

  1. Il mio giudizio sulla squadra invece è diverso.
    A me pare che l’intelaiatura sia già buona, e che dentro ci si si giri bene e con facilità, chiunque siano gli interpreti – molto più dell’anno scorso.

    Bene la difesa, che è già feroce e messiniana.
    Bene l’attacco, già molto meglio dell’anno scorso, secondo me, arioso, prolifico, ricco di soluzioni e di uomini coi punti in mano.

    Ci sono, certo, ancora dei minuti di aridità, come l’anno scorso, ma sono ridotti: i giocatori devono ancora conoscersi e manca il cervello di tutte le operazioni, il play, Pangos.
    Anche la difesa potrà migliorare e lo farà di sicuro, soprattutto, secondo me, sul contenimento degli esterni dal palleggio, e su certe amnesie nei rientri veloci.

    Niente di grave, quando il telaio portante s’è mostrato eccellente, chiunque lo usi.

  2. Siamo in prestagione ovviamente, quindi tutto da prendere con le molle. Però attenzione perché la miglior difesa d’Europa non sembra essere peggiorata mentre in attacco sembra che chiunque possa fare male, a tratti molto male. E mancavano almeno tre di quelli che la mettono parecchio.

    P.S. Occhio a Baron, potrebbe essere l’inaspettato ago della bilancia sottotraccia in una squadra con queste caratteristiche…

  3. Il livello medio e il numero di giocatori è così alto che inevitabilmente porterà ad alta intensità negli allenamenti per guadagnarsi minuti in campo in EL e nella finale playoff italia. Questo porterà ad una crescita di tutta la squadra e se sapientemente gestito non ci saranno mugugni tra giocatori. Secondo me il cocktail è spettacolare. Un mercato meglio di così è difficile. Il concetto di squadra esaltato. Se dovessimo fare un sondaggio tra noi lettori su chi è il giocatore principe della squadra (il Mirotic o Micic della situazione per intenderci) verrebbero fuori 5-6 nomi diversi. Nessuno svetta su altri perché sono tutti forti e sembra persone di spessore.

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