Roberto Premier ha rilasciato una lunga intervista al QS nella giornata di venerdì. Ecco alcune delle dichiarazioni dell’Ariete di Spresiano.
SULLE LBA FINALS
«In una trasmissione, testimone Andrea Meneghin, avevo pronosticato il 4-2 per Milano. Purtroppo, pare non ci sia un premio. L’Olimpia era più forte, aveva un roster migliore, per tutta la stagione, quando era al completo, aveva messo in mostra un grande basket difensivo. Non a caso, Bologna aveva sempre viaggiato oltre i 90 punti, ma in queste finali è sempre stata in difficoltà».
SULLE POLEMICHE
«Ho giocato a Milano per tutti gli anni ’80, queste cose c’erano già. Non è cambiato nulla. Milano è Milano, nel calcio come la Juventus se vogliamo, tutti gli avversari sono convinti che possano esserci dei favoritismi. Sono cose che lasciano dunque il tempo che trovano. Diciamo che spesso arrivano da chi è più debole e, quindi, cerca di spostare l’attenzione fuori dal campo. Insomma, cito Datome quando dice che, apprese le polemiche bolognesi, ha capito di essere avanti rispetto all’avversario. L’Olimpia ha primeggiato tutto l’anno, in EuroLeague e vincendo anche la Coppa Italia».
SU MILANO
«Quando vai a Milano non hai scampo. Sei come in prigione, solo senza manette ai polsi. Devi vincere tutto, non c’è altra soluzione».

Grande Roberto, per me indimenticabile, D’Antoni , Premier, Barlow, Mc Adoo, Meneghin tutti immensi campioni.
A rileggere questa mitica squadra mi scende una lacrimuccia
Mah…, allora… diciamo così: Olimpia Milano non ERA la più forte – non partiva favorita per esempio – ma si è DIMOSTRATA la più forte, con un’interpretazione magistrale della finale, col contributo dei giocatori molti dei quali si sono espressi al loro massimo livello.
Bologna si è comportata in modo indegno fuori dal campo, purtroppo in tutti i suoi componenti, giocatori e allenatore, e purtroppo, ancora peggio, nei suoi dirigenti massimi.
La paura di essere più deboli, e di dovere ricorrere a questi mezzucci, citata da molti, Datome e Premier tra tutti, direi che è stata generata dalla consapevolezza interna di essere scarichi e appagati.
A questo proposito, essere scarichi e appagati, non posso non ricordare e sottolineare le parole proprio del Chacho in questi ultimi giorni, in cui ha raccontato di come l’anno scorso, giocando la finale due giorni dopo essere andati a un pelo da quella europea, i nostri non ne avessero più.
Questo si dimostra vero ancora di più in un gioco come il basket, dove la testa, l’energia nervosa che alimenta l’intelligenza, conta ancora di più che in tanti altri sport.
Dunque secondo me, per rispondere a Premier, Milano non era inizialmente la più forte, ma ha poi dimostrato sul campo di esserlo diventata.