Olimpia Milano, seconda settimana con le parole di Messina e due scrimmage

Alessandro Maggi 4

Inizia la seconda settimana di lavoro per Olimpia Milano dopo il raduno di mercoledì scorso. Attese le prime parole di Ettore Messina

Inizia la seconda settimana di lavoro per Olimpia Milano dopo il raduno ufficiale di mercoledì scorso. E oggi ci saranno anche le prime parole di Ettore Messina sulla stagione 2022-2023.

Olimpia Milano, seconda settimana di lavoro

Biancorossi che lavorano duramente alla Secondaria del Forum nonostante le tante assenze per Eurobasket, e l’attesa per lo sblocco della trattativa per Johannes Voigtmann.

Sono attese per oggi pomeriggio le prime parole alla stampa di Ettore Messina, mentre il gruppo affronterà i primi due scrimmage del precampionato.

Mercoledì, alle ore 17, arriva Cantù. E sabato, sempre alle cinque del pomeriggio, sarà confronto con la neopromossa Verona.

Il primo “test ufficiale” arriverà solo sabato prossimo, il 10 settembre, con la gara contro Varese del City of Cagliari che sarà trasmessa in diretta streaming su Dinamo Tv.

4 thoughts on “Olimpia Milano, seconda settimana con le parole di Messina e due scrimmage

  1. Melli, Datome, Pangos, l’ipotetico Voigtmann, e su un tono minore Tonut, Ricci e Baldasso.
    Direi che purtroppo alla ripresa manca la squadra, quella vera.
    Difficile lavorare in questo modo.

    Per guardarla dal lato buono, è possibile che la partenza ritardata, sia della squadra come organico, sia della condizione dei singoli giocatori che certamente dovranno recuperare dopo gli impegni nazionali – alcuni dei quali molto gravosi, per esempio per Melli – che la partenza ritardata abbia un valore positivo.

    In fondo le partenze brucianti a cui ci ha abituato Messina non si sono esattamente rivelate un vantaggio deciso.
    Il primo posto ripetuto del Barcellona nei po non si è dimostrato per niente un vantaggio deciso, mentre certe partenze lente, lentissime, per esempio di Efes e Real non sembrano essere state un vero svantaggio, a giudicare dai fatti.
    Dunque quest’anno Messina e staff dovranno affrontare, è possibile che debbano affrontare, la famigerata partenza lenta.
    Starà a loro trarne vantaggio…

    1. È che il punto non è che si parte lenti per non bruciare subito troppe energie. Si partirà lenti, se si partirà lenti, perché quelle energie saranno già state spese in parte. Vedremo comunque, mi aspetto un inizio di LBA molto molto poco tosto difensivamente parlando, e quello sicuramente aiuterebbe con la gestione delle energie.

      1. Le energie, certo, ma anche abbastanza relativamente, secondo me.
        Ricordiamo che sono sempre atleti allenatissimi, nel pieno dell’eta giovanile – anche i trentenni!

        Qui sopra volevo piuttosto evidenziare come l’acquisizione di certe architetture – alcuni le chiamano anche schemi o sistemi, ma secondo me architetture è più indicativo della complessa mente degli allenatori – come certe architetture richiedano tempi lunghi per essere assimilate davvero.

        Dove “essere assimilate davvero” significa non soltanto essere imparate dai giocatori oltre il livello in cui devono pensare, fino al livello in cui vengono eseguite in decimi di frazioni di secondo, istintivamente diciamo – e non diciamo “meccanicamente” per favore – e fino al punto in cui ciascun giocatore riesce individualmente a dare il proprio massimo dentro quell’architettura, avendola approvata e fatta propria.
        Anche per questo ci vuole tempo, come dimostrano i fatti – dell’anno scorso in particolare.
        Ed è un tempo che a questo punto mi sentirei di definire utile, fertile, oltre che necessario.

        È vero ogni partita conta, ma è anche vero che se hai nelle mani un roster come li hanno alcuni, puoi permetterti che le prime partite, diciamo fino alla fine del girone d’andata, contino non tanto per i risultati, quanto per la convinzione della squadra di accettare e far propria quell’archittetura, dentro la quale ciascuno di loro si sente apprezzato e in grado di esprimersi al proprio massimo livello e dare il proprio contributo, a prescindere dal proprio valore assoluto.
        È così, credo, che si forma ” la squadra”.

        Aggiungerei, ma forse soltanto come provocazione, che il metodo tanto bastone poca carota tipico di Jasikevicius, forse non porta agli stessi risultati – almeno a giudicare dai fatti. Aveva infatti indubbiamente il miglior roster, ma al momento non sembra saperlo giostrare come potrebbe.
        Èd è forse perché gli manca quel tempo, in cui le partite contano tutte, ma per alcuni contano non tanto per i risultati, quanto per lasciare agli atleti il tempo di convincersi intimamente, di amare, se vuoi, l’architettura del maestro che li guida, quindi il maestro stesso.

      2. Assolutamente, concordo sulla questione dell’assimilare, è chiaro che ci sarà meno tempo. Io non sottovaluterei la questione energie, non tanto solo per l’aspetto fisico ma quello delle energie mentali, però.

        Concordo su Jasikevicius, la mia impressione è che si comporti in un modo che i giocatori si fanno andare bene quando arriva da uno che ha già vinto tanto al timone (“Mi urla di tutto ma lui sa come si vince quindi avrà ragione lui”) ma magari meno quando arriva da uno che deve ancora affermarsi come allenatore. Si farà, credo, però è verissimo che per ora non ha saputo trasformare il capitale (economico e umano) in risultati importanti.

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