EuroLeague cambia: tocca a Dejan Bodiroga riallacciare il dialogo con la FIBA

Venerdì EuroLeague cambierà guida e struttura. Come auspicato anche da Olimpia Milano, il potere di Jordi Bertomeu toccherà anche a Dejan Bodiroga

Venerdì 7 luglio EuroLeague cambierà guida e struttura. Come auspicato anche da Olimpia Milano, il potere di Jordi Bertomeu verrà diviso in due: Dejan Bodiroga sarà presidente di EuroLeague, Marshall Glickman CEO.

Dunque, si cambia. Dejan Bodiroga, guida dello scudetto biancorosso del 1996, risponderà a quell’esigenza evidenziata da Ettore Messina nella celebre lettera alle istituzioni cestistiche europee sulla riapertura di un dialogo condiviso: dal 2011 al 2015 vicepresidente della federazione serba, nel 2014 Presidente della Commissione competizioni di Fiba Europe, è uomo da sempre vicino alla Federazione internazionale.

Con lui, come detto, Marshall Glickman, ex vicepresidente dei Blazers e tra i fondatori di EuroLeague nel 2000, già consulente in ambito commerciale della maggiore competizione cestistica del nostro continente.

Una soluzione anticipata da Eurohoops e alcuni siti greci, che rappresenterebbe un importante accordo nel Board. Da una parte, con Olimpia Milano, le greche (Panathinaikos e Olympiacos), il Maccabi Tel Aviv, lo Zalgiris Kaunas e il Cska: ovvero chi voleva il cambiamento. 

Dall’altra le spagnole (Barcellona, Real e Baskonia) e le turchie (Efes e Fenerbahce): per la conservazione. E queste ultime a cercare di far venire meno il voto del Cska, escluso dalla competizione per la prossima stagione, ma ancora presente nel Board stesso.

Ora non resta che attendere venerdì.

9 thoughts on “EuroLeague cambia: tocca a Dejan Bodiroga riallacciare il dialogo con la FIBA

  1. Anche questo potrebbe essere un cambiamento che incide sulla competizione. Cambiare era necessario: vediamo cosa succederà. Certo che oer i turchi, che volevano continuità, è una botta importante.a
    Si preannuncia una gran stagione, eh eh eh.

  2. Abolire le licenze , poi la EL per me va bene così. Magari facendo 2 gironi per diminuire le partite.

    1. Le licenze sono le fondamenta della lega privata, per competizioni senza licenze ci sono altre alternative.

      1. Ecco un.esempio lampante del tuo modo di spadroneggiarti sugli altri. Ale ha scritto, legittimamente, una sua idea, ciò non significa che non è a conoscenza che le licenze sono le fondamenta di una lega privata quale è l’EL, e ti sei subito fiondato come un avvoltoio per la serie “IO SONO Mr. TATE voi chi c…o siete”. E poi vorresti farmi la morale….

      2. MIR la vuoi smettere di attaccare chi non la pensa come te? Con le tue puntualizzazioni a cappella hai rotto. Lascia che gli altri si esprimano senza interferire ogniqualvolta! Se fossi il gestore controllerei il tuo indirizzo IP. Hai le stesse cattive abitudini di Gaetano.

      3. Quando gli altri lo fanno con me, come mai non sei intervenuto? Forse perché fanno parte della tua stessa cerchia di pensiero? O solo voi potete esprimervi senza che qualcuno possa interferire?

      4. Concordo in pieno. Per mantenere un livello alto è necessario avere un gruppo di società fisse, con una certa stabilità economica, che “tengano in piedi” la baracca. Poi anche un po’ di ricambio.
        Personalmente ritengo che un campionato così lungo potrebbe anche essere l’unico da disputare, nel senso che con questa formula attuale partecipare anche si campionati nazionali diventa faticoso. Oppure ci vogliono roster da 18-20 giocatori

      5. Io preferisco l’attuale format dell’Eurolega, che equivale ad una sorta di Superlega, vi partecipano tutte le migliori squadre d’Europa, al di là dei roster, intendo ben solide economicamente, attrezzate per quanto concerne strutture, impianti, arene, anche per quanto riguarda il settore giovanile.
        Ottenere una licenza garantita per un tot di anni, crea benefici anche negli investimenti del settore giovanile, politica attuata da molte squadre (eccetto le italiane), che realmente sborsano tanto sul progetto dei giovani, al fine di far esordire loro ed inserirli in pianta stabile nel roster di Eurolega per svariate annate.

        Ogni giornata di Eurolega è assai entusiasmante, ricca di sfide interessanti, di big match, assai avvincente fino alle ultime giornate di rs, chi lotta per il pass ai playoff, chi lotta per raggiungere i primi 4 posti e quindi beneficiare del fattore campo ai playoff.
        Sono poche le sfide inutili.
        Mentre lo scorso format dell’Eurolega era decisamente noioso durante la rs, erano raggruppate squadre top con altre materasso, come le compagini polacche (a mia memoria, a turno, Slask, Prokom, Turow, Zielona Gora), come la seconda lituana (Lietuvos o il Neptunas in un’edizione), la terza greca (AEK, Aris, Panionios, Marousi), belghe (Charleoi), ucraine (Budivelnyk), realmente compagini inadeguate al massimo livello continentale.
        Nei rispettivi gironi, al termine del girone d’andata le big erano spesso e volentieri già qualificate per la fase successiva, e quindi si disputavano tante sfide inutili, senza nulla in palio, con un conseguente deficit di ascolti (uno dei motivi per il cambiamento di format).
        Ma lo stesso vale per alcune compagini italiane o francesi, come Avellino, Sassari, Nancy, che parteciparono all’Eurolega per aver azzeccato la stagione precedente e si presentavano alla massima competizione continentale con roster inadeguati.
        Voi pensate a Venezia (vincitrice di 2 scudetti), che con il vecchio format avrebbe partecipato all’Eurolega, giocando in quel capannone del Taliercio (che spettacolo…), solo perché il campionato italiano era di un livello assai infimo, a parte gli investimenti ed i suicidi di Milano..

        Probabilmente è una coltellata al merito sportivo, ma io preferisco l’attuale format, dove c’è la creme de la creme delle squadre, preferisco 4/5 compagini spagnole, 2 italiane (vi immaginate, ripeto, Venezia o Sassari nell’attuale Eurolega) rispetto al Prometey, Zielona Gora, Ostenda di turno..

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