Olimpia Milano post Efes#4 | La sfortuna è parte del gioco. Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta

Alessandro Maggi 14

Olimpia Milano post Efes 4, ed è addio ad una straordinaria stagione di EuroLeague. A Belgrado ci va un Efes che combatte

Olimpia Milano post Efes 4, ed è addio ad una straordinaria stagione di EuroLeague. Mesi al vertice, per giocarsi tutto senza Melli, Delaney, il sospeso Mitoglou, il forzatamente salutato Moraschini e gli acciaccati Datome (meraviglioso), Shields e Rodriguez. E’ parte del gioco, dunque nessuna recriminazione. A Belgrado ci va un Efes che combatte, trascinato da un Larkin strepitoso sui due lati del campo.

La partita

14-0 di parziale tra terzo e quarto quarto, ma il punto numero 68 arriva a 5.35. Segnerà solo Datome a 9’’ dalla sirena. Ancora una volta, con le energie al lumicino, Milano si è costruita un’occasione. Ma è mancato il guizzo.

La squadra

Che esce più forte, senza se e senza ma. Ovviamente si parla di livello mentale. Perchè gara-1, la prestazione che è stata pagata più dolorosamente, poteva uccidere, soprattutto vedendo uscire Melli saltellando nel finale.

La squadra ha invece reagito, con tutto quello che aveva. Ha vinto e bene al Forum, ha costruito le basi per un successo in entrambe le gare di Istanbul.

Lo ha fatto con Shields prima, con Hall poi, con Datome ieri sera. Questo solo per dire chi ha lasciato il segno nel tabellino, perchè poi c’è stata la monumentale essenza di Hines, il sacrificio del Chacho, la lotta anche di gente come Grant, Ricci, Bentil.

E c’è stato anche Kaleb Tarczewski. Che ha fatto più cose intelligenti ieri che in una stagione e mezza abbondante. Ci ha messo rabbia, cattiveria, lucidità. E non gli è stato fischiato anche un respiro.

Quel che resta

La corsa scudetto, il primo obiettivo da sempre, ancor di più dalla scorsa estate.

Non sarà facile, perché nessuno vede più Milano, obnubilato dalle novità del momento. Ma la vita è fuggente, ancora di più lo sport.

Un anno fa, l’Olimpia, iniziò davvero a pensare al tricolore solo dopo lo 0-1 delle Finals. E quando non sei pronto a soffrire, subentra la paura.

Non è tempo di previsioni, solo di constatazioni. Ora Milano sa di dover soffrire. E ha dimostrato di saper soffrire. Con le qualità che il pubblico Olimpia ha sempre amato. Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta. 

14 thoughts on “Olimpia Milano post Efes#4 | La sfortuna è parte del gioco. Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta

  1. Applausi, applausi e ancora applausi per questa squadra, probabilmente la più entusiasmente dell’era Armani. Forse la vera sfiga è stata quella di accoppiarsi con i defending chapions al termine di una stagione eccezionale in EL! Complimenti alla straordinarie risorse dell’Efes, per me ancora principale favorita al titolo grazie alla presenza di due talenti cristallini a cui oggettivamente va stretta la dimensione europea. Con simpatia, a tutti i talebani del tabellino, dell’albo d’oro e del “victoria o muerte”: se davvero ricorderemo questa stagione alla stessa stregua delle disastrose campagne straniere di Repesa e Pianigiani allora siamo diventati come, per dirla alla Guccini, “chi aspetta sempre l’inverno per desiderare nuove estati”…
    Ripensare alla serata al Forum con il Barça, ancora mi da i brividi!

  2. @ LR: condivido buona parte del tuo discorso. Il confronto con Repesa e Pianigiani non e` molto “fair”, pero. Nessuno dei 2 aveva il roster (economicamente parlando) che abbiamo adesso.

    1. Palle Il piangina ne aveva di più (circa 1 milione) del primo Messina

      1. Orlando fai il bravo. LA prima stagione di Messina (alla quale fai riferimento) , c erano alte possibilità di nn centrare nemmeno i Play off da ottava.
        E la Milano di Pianigiani costava molto meno della Olimpia di oggi (oggi abbiamo 3 uomini che la EL l`hanno vinta, allora nessuno). Paragone non esiste, per me.
        Se poi vogliamo romanzare il tutto, ok. MA e` semplicemente non vero.

      2. Il budget messo a disposizione di Messina fin dalla sua prima stagione non ha nulla a che vedere con i suoi precedessori e, grazie ad Armani, è sempre andato in crescendo o per lo meno in pareggio. Se poi vogliamo credere alle favole ben venga, ma non confondiamole con la realtà dei fatti.

      3. Andate a leggete calcio e finanza alla voce budget Olpia e vedrete che le favole le raccontate voi perché vi fa comodo.

      4. Basta vedere solo il numero di giocatori a roster: mai nessun allenatore dell’era pre Messina ha mai avuto un roster composto da 18 giocatori. Il resto sono chiacchiere.

