Gianmarco Pozzecco: Forse siamo meno favoriti, ma batterci nei playoff sarà dura

Gianmarco Pozzecco, protagonista su Repubblica-Milano, parla della scelta Olimpia Milano e di questa volata scudetto con Luca Chiabotti

Gianmarco Pozzecco, protagonista su Repubblica-Milano, parla della scelta Olimpia Milano e di questa volata scudetto con Luca Chiabotti: «Rispetto alla vigilia, forse siamo meno favoriti, ma batterci nei playoff sarà dura».

Parole chiare e semplice: «Portiamo con noi la soddisfazione di aver capito quanto gli avversari di Eurolega ci rispettassero e considerassero come una delle squadre in corsa per la vittoria finale. E anche se si può pensare che non disputare le Final Four, i tanti infortuni e le vicende rocambolesche vissute ci abbiano tolto delle certezze rispondo che abbiamo il miglior allenatore, una squadra temuta in Europa e campioni straordinari».

E l’esperienza a Milano ne ha modulato le certezze: «Dall’esterno pensavo che Milano fosse avvantaggiata ad avere 18 giocatori tutti di alto livello e con grandi aspettative ma non è così. La gestione è estremamente complicata, non è una scelta ma una necessità perché in Eurolega ti impegna a ritmi inverosimili».

Con Ettore Messina un rapporto importante: «Ho sempre rispettato Ettore, oggi gli voglio bene e credo che sia il commento esaustivo sul nostro rapporto che si è sviluppato in modo molto naturale. Oggi mi stupisco che qualcuno abbia creduto che le cose tra me e Messina non avrebbero mai funzionato. Poi ci rifletto e penso che nel matrimonio c’ero di mezzo io e capisco i dubbi della gente…».

6 thoughts on “Gianmarco Pozzecco: Forse siamo meno favoriti, ma batterci nei playoff sarà dura

  1. “Dall’esterno pensavo che Milano fosse avvantaggiata ad avere 18 giocatori tutti di alto livello e con grandi aspettative ma non è così. La gestione è estremamente complicata”
    Direi che questa frase del Poz chiarisca le cose una volta per tutte.

    E il passaggio precedente, dove sottolinea come Milano sia diventata una realtà rispettata e temuta in Europa, riprende ciò che molti di noi scrivono qua dentro circa l’importanza del lavoro di Messina e del perchè tale lavoro sia apprezzato da Armani.

  2. ” poi ci rifletto e penso che nel matrimonio c’ero di mezzo io e capisco i dubbi della gente” Incommensurabile la capacità di autocritica del Poz , un grande più che simpatico e preparato coach. Farà grandi cose, mi auguro che resti, o se va, che sia per tornare tra due anni, quando Messina, resterà come direttore alle operazioni e cederà la panchina.

  3. Interessante che su questa riflessione del Poz non si sviluppi il dibattito.
    Difficile per molti che non hanno mai capito come mai Messina abbia preso uno così diverso da lui, così ingombrante che poteva dargli fastidio.

    Come si fa a criticare il Poz che difende il lavoro fatto in Olimpia. Un bel dilemma, quindi si sta zitti e non si legge, perché le parole del Poz sono fatti non opinioni.

    Grazie Poz per le tue riflessioni, che non sono da condividere o meno, ma sono la realtà

  4. Mi pare che Messina, sebbene non sia “bollito” come dicono in molti sui social abbia in generale passato il suo prime e sia in qualche modo piuttosto rigido nelle sue scelte e nelle sue idee, che comprendono l’esasperazione dei concetti difensivi e la ricerca di poche forzature in attacco con dunque la scelta di avere una “prima punta” particolare come Shields, che è più un all-around come mentalità personale (non a caso nella famosa gara con Trento fece il diavolo a 4 e poi uscì per 5 falli perchè lui DOVEVA difendere). Impressione che lui se ne accorga e si sia affiancato Pozzecco anche per “smussare” certi angoli.
    Messina, capiamoci, ha fatto un lavoro enorme a livello europeo perchè i due playoff consecutivi sono un risultato ottimo e purtroppo sottovalutato anche qui, perchè rendiamoci conto di una cosa: Messina ha permesso di richiamare dei nomi di un certo tipo che hanno portato a certi risultati: Hines, Chacho, Datome (quando sta bene), Melli, Shields sono stati quelli che ti hanno consentito di metterti sulla mappa, perchè hanno guidato lo spogliatoio, sono giocatori conosciuti e rispettati anche dagli arbitri ecc..Ma al tempo stesso alcuni non sono più il top del top: sono grandi giocatori ma in là con gli anni, e questo essere in là con gli anni lo paghi a livello di freschezza a fine stagione, in stanchezza e in acciacchi, che ci sono stati l’anno scorso e che ci sono quest’anno, nonostante rotazioni ampie anche in campionato.
    E però arrivando a questi risultati con giocatori così puoi metterti sulla mappa e quest’anno hai potuto firmare Melli e poi Pangos, e puoi trattare seriamente i Clyburn e i Davies, per cui sta tutto funzionando da questo punto di vista.

    Ecco, in generale faccio fatica a giudicare perchè l’opera è a metà, l’impressione che ho è quella di un Messina un po’ oltre il suo prime in panchina, però di fatto è una cosa che si potrà davvero giudicare l’anno prossimo, con un ciclo più giovane e una squadra che probabilmente sarà ancora più forte.

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