Daniele Dallera: Il passatemo del basket italiano, attendere la sconfitta dell’Olimpia

Daniele Dallera firma sul Corriere della Sera il suo editoriale dal titolo: «Le risorse nascoste dell’Armani e di Messina»

Daniele Dallera firma sul Corriere della Sera il suo editoriale dal titolo: «Le risorse nascoste dell’Armani e di Messina». Ecco alcuni passaggi.

L’ultimo passatempo del basket italiano si chiama “Milanopoli”, un giochino che diverte chi (e sono tanti) non attende altro che la sconfitta dell’Armani, in particolare l’estasi la si raggiunge se si mette una bella croce sulla casella di Ettore Messina. Dimenticandosi che nei momenti più delicati, disperati, l’Olimpia Milano e Ettore Messina danno il meglio.

L’Olimpia Milano riscopre unità, lucidità, coraggio edoma l’Efes Istanbul, talentuosa ma presuntuosa campionessa d’Europa. Da quelle parti non sanno nemmeno cosa sia giocare di squadra, sanno però giocare: sull’1 contro 1 sono fortissimi, superiori ai giocatori di Milano, ma di fronte a una difesa ben organizzata o fanno per conto loro, e se ci riescono sono dolori, o smarriti cercano la mamma, l’amico, chiedono impotenti aiuto al loro coach, furbissimo e preparato, Ataman.

Messina ha detto che “i playoff di Milano sono già finiti” sull’1-1, Olimpia condannata alla sconfitta nella doppia sfida di Istanbul: non si possono regalare uomini come Rodriguez, Delaney, Melli e Mitoglu. Bravo, ha ragione lui, come e perché dargli torto. Ma se a Istanbul abboccano e gli credono, un euro su una vittoria, una sola, dell’Armani a Istanbul per ritornare in quello splendido Forum a creare la giusta atmosfera e a cercare le final four lo investe anche Messina.

50 thoughts on “Daniele Dallera: Il passatemo del basket italiano, attendere la sconfitta dell’Olimpia

    1. Per una volta non trovo cosa ci sia da censurare nell’articolo di Dellera, se non laddove parla di supremazia totale dell’Efes a livello individuale, quando sono solo Larkin & Micic a vantare questo primato, per il resto, quello che dice, ci stà

      1. Credo che Orlando scherzosamente intendesse che Dallera si riferisce all’utente mentalmente disturbato quando parla di gente che non attende altro che la sconfitta dell’Olimpia

  1. Purtroppo questo giochino è molto usato anche nel blog.
    C’è gente che gode quando si perde e chiede la testa del coach.
    Ma nel basket come nella vita l”eresia “uno vale uno” non vale niente.

  2. Cisano squadre e società che si dannano l’anima per battere l’olimpia e si gasano un sacco se alla fine ci riescono con tanto di sfotto ai nostri giocatori. Poi guardi la classifica a fine campionato o Eurolega (vedi Guduric) e di loro non c’è più traccia. Poveracci. Tra quelli che godono nel vederci perdere purtroppo ci vedo anche Petrucci & company. Super poveracci
    .

  3. I più vociferi detrattori dell’Olimpia nascono all’interno della tifoseria. È gente frustrata che non ha sbocco emotivo se non vivere vicariamente dei successi sportivi e che rovescia la sua imbarazzante ignoranza su professionisti di livello mondiale. E non parlo genericamente di chi critica la squadra ovviamente, parlo di quelle specifiche persone identificate dalla mia descrizione.

  4. Che tristezza gente come mistertate che giudica le persone da quello che scrivono su un blog (anzi , quelle con cui non sono d’accordo) senza sapere niente della vita vera, sparando giudizi. penose.

    1. Tristo figuro è chi come te cambia nickname ad ogni piè sospinto per sostenere le sue tesi aberranti. Non importa chi sei ma quello che dici è scrivi è improntato al livore . Giudicare e sminuire con il tuo piccolo metro persone di esperienza e caratura universalmente riconosciute non può esserti concesso neppure tu fossi, che non sei, l’ultimo degli sfigati.

    2. Orsù Merendero, appunto perchè la tua considerazione è vera (sul blog non ci si conosce), tu Merendero, come io, come tutti, siamo quello che scriviamo, e non vi è alcuna lesione del tuo essere se un blogger ti giudica attraverso quello che ci dai (di grazia) di te, ovvero appunto, i tuoi scritti

  5. La soddisfazione di battere i più forti stuzzica ed anima gli avversari Olimpia.
    Che poi siano in tanti a godere delle nostre sfortune mi sembra palese. Certo Messina non è uno molto simpatico e ciò alimenta ancora di più i detrattori della squadra. Ma presto tutti riconosceranno che la più forte èla virtus, e magari qualcosa cambierà nell’atteggiamento verso Milano.

  6. @Di.Me te lo chiedo senza polemica. Ma sei tifoso della Virtus? In ogni tuo intervento legato al campionato ribadisci che la Virtus è più forte dell’Olimpia. Ok lo abbiamo capito.

    1. Tifoso Olimpia da sempre, grazie. Prendo atto della tua indicazione: non lo scriverò più

  7. spettabile sig.orlando, io non so chi pensa io sia, dato che è la prima volta che scrivo (penso che l’admin possa verificare l’ip,nel caso) però non fa che confermare ciò che ho scritto. mi fa pena come mistertate e similari.

  8. Direi di riportare la discussione su questioni attinenti al post.
    Fatto salvo qualche complicato caso patologico credo che qui nessuno goda realmente delle sconfitte della nostra squadra del cuore;e’ però lecito o delitto di lesa maestà criticare il tecnico ed i giocatori se cannano in pieno la partita decisiva dell’anno?Non ci si può forse incazzare come bestie se dopo 48 ore dalla peggiore partita dell’anno la metà degli stessi atleti fanno forse la migliore degli ultimi 3 anni?Può cominciare o no a venire qualche dubbio o ci dobbiamo abituare ad essere soddisfatti di belle sconfitte?Siamo arrivati al momento che discorsi o scusanti di vario genere contano meno di zero,si devono unicamente riportare a casa dei trofei e visto che per me conta solo l’Olimpia se chi la allena o chi scende in campo dopo 3 anni non porta a casa quasi niente per me può fare tranquillamente fagotto,chiunque esso sia.
    Come diceva il gobbo Boniperti :vincere e’ l’unica cosa che conta,niente di più vero….

    1. Se tu davvero non vedi cosa porta a casa questa gestione dell’Olimpia, allora davvero dovresti guardare giochi da gobbi, qualsiasi cosa significhi per te.

    2. Mamma mia, “si devono unicamente riportare a casa dei trofei”… La morte dello sport proprio, che tristezza.

      1. Se nei prossimi 5 anni non dovessimo mai vincere ne scudetto ne EL, tu saresti uno di quei tifosi felici e contenti perché ti basta che ci qualifichiamo per i play-off di EL? È triste anche partecipare senza mai vincere.

      2. Per me lo sport da spettatore è il piacere di vedere atleti competere ad alti livelli. Io inizio a divertirmi, se la squadra o l’alteta che seguo è piacevole da vedere giocare, a inizio stagione e finisco alla fine. La vittoria finale è ovviamente un grande piacere ma se fosse quello tutto il punto di seguire una stagione e basta per me non avrebbe senso lo sport: alla fine vince uno solo e questo significa che nulla ha senso per tutti gli altri.

      3. Dipende da che squadra uno tifa: se per esempio tifi Brescia o Cremona, nessuno pretende di vincere, ma se tifi per Milano la situazione cambia drasticamente, perché noi siamo una società gloriosa e vincente, infatti non a caso siamo la squadra più titolata in Italia e non si vincono per caso tre Coppa dei Campioni più varie coppe in Italia e in Europa.
        Ricordati che solo le grandi squadre vincenti lasciano un ricordo nel tempo, il resto lo puoi ricordare durante gli anni circoscritti ma piano piano con il passare del tempo svaniscono.

      4. Specifico solo che io non pretendo che si vinca tutti gli anni lo scudetto e/o l’EL, ma neanche che in 5 anni non si vinca nulla di importante.

  9. Questione di punti di vista. Io dopo la prima deludente sono esaltato dalla seconda. Esaltato per la reazione , poi ogni tanto penso che in campo ci sono anche gli avversari ..non proprio dei pellegrini.

    Vincere ne abbiamo vinte credo già 22 e vincere l”eurolega non mi sembra così semplice. Credo che avere acquisito questo standing europeo (l’anno scorso quarti e questo anno terzi) sia già un successo. Quindi non sono d’accordo con la tua affermazione “quasi niente ” . Visto il tuo nome ti invito a ricordare cosa è stata l’Olimpia in questi ultimi venti anni circa.

  10. Egregi signori Palmasco e Iellini,mi riconosco unicamente il titolo di tifoso e non di sportivo quando parlo di Olimpia e vecchio Diavolo,e’ un mio limite,lo so,ma non posso farci niente,chiedo per questo la massima comprensione.
    Per abitudine professionale sono però abituato a ragionare con il conforto dei numeri: premetto che non ho preclusioni aprioristiche nei confronti di nessuno ed ho più volte lodato il lavoro del nostro staff per averci fatto raggiungere un importante standing europeo ma se ci spostiamo sul fronte dei titoli aggiunti in bacheca sono del parere che i risultati di questa gestione siano ( fino ad oggi)stati del tutto insufficienti per gli investimenti fatti della proprietà e le aspettative di noi appassionati.Se poi a voi questa situazione soddisfa non posso fare altro che invidiarvi,come ho già scritto in altro post le belle sconfitte a me fanno solo dare di matto ed i titoli onorifici li uso solo nel bagno….

    1. È innegabile che l’attuale gestione, sotto la guida di Messina, ci ha portato in Europa nell’elite del basket che conta. Fino a pochi anni fa (ad eccezione del 2014) eravamo lo zimbello d’Europa , dove tutti venivano e passeggiavano, ora invece tutti ci temono. Però allo stesso tempo sono d’accordo con te che non basta, e bisogna fare un ulteriore step per portare a casa qualche trofeo che conta tra Europa e scudetto in Italia. Le grandi squadre del passato, per esempio quelle del grande Dan Peterson, vengono ricordate perché hanno vinto sia in Italia sia in Europa. Messina ha appena ricevuto il mandato per altri 2 anni, quindi alla fine della stagione 2023/2024 si tireranno le somme.

      1. Signor Men in Red mi complimento per come lei ha sintetizzato in 11 righe alla perfezione la nostra situazione attuale senza prese di posizione preconcette.In ogni modo i conti si faranno,come e’ giusto che sia,a fine stagione ed a quel punto saremo in grado di capire se rispetto al 2021 avremo fatto un passo avanti oppure indietro.
        Penso che su R.O.M.tutti amano ,ognuno a modo suo,la nostra gloriosa maglia,forse pure con aspettative irrealistiche come giustamente sottolinea il signor Iellini,a cui con garbo chiedo però cosa ci sarebbe stato di così irrealistico nel non cannare completamente la partita più importante dell’anno quando poi due giorni dopo con la metà dei giocatori abbiamo fatto una partita al limite dell’eroismo.
        I grandi allenatori delle grandi squadre si distinguono dagli altri proprio perché questo,vincono le partite che contano,e visto che l’Olimpia e’ una grande con una gloriosa storia chi ha certe responsabilità porti “ fatti e non pugnette”.Io mi aspetto a questo punto almeno una vittoria ad Istanbul e ci credo sul serio e mi incazzo come una bestia quando il nostro coach si permette di dichiarare :”troppi infortuni,serie quasi finita”.
        Che sia pretattica o no poco importa,se io in azienda mi permettessi di fare una affermazione del genere il giorno dopo come minimo sarei a chiedere il reddito di cittadinanza ;aggiungo unicamente che se una cosa del genere va bene a chi lo paga non deve per forza andare bene a tutti….
        In ultimo mi permetto un amichevole cenno di riscontro pure al signor Palmasco del quale leggo sempre con grande attenzione gli interventi molto articolati su R.O.M..Lei mi chiede sulla base di quale titolo io avanzi delle “pretese” verso staff e squadra e mi rimprovera di non capire perché solo chi capisce ama veramente ( ho sintetizzato).Non essendo interessato a rispondere alle sue offese come pure ad addentrarmi in inutili diatribe personali ( tra l’altro non sono neppure Lombardo)mi limito unicamente a farle notare che la gloria sportiva si fa solo con i titoli ;che a lei piaccia o no partite come quella di giovedì lasciano il tempo che trovano se quest’anno il piatto sarà ancora vuoto,e sono certo che nessuno tra pochi anni se ne ricorderà.Quanto all’analisi di benchmark che lei porta avanti mettendoci a confronto con lo Zalgiris mi permetto di farle notare che la stessa e’ molto poco calzante essendo le nostre e le loro aspettative ben lontane da essere minimamente coincidenti.
        Vogliamo fare una analisi seria?Forse per caso pensa che coach Laso sarà ancora in panchina se uscirà con il Maccabi e non vincerà almeno il titolo nazionale?
        Lei resti pure ad attendere i miracoli e faccia esercizio di comprensione per tutto il tempo che vuole,qui si parla di una società sportiva professionistica al massimo livello,discorsi ed attenuanti dopo quasi 3 anni di delusioni stanno a zero e come in tutte le aziende private il verdetto finale e’ l’unica cosa che conta,il resto sono solo”chiacchiere e distintivo”.

      2. A Borleeee, a parte il primo anno, nei due seguenti, Olimpia ha acquisito status e prestigio nella più importante manifestazione continentale e personalmente, da appassionato tifoso, porto a casa tanti bei momenti da ricordare. Se poi, anche quest’anno, non si porterà a casa alcun trofeo (coppa Italia a parte), fattene una ragione, oppure abbaia alla luna, altre chiacchere stanno a zero

  11. Sono d’accordo con te : il problema sono le aspettative degli appassionati, che sono spesso irrealistiche

    Di fronte alle sconfitte come dici tu danno di matto. Cioè evidenziano dei limiti come dei limiti hanno anche i giocatori ed il suo staff. Questi non vengono accettati perché si pretende e non si vede la realtà.

    Solo un esempio: in questi giorni ho letto grandi aspettative su Baldasso e sulla possibilità che martedì possa sostituire Delenay (parlo del Delenay di oggi quello a mezzo servizio). Poi ieri contro la Reggiana abbiamo visto i limiti di Baldasso contro Cinciarini. Immaginalo contro Larkin o Micic.
    Ma le aspettative ed il desiderio non tengono conto della realtà e martedì vedrai che Non scenderà in campo perché fortunatamente abbiamo un coach competente, ambizioso ma realista che conosce i suoi polli.

    Forse perderemo senza quel fenomeno di Baldasso e vedrai che qualcuno scriverà direi vomitera’ frasi contro Messina.
    Quando poi le aspettative si mischiano con l’incompetenza si leggono su questo blog cose allucinanti (non sto parlando di te).

  12. @Dopolavoro ma qui non si tratta di fare i sofisticati al contrario: “io non sono sportivo sono tifoso, scusatemi, quindi pretendo”, come dici tu con un certo snobismo rovesciato, appunto.
    Pretendi? Ma a quale titolo, scusa?
    Forse per il sentimento verso la squadra?

    Ma allora scusa, se uno ama una squadra, prima di tutto cerca di capirla, no?
    Pensa ai 18.000 di Kaunas, che continuano a presentarsi in 18.000 per le partite dello Zalgiris: pensi che pretendano, come un bauscia qualsiasi – tutto fiero di essere tifoso e non sportivo – o pensi che capiscano che i pochi mezzi di un piccolo stato da poco più di 3 milioni di abitanti, non permettano di tenersi le perle che scoprono ogni anno?
    Ogni anno devono ricominciare, ogni anno si esaltano per quella sfida e in 18.000 vanno al palazzetto, ad amare, non a pretendere. Perché il miracolo di Jasekevicius fu, appunto, un miracolo.

    Dopolavoro magari ti accorgi anche tu, se hai seguito la stagione, che Milano quest’anno è stata costruita per vincere, gestita per arrivare al finale in forma.
    Poi penso che perfino un tifoso non sportivo – sono parole tue – si accorga che i danni che abbiamo subito di recente sono fortemente debilitanti e imprevedibili.
    Fin qui abbiamo sopperito, e direi alla grande, terzi in Europa, secondi in campionato, adesso che sarebbe bello concludere vincendo, lo speriamo tutti, vedi bene che sarà molto difficile, ai limiti dell’ impossibile. Lo sappiamo tutti, anche Messina.
    Ci proveranno lo stesso, ma…

    A questo punto è difficile accettare chi pretende. Chi ama capisce, vede il lavoro fatto, spera nel miracolo, ma se non arriva si unisce ai 18.000 di Kaunas, loro come noi tifosi ma anche con un cuore.
    Noi appassionati vediamo il cammino della squadra, quelli che pretendono stanno seduti sul pino e aspettano soltanto il verdetto.
    Non resta che sperare che sul quel pino ci stiano scomodi.

  13. Però si potrebbero fare anche esempi di altre squadre, come il Barcellona, il Real Madrid o lo stesso Efes che, non dico tutti gli anni, spesso portano a casa lo scudetto o l’Eurolega, o entrambe come è accaduto all’Efes l’anno scorso. Noi negli ultimi due anni abbiamo raggiunto un tale livello che è molto più vicino a queste squadre piuttosto che allo Zalgiris, con tutto il rispetto per i loro tifosi.

    1. Barcellona e Madrid hanno alle spalle un’organizzazione – una polisportiva dai proventi calcistici – quindi le spese basket sono una goccia, e, aggiungo, una libertà di sforare il budget che è unica – e un movimento interno – vivai – che sforna campioni con le palle in continuità, in un popolo che conta meno della metà dei nostri abitanti…

      1. Certo è così, però Messina, da quando ha preso in mano Milano, in più di un intervista, ha sempre ribadito che l’obiettivo è quello.di andare per gradi, prima di tutto quello di disputare costantemente i play-off di EL per poi competere per vincere. Io direi che il primo step l’abbiamo raggiunto (l’anno scorso le F4, quest’anno i play-off con ancora la possibilità di accedere nuovamente alle F4), ora con il suo rinnovo biennale sicuramente si punta a competere per vincere (che a scanso di equivoci non significa necessariamente vincere). Poi magari succede l’imponderabile e la vinciamo quest’anno. Sto sognando, vero? Fortunatamente almeno sognare non costa nulla.

      2. Barca e Madrid hanno, più che un organizzazione alle spalle, la capacità o, per meglio dire, la possibilità (finchè glielo lasciano fare) di spalmare i debiti rifinanziati della gestione calcio sul loro pianeta basket….trattasi di concorrenza sleale, se non illegale

      3. Meno della metà dei nostri abitanti?
        Italia 60 milioni
        Spagna 48 milioni
        che ignorante…

      4. @ Adriano. Palmasco ha sbagliato? Capita a tutti per un motivo o per un altro, nessuno è perfetto, in ogni caso il concetto espresso non cambia. Cosi’ come non cambia mai il modo provocatore con cui ti poni. Che tristezza, non aspetti altro che un utente che ti sta sulle palle faccia un errore per fare la maestrina dalla penna rossa… del resto cos’altro puoi fare non avendo argomenti?

      5. Palmasco o chiunque altro, mi spieghi cosa diavolo cambia? Entri in una discussione, non fornisci alcun tipo di contributo e dai dell’ignorante al prossimo…ma ti rendi conto di quello che scrivi e di come ti approcci o no?

      6. Demarco, cosa vai vaneggiando?
        Ho solo messo in evidenza come uno che si ritiene depositario della verità assoluta non conosce una nozione che si impara alle elementari, quindi ritengo che sia un soggetto dotato di scarsa istruzione.

  14. Egregio Dopolavoro Borletti sulle aspettative ognuno ha le proprie e nessuno può contestare. Io ho imparato che avere aspettative irrealistiche non giova e rovina il fegato.
    Un altra differenza con Lei e che giovedì dopo la vittoria ero eccitato ed ho fatto fatica a dormire, mentre martedì dopo la sconfitta indecente, su questo siamo d’accordo, ero un po triste ma ho dormito benissimo.
    Come vede approcci diversi, la rabbia la tengo per cose più serie. Quindi la capisco quando esagera un po’.
    Spero apprezzi anche il tono del post e la giusta distanza da tenere. Cordialmente

  15. Signor Fab,apprezzo ed invidio la sua grande fede e la sua immutabile passione anche al di fuori delle vittorie.
    Le dico con grande simpatia che se l’Olimpia ed il vecchio Diavolo non mettono qualcosa in saccoccia quest’anno io delle grandi prove e dei bei momenti da ricordare me ne farò un baffo e per giunta con il torciglione.
    Dai tetti dei palasport di tutto il mondo scendono gli stendardi dei titoli conquistati non delle belle sconfitte,se però le va bene così, contento lei contenti tutti .Le ricordo unicamente che Milano non e’ Tortona,qui conta solo vincere.

    1. Modi diversi di vivere la propria passione, sarà la proprieta a decidere cosa conta, le mie e le tue aspettative attengono alla sfera privata di ogniuno di noi e certo, se questo è il tuo modo di intendere la sfida sportiva, sarai sempre più deluso che soddisfatto

      1. Ognuno vive il suo essere tifoso come preferisce ed è giusto così. Secondo me occorre definire se arrivare secondi sia un fallimento o solo una delusione. Se il Milan dopo 10 anni di 6/7/8 posti in campionato arriva secondo lottando sino all’ultima giornata è un fallimento? Se l’Olimpia raggiunge per due anni di fila i playoff e magari le F4 dopo anni di figuracce europee è un fallimento perché non si alza uno comunque stendardo? Per me no. Nello sport di élite la differenza fra vittoria e sconfitta spesso è molto sottile e gli investimenti non li fa solo Milano (ditelo a Scariolo). Per vincere occorre tempo e bisogna costruire. Questo è quello che Milano sta facendo. Ed io mi godo questo.

      2. Prima o poi bisognerà alzare un trofeo importante, altrimenti rimarremo una grande incompiuta.

      3. Ma questa è una analisi sul lungo periodo che va benissimo. Mentre sul day to day se io dovessi fare a cambio con la Virtus, per dire, morirei dal ridere solo per la proposta di farlo, anche se vinceranno lo scudetto anche quest’anno.

      4. Lo scudetto è il secondo trofeo per importanza dopo l’EL, a mio parere c’è poco da ridere sopratutto se lo dovesse rivincere la Virtus.

      5. Vedi che alla fine a te della stagione in sé interessa poco e l’unica cosa che conta è il finale? Altrimenti non so come fai a scambiare da spettatore questa stagione di Eurolega (e pure la Coppa Italia direi) con la stagione di Eurocup di Bologna.

      6. Io ho parlato di scudetto, non di scambiare la nostra stagione di EL con la loro di EC, perché solo uno che non capisce di basket potrebbe accettare uno scambio simile. Però se dovessero rivincere lo scudetto a me roderebbe il fegato, perché ribadisco un fatto non un opinione: lo scudetto è il secondo trofeo più importante a livello di club. Probabilmente a te basta una grande EL per essere soddisfatto a livello di tifoso, a me anche no, perché vedere i nostri competitor alzare per il secondo anno consecutivo il trofeo dello scudetto mi darebbe molto fastidio.

  16. 33 thoughts senza insulti o quasi è un record. Sarà l’effetto ritardato della Pasqua ma discutere con posizioni diverse senza eccedere fa piacere.

  17. Si può anche pretendere la vittoria di un trofeo a tutti i costi, ma mi si spieghi che senso abbia il disfattismo dopo una gara1 di playoff. Almeno si attenda il termine della serie, meglio ancora il termine della stagione…invece si spara a zero dopo una sconfitta e l’impressione che si da è quella che non si aspettasse altro. Oltretutto c’è chi magari spara a zero pure dopo una sconfitta ad ottobre…

    Sì tira in ballo Dan Peterson e quella squadra, l’ho già scritto e mi ripeto: dopo quanti anni Peterson vinse in generale il primo trofeo? Dopo quanti anni vinse nello specifico la Coppa dei Campioni? È storia dell’Olimpia, non un punto di vista personale.

  18. In tutti gli sport, come nel basket, ci sono tifosi e sostenitori. I primi tifano contro le altre squadre con comportamento antisportivo e capita di vedere questo atteggiamento anche a Milano specie tra gli ultras di cui non si sente la mancanza. I secondi, i sostenitori, sono sportivi all’americana, calorosi verso l’Olimpia e neutrali verso gli avversari. Perché “sostenere contro” è una contraddizione in termini. Si può essere sostenitori appassionati senza essere antisportivi come i tifosi. L’Olimpia ha bisogno di sostenitori e non di tifosi che, quando di parte avversa, godono della sconfitta dell’Olimpia.

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