      5. Non facciamo come per Pittis ala grande che ci è voluto D’Antoni per dirvi che avevo ragione. Qui lo dico e poi non ripeto il budget dell’ultimo anno di Pianigiani è stato di un milione superiore a quello del pro anno di Messina. Se non ci volete credere aspetterò la conferma di Dell’Orco (Leo)

      6. Tu sei libero di credere alle favole, è un tuo diritto, ma non puoi imporre agli altri il tuo pensiero.

    2. Hai ragione, Ale, ma io non intendevo limitare il confronto ai soli coach, quanto indicare l’evidente crescita di tutta la società in ambito europeo che include, last but not least, l’innegabile contributo di un coach dal CV internazionale fuori dall’ordinario.

  3. Grande @LR sottoscrivo. Una stagione così ce la ricorderemo in eterno, l’anima di questa squadra e dei suoi conducators non è mai stata così fulgida negli ultimi 33 anni. Sbaglia chi ritiene la memoria del “tuffo” del grande Bob legata solo alla vittoria, è figlia dell’uomo che, in quel momento ha dato tutto se stesso, a prescindere dal risultato che spesso è solo frutto della fortuna,. Questa stagione di cose da ricordare ce ne sono state tante con protagonisti diversi. Olimpia ha perso solo un’occasione Ora sotto per lo scudetto contro la Virtus dei saldi di fine stagione, la sorprendente Brescia e la voglia di riscatto di Venezia, ma soprattutto contro la sfiga ( e gli eventuali grigi servi di Petruccci, che sappiamo possono far male così come glia arancioni servi degli sponsor turcomanni.( e sia chiaro non è una lamentela e/o recriminazione.

  4. Collegandomi al bel commento di @Andrea sotto l’articolo del Guazz mi viene spontanea una domanda. Da qualche anno seguo questa pagina e dall’avvento di Messina gli utenti MOLTO critici a prescindere sono aumentati. Ogni sconfitta viene presa come pretesto per sminuire quanto fatto dalla squadra, Quindi mi viene spontaneo pensare, come dice Andrea, che il problema di questi utenti/tifosi sia proprio la loro antipatia per Messina. Ecco io mi domando ma la mia FEDE (uso una parola forte) per l’Olimpia può essere offuscata per l’antipatia verso un giocatore, un allenatore o un presidente? Personalmente dico di no (con Messina non ci devo uscire a cena e se mi fosse antipatico non starei ad ascoltarlo e stop). Perchè è impossibile che un tifoso non veda quanto fatto in questi due anni, quale sia il livello raggiunto dall’Olimpia in ambito europeo. Ma pensate che Rodriguez o Hines sarebbero venuti a Milano qualche anno fa quando arrivavamo ultimi in EL? Pensate che Shields dopo essere stato nel secondo quintetto di El sarebbe rimasto a Milano sapendo di non essere in una squadra forte? Qualcuno qua sopra dice che il budget di Messina sia superiore a quelli riservati ai suoi predecessori…può darsi non lo so, ma pensate che Hines veramente sarebbe venuto a Milano con Repesa o Pianigiani? Cioè pensate che Hines sia venuto a Milano (o magari Pangos o altri di cui si parla adesso) solo per i soldi? Quando gli stessi soldi li potrebbero prendere in altre 5/6 squadre di EL (e magari anche a Bologna). Vengono perchè oggi l’Olimpia è una potenza europea comparabile come appeal a Barca, Real, Efes, CSKA ed i risultati lo dimostrano. Se poi qualcuno pensa che questo non conta niente, che arrivare nelle F4 e nei plaoff da secondi in EL sia come arrivare ultimi perchè conta solo vincere altrimenti è un fallimento, ben per lui. Mi chiedo solo dove sono stati negli ultimi 20 anni…

    1. “Perchè è impossibile che un tifoso non veda quanto fatto in questi due anni, quale sia il livello raggiunto dall’Olimpia in ambito europeo”
      Come vedi, è possibilissimo purtroppo. Le cose che dici le ho dette io e le hanno dette altri nel corso degli anni ma non è detto che tutti abbiano la competenza per capire.

      Quando è arrivato Messina il primo pensiero di chi ha una briciola di conoscenza di questo sport è stato che con lui garante sarebbero arrivati nomi importanti. E infatti sono arrivati a raffica e ancora arrivano, o rimangono come nel caso di Shields. Competere ad alto livello è diventata la norma, questo epocale cambio di mentalità e di spessore va capitalizzato. E per quelli che “a me interessa solo vedere l’ultima partita per vedere se la squadra vince o perde il titolo” c’è poco che possiamo dire, anche se ci proviamo da anni…

  5. C’è una diffusa negazioni delle realtà oggettive quando queste negano i preconcetti di alcuni e se le rilevi vieni tacciato come sognatore. È l’incapacità di accettare verità quando, come spesso accade, è scomoda e in contrasto con le loro affermazioni. Ma, come si dice, il tempo è galantuomo e la realtà diventerà innegabile per tutti. Bisogna solo avere pazienza.

Comments are closed.

Next Post

Olimpia Milano Mercato, dentro il colpo Kevin Pangos. Un capolavoro della coppia Messina-Stavropoulos

Kevin Pangos. E parleremo solo di lui. L’accordo, in linea generale, è raggiunto. Il resto sono trattative, abboccamenti, valutazioni
Olimpia Milano Mercato Kevin Pangos

Iscriviti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: