Olimpia Milano post Reggiana#2, con la luce che si è presa anche il buio, cancellando d’improvviso ogni dubbio. Ma diciamo qualcosa in più.
Gigi Datome
San Gigi Datome da Montebelluna, quello per intenderci scaricato dalla FIP come l’ultimo dei delinquenti, conferma la sua crescita. A seguito dell’intervento di inizio aprile ha messo insieme i 21 contro l’Efes in gara-4, i 12 con Treviso, i 13 di gara-1 e i 19 di ieri sera.
Giocatore di importanza infinita, ora finalmente a piena disposizione di Messina dopo acciacchi e covid vari. E’ un acquisto in più, di fatto, di quelli che lasciano il segno immediatamente.
A questo si aggiunge anche una certa voglia di rivincita. Verso chi lo ha bollato come “egoista” dopo decenni di generosa militanza, verso chi lo ha definito “bollito” dimenticando che aveva la barba l’ultimo che ha chinato il capo nelle scorse finali scudetto, e verso quel tricolore stesso, che, da protagonista, insegue da una vita.
Sergio Rodriguez
Palla a due e 8 punti, tanto per gradire, con anche rubata sulla rimessa e tripla d’istinto. Alla fine sono 14, giocando 17’, con 5 assist.
Reggio non ha forze e numeri per pressarlo, lui gioca in libertà e domina la partita. Poco da dire, il giocatore più importante dell’Olimpia oggi è lui. E certamente, in LBA lo stesso talento lo ha solo Milos Teodosic.
Le rotazioni di Ettore Messina
Questa volta il coach di Milano lancia subito ampi quintetti di “second unit” e raccoglie tenendo in ritmo tutti.
17’ per Rodriguez, 16’ per Hall, 20’ per Shields, 20’ per Hines, 20’ per Bentil, 19’ per Datome. Le sberle di gara-1 paiono aver sortito effetti, ma il vero test arriverà in sfide più complesse.
Bel segnale gli 8’ di Alviti. In panchina per tutta gara-1, e per tre quarti di gara-2, entra in campo con una faccia a dir poco “tesa”, segna, stoppa, difende, dà indicazioni ai compagni. Faccia cattiva, bene così.

Alviti e Baldasso due ottime prese dello staff che, ancora una volta, ci ha visto giusto. Reggio Emilia ,pur essendo in zona, non è Bologna, vedremo come contribuiranno contro Brescia e, se tutto andrà nel verso giusto, Bologna appunto. Ne vedremo delle belle
Quando parti col Chacho, e Datome da 3, e Bentil da 4, che sono gran tiratori da fuori, e hai Shields che apre il campo, ed è così che parte Messina, ti serve davvero un tiratore puro alla Daniels? Credo di no. E se anche ti servisse, dove lo metti, chi togli?
Pensi semmai al secondo quintetto, con un Hall di lusso insieme a un altro esterno, Baldasso che la mette, Grant che fa tutto il resto, a turno, e in 3 ci metti Shields, che è meglio di qualsiasi tiratore puro, anche perché hai Ricci che da 3 potrebbe metterla con continuità. E speriamo che lo faccia presto, come lo fece…
Questo è il ragionamento che secondo me risulta dalle scelte fatte da Messina, e dai quintetti scelti in campo.
In gara 1 volevano fare un esperimento, secondo me: posso rinunciare davvero al tiratore puro?
La partita ha risposto di sì, sia per lo stato confuso di Daniels, che vagava per il campo come un alieno, e non riusciva proprio a liberarsi, sia perché in questa squadra in questo momento la scelta del tiratore puro è concettualmente sbagliata.
Per la difficoltà del gioco di metterlo in condizioni di ricevere con minimo vantaggio, per la presenza di altri protagonisti che possono fare quella e tante altre cose, Datome su tutti.
Andava provato però, anche soltanto per comprendere che non può funzionare in questa Olimpia di oggi, maggio 2022.
E Reggio, senza offesa, è stato il terreno ideale per provare, perché altre difese saranno più toste, quella di Bologna in particolare. Se Daniels non può ricevere contro di loro, come potrà contro gli altri?
Palla al tiratore puro non è il nostro gioco, al momento.
Che poi è lo stesso motivo per cui non gioca Alviti, secondo me.
Il motivo concettuale della sua esclusione: niente di personale, niente che riguardi la sua qualità, solo una soluzione concettuale al gioco della squadra di oggi.
A molti dispiace, ed anche a me, ma credo di aver spiegato perché non serve che entri in campo – e sembra convincente, almeno per me 😉
Dei quintetti scelti, e del modo in cui sanno giocare, sia pure in condizioni di vantaggio contro una difesa che non ha taglia e atletismo per opporsi davvero, abbiamo visto che la palla ha ripreso a girare, che i tiri facili entrano, che siamo tornati a giocare in scioltezza, e che il Chacho è una meraviglia delle meraviglie. Spero davvero che resti!
Infine a me pare un indizio a conferma di quanto avevo ipotizzato, che se Messina insieme alla tensione riesce anche a sorridere, la squadra resta sul pezzo per 40 minuti…
Che resti anche il Poz, per favore 😊
Solo una nota: si è visto Messina sorridere e anche ridere. Vero, ma quando? In pieno garbage-time, mai prima, quando si è sempre mostrato, come già detto in altro post, in versione jena, con parolacce a condire il tutto. Che sul +40 si lasci un pò andare ci sta, ma non esageriamo, il suo modo di vivere la partita è sempre coerente: ‘zzato anzichè no
Perchè non ci sono più i pezzi del ‘Guazz’?
Perché per noi è finita l’eurolega.
Credo che, ancora una volta, la lucida analisi di Palmasco sia corretta.
Fino a che riuscirà imporre il nostro gioco non ci saranno ostacoli per l’amata Olimpia, sarà importante mantenere concentrazione e pressione difensiva sia con Brescia che con Bologna.
Lo scrivo da un po’ e il trend per me è evidente. Noi andremo in forma massima con il rientro dì Melli per la serie finale. E non ce ne sarà per la Virtus che, a seguito della giusta strategia societaria dì privilegiare l’accesso a Eurolega, è arrivata al picco dì forma settimana scorsa e fra un mese avrà un calo. Milano è più forte dì Bologna può perdere solo se ci sono stati dì forma differenti come l’anno scorso ma che quest’anno non ci saranno. A questo si aggiunge la voglia dì cancellare quel brutto 4-0.
Grande Doc23, una ventata di sventato ottimismo fa proprio piacere!
Io ci credo.