Tommaso Baldasso: Milano un grande investimento su me stesso. Il Chacho incredibile

Tommaso Baldasso, nei 12 per la sfida con Paesi Bassi di questa sera, si racconta a Dario Ronzulli di Tuttosport

Tommaso Baldasso, nei 12 per la sfida con Paesi Bassi di questa sera, si racconta a Dario Ronzulli di Tuttosport. Ecco alcune sue dichiarazioni.

SULLA STAGIONE CON MILANO

«È stato un grande investimento su me stesso. Devo dire grazie a coach, staff e compagni perché il lavoro quotidiano con loro è stato fondamentale. Ritagliarmi un ruolo in un gruppo così competitivo era il mio obiettivo e inevitabilmente questo mi ha portato a migliorare la qualità del mio gioco. Ho apprezzato molto la chiarezza iniziale sul mio ruolo e sul mio spazio, questo mi ha aiutato a non preoccuparmi e a lavorare con pazienza. Poi allenarsi con grandi giocatori non può che essere un incentivo a migliorare».

SU SERGIO RODRIGUEZ

«Il Chacho è un personaggio incredibile, un giocatore pazzesco ma una persona ancora migliore. Posso soltanto dirgli grazie per tutto quello che mi ha insegnato anche involontariamente. Rimarrà sempre il mio giocatore preferito e gli auguro ogni bene».

SULLE LBA FINALS 2022

«Sono state giornate lunghissime, non vissute con ansia ma sicuramente con molta emozione da dover gestire. Sono ovviamente contento che sia finita nel migliore dei modi».

5 thoughts on “Tommaso Baldasso: Milano un grande investimento su me stesso. Il Chacho incredibile

  1. Giocatore che ha mostrato di avere la “testa” giusta, comunque vada a finire.

  2. questi siamo 🥸

    Caldo infernale edition

    🐼: sempre i Magnifici 7

    Stranger Things: Mitrou-Long Hall Shields Bentil Hines Davies Baron

  3. A mio parere esaltare gli italiani fa male ai giocatori nostrani.
    Aggiungo: sarà un caso che appena vanno a giocare fuori d’Italia maturano e rendono molto di più?

    Così Baldasso.
    Ok, ha fatto qualche tirello da 3 che gli è entrato, spesso con coraggio e faccia tosta, ed è su quei canestri, io credo, che ha cominciato a generare una certa sensazione tra i tifosi.
    E bene, belli, tosti, ottimi tiri, ottimi risultati. Ma può bastare?
    Per me la risposta è un chiaro no.

    Sono convinto che al giocatore oggi faccia meglio metterlo di fronte alle sue criticità, che spalmarlo dei suoi successi.
    Ok, il tiro c’è, la personalità per prenderlo anche.
    Ma tutto il resto?
    In una posizione delicata, delicatissima nel basket europeo moderno come il play making?

    Metterlo a confronto col Chacho sarebbe ovviamente castrarlo, e non è mia intenzione farlo.
    Ma senza arrivare al paragone con uno dei più grandi di sempre, dov’è la visione di gioco di Baldasso?
    La sua capacità di creare quel tanto di vantaggi che poi permette alla squadra di girare come deve per ricevere dove deve?

    Perché secondo me la “visione di gioco” è una funzione complessa e articolata. Come descriverla meglio?
    La possiamo dividere in due momenti secondo me: il play deve vedere quello che succede, nel senso più classico della comprensione di tutto quanto succede nella metà campo, vederlo e prevederlo; ma deve anche causarlo, spingere perché succeda. Non può limitarsi, secondo me, ad aspettare palleggiando che gli altri siano dove devono essere e quindi dare la palla a chi deve ricevere.
    Deve invece creare da subito, con la sua azione in palleggio, degli squilibri anche minimi, che accelerino e quindi favoriscano l’entrata nei giochi.

    Quella tradizionale invece è una visione troppo passiva del play making: a me pare che Baldasso manchi di quel dinamismo in regia che permette alle cose di succedere ed è in grado di vederle succedere un attimo prima che accadano.
    Il tirello da 3 può servire al massimo in stagione regolare in Italia, ma visione e dinamismo del play making secondo me sono fondamentali per un giocatore in quel ruolo che abbia anche la minima ambizione di giocare a buon livello.
    In parte sono qualità che vengono da sole dal talento, ma in parte possono essere affinate e coltivate: se giochi professionista in una squadra del massimo livello, dovresti ossessivamente lavorare su quello, e non sederti per niente sul tirello che ti entra e relativa personalità, anche se è per quello che ti considerano e ti fanno i giusti complimenti.

    L’atletismo poi non puoi dartelo, quello lo capisco, ma in difesa puoi supplire anticipando con l’intelligenza e la conoscenza del gioco, quello che ti manca fisicamente.
    Anche lì per Baldasso secondo me c’è molto da lavorare, purché ci metta il tempo e il sacrificio, e non si accontenti delle cose buone che sa fare, per le quali l’abbiamo applaudito e talvolta celebrato.
    E lo dico in sostegno del nostro play, non contro di lui, spero sia chiaro.

    1. Diciamo che formare un nuovo vero playmaker italiano spendibile in EL sarebbe il Graal, per cui non ci faccio troppo affidamento. Tutto giusto quello che dici ma mi accontento, visto che non mi sembra un talento generazionale, se fa rifiatare 5/10 minuti i titolari.

  4. secondo me un play forte e’ spagnolo, Baldasso buon giocatore, ma per ora troppo discontinuo, il fisico c’e’, deve lavorare molto sui fondamentali, poi chissà.

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