Olimpia Milano post Efes#2, una gara che ci resterà dentro per sempre. La serie finisce qui, citando Ettore Messina, ma ieri sono arrivate le risposte che cercavamo. Che volevamo.
Siamo morti tre volte. Per Delaney. Per il Chacho. Per il +4 di Larkin. Ma siamo ancora qui: Hines stoppa Micic, Shields segna. 1-1, si va a Istanbul. Cuore.
— 𝔸𝕝𝕖𝕤𝕤𝕒𝕟𝕕𝕣𝕠 𝕄𝕒𝕘𝕘𝕚 (@AlessandroMagg4) April 21, 2022
Risulta difficile trovare le parole. Ad un certo punto senza Rodriguez, Kell, Delaney, Melli, Mitoglou, Moraschini e Datome arriva una ripresa da 40-33, arriva il rientro dal -4 a 3.13, arriva la stoppata di Kyle Hines e la giocata finale di Shavon Shields.
Lui, che lo avevamo detto, un’altra prestazione come gara-1 non l’avrebbe offerta. Lui che si è presentato in campo con un’infiammazione ad un tendine che aveva fatto temere la presenza. Lui che dopo quel jumper sulla sirena del primo tempo non si è più fermato. 21 punti, 9 per aprire la ripresa, 8/11 da 2, 8 rimbalzi, 22 di valutazione.
Lui, che è stato epilogo di quel romanzo di cui Sergio Rodriguez è stato prologo. 11 punti nel primo quarto, per dire: «signori, il canestro è là. E si può». Alla fine la scavigliata che ci fa tremare, ma che forse ha dato quell’ultima scossa a tutti.
Sono parti di un’epica, che sarà benzina per le certezze di questa squadra. Sempre che una squadra, a livello numerico, non mentale, ci sia ancora. C’è stato in fondo qualcosa da tutti, pensando alla tripla del +10 di Ricci (ma che sofferenza con Singleton), a quella di Bentil, alla risposta di Hall all’ultima fiammata di Larkin.
E poi c’è stata quella stoppata. Kyle Hines, ancora una volta, ha oscurato la vallata. Lo ha fatto con Vasilije Micic, non con il primo che passa. Che ora i medici non diano notizie troppo negative. Nella nostra mente non c’è Istanbul, ma la corsa scudetto. Questa Olimpia, merita di arrivarci ad armi pari.
Ps. Ieri il Forum è stato una bolgia, nonostante l’assenza degli ultras. Sì, si può tifare anche con la mascherina. Vi aspettiamo, è tempo di tornare in battaglia. Tutti.
Ps2. L’impresa di ieri ha uno “start” preciso. Nella contesa tra Shields e Micic ad inizio gara.

Ieri sera mi ha esaltato la gara ma soprattutto vedere la nostra panchina saltate in piedi ad ogni canestro, ad ogni recupero, ad ogni stoppata, anche chi non ha messo piede in campo. Così come Datome e Melli seduti li dietro.
Anche questi dettagli danno un valore ad una serata magica.
Vedere Bentil culo a terra oppure sgomitare a rimbalzo è un altro segnale positivo che dimostra quanto sia meraviglioso quello spogliatoio. Così come per Ricci, in difficoltà contro un vecchio volpone come Singleton ma disponibile a metterci i gomiti ed a giocare anche da 3.
Orribili, invece, due o tre rimesse, una di Bentil e 2 di Delaney. Peccato per quest’ultimo: lo scorso anno è stato un nostro punto di forza nell’intera post season.
Vincere a Istanbul, in queste condizioni è pressoché impossibile anche se l’Efes ha il suo limite nel cavalcare quasi esclusivamente gli uno vs uno dei suoi due gioiellini ed ha mostrato parecchi sbalzi di rendimento nel corso delle due gare (ma anche dell’intera stagione) ed è un peccato non essere al completo per poter sfruttare questi “vantaggi”. Giochiamocela comunque!
Quanto al campionato, ho visto la gara della Virtus in coppa: Shengehelia e soprattutto Hackett hanno portato la sicurezza giusta ed un pizzico di voglia di difendere. Se giocano in velocità sono devastanti e hanno quel furbone di Teodosic che ne inventa sempre una. Wheems e Jaithe sono una certezza, per non parlare del Beli e di Harvey. Sarebbe bellissimo affrontarli al completo: sarebbe una finale davvero di altissimo livello. Vedremo intanto, godiamoci il viaggio-premio in terra turca.
Forza Olimpia
Mi sono piaciute le parole di Messina alla fine: la serie è finita senza i giocatori infortunati a Istanbul, per vincerla ci vorrebbe un ennesimo miracolo che non si può verificare sempre. Ha ragione il Coach ad essere realista e pragmatico come sempre, ma questa squadra ci ha abituati ai miracoli più inaspettati per forza di volontà ed abnegazione che mette nel motore quando ci crede. Dunque, senza pressioni che sono deleterie, aspettiamoci che venderà comunque cara la pelle nelle prossime due partite e se dovesse tornare al Forum per giocarsi la quinta, allora si che sarà un’impresa titanica.
Aria Efes .. 4 lettere .. due partite che rimarranno x sempre impresse nella mente di noi tifosi delle Scarpette Rosse .. ambedue viste insieme al popolo biancorosso al Palattussardi e ieri al Forum .. potrò raccontarle entrambe come molti di noi .. ora dita incrociate, qualche preghiera al Dio del basket che non può portarci via così tanti giocatori .. Chacho Delaney Datome Kell Melli sono troppi .. una nota pubblico bellissimo ieri sera caldo e appassionato, ma sempre corretto .: notazione sull’arbitraggio .. la migliore la Anna ma quello sciagurato tecnico meriterebbe di aspettare fuori l’arbitro come tanti anni fa accadeva su qualche campetto di prima divisione .. forza Olimpia e buon basket a tutti.
Arbitri adeguati, secondo me, ieri sera. Qualche errore capita a tutti ma l’importante è avere un metro costante in tutta la gara.
I mancati falli a Singleton sulle fasi di rimbalzi, un tecnico mancato allo stesso Singleton per continue sceneggiate per rimarcare contatti, un tecnico a Micic e a Bryant .: il tecnico a Delaney e due falli fischiati a Shields capovolgendo il fallo .. mi hanno fatto propendere x questo mio pensiero … ripeto Anne Panther nettamente la migliore dei tre neri-arancioni .. ora speriamo di avere un arbitraggio accostabile si due avuto nelle prime due partite, anche a Istanbul .. un saluto
Questa è una SQUADRA, la potete vedere come vi pare ma questa di Ettore Messina è una SQUADRA! vi dicevo che entrando al palazzo si ha la sensazione che qualcosa di unico e magico stia per succedere, ecco la standing ovation tributata al coach dal Forum vale più di mille parole.
Quando una SQUADRA può disporre di un fuoriclasse quale il Chacho nessuna, dico nessuna impresa è impossibile. Grazie di esistere mio capitano, sei già scolpito nel mio cuore come Iellini e D’Antoni. Quando l’ho visto nello starting five ho capito che avremmo vinto.
Potremo mai ringraziare sir Kyle? è basso, vecchio ma ragazzi quando vuole indirizzare una gara è unico, le due stoppatone nel finale sono l’ennesimo marchio di fabbrica di un signore che vuole solo vincere la sua 5a EL per poi appendere le scarpe nell’armadietto.
Shavon mi ha commosso, giocare su un tendine infiammato non è facile e manco lo sapevamo, ma il principe di Danimarca è stato strepitoso su ambo il lati, quanto baby face Hall, difensivamente mostruoso (guardatevi le percentuali della coppia MIcic Larkin quando erano sotto le sue cure) capace di cambiare su tutti e di mettere la tripla giusta nel momento giusto.
E ora ad Istanbul per provarci, lo so siamo contati come uomini ma non come coraggio! e Ataman sa al di là della ostentata sicurezza di pragmatica che non sarà una passeggiata, ha capito che gara 1 l’ha persa Milano e basta, l’Efes non ha fatto nulla , 66 punti ieri, 64 gara 1.
KEEP THE FAITH
Concordo ma con un’aggiunta .. prima di Iellini .. Pieri .: insomma stiamo parlando dei top dei top .: un saluto
Ad oggi a Istambul sarà:
Baldasso – Grant
Daniels – Hall
Shields – Alviti
Ricci – Bentil
Hines – Tarczewsky – Biligha
Peccato, un cuore grande una stagione davvero fantastica, ma penalizzati da infortuni e doping, chissà fossimo finiti nella serie con Monaco! Martedì sarà vino e urla, non dico altro.
Partita folle, vinta due volte dopo gli infortuni.
Shields folle, soprattutto per come si è messo in gara da solo e anche qui due volte (dopo essere dovuto uscire dopo un terzo fallo molto discutibile nel momento di onnipotenza). Hines che inizia timidamente, gioca una partita abbastanza sotto i suoi standard fino al quarto fallo, poi piazza due stoppate di platino e soprattutto torna punto di riferimento dei compagni.
Adesso purtroppo tutti a guardare l’infermeria.
Ma nessuno parla della debacle casalinga del Barça che è stata letteralmente asfaltata dalla banda di Trinchieri?
L’ho vista a sprazzi ma per quel che poco che ho visto posso dire che il Bayern ha sfoderato una prestazione ai limiti della perfezione, su ambo i lati del campo.
Oltre a Thomas anche Obst e Rubit (secondo me) hanno giocato una gran partita.
La domanda non è quanto deve giocare il Chacho e quali partite. Tutto il blaterare di tanti sui suoi minuti, sui suoi riposi, sui suoi anni è solo rumore di fondo, chiacchiericcio inutile.
La domanda vera è: il Chacho può vincere le partite? La risposta è una sola: sì.
Punto.
Il basket è un gioco di squadra ovviamente, tranne forse per l’Efes, quindi i compagni hanno aiutato Sergio Rodriguez, Shavon Shields in particolare. Ma il Chacho le partite le sa vincere ancora!
Ma quel coraggio, quella voglia di restare in partita, quella determinazione da campioni che ha mostrato la squadra messa alle corde dagli infortuni, da dove viene?
Non vorrei esagerare, ma credo di doverlo dire io, visto che nessun altro l’ha scritto: ma la differenza tra la prestazione opaca di martedì e quella memorabile – epica scrive Alessandro – di ieri sera potrebbe essere davvero la presenza del Poz, Gianmarco Pozzecco, nel gruppo squadra, che invece purtroppo martedì non c’era, se non sbaglio.
Certo in campo ci vanno i giocatori, ma la panchina influenza lo spirito con cui ci vanno.
Messina ha vinto così tanto e con così tante squadre e campioni diversi, che di certo ha dimostrato di sapere caricare e amministrare le sue risorse; eppure la sua inflessibilità, la sua cattiveria agonistica, il suo pretendere tutto e più di tutto, a volte si possono ritorcere contro la prestazione.
Milano martedì aveva paura di sbagliare, secondo me, e quando giochi così i tiri non entrano, come non sono entrati in una partita finita a 48 miseri punti, con percentuali amatoriali – e non era certo la difesa dell’Efes.
La mia ipotesi quindi è che non c’è niente che possa caricare i giocatori nel modo giusto, come la testa di un campione che è stato in campo di recente e poi s’è seduto in panchina.
Poz complementare a Messina nel dare la carica giusta, alzare i battiti del cuore senza fare tremare la mano. Solo un ex giocatore grande campione può farlo. E non è sfuggito il dialogo costante tra Shields e Pozzecco, ormai da tante partite, da tante settimane in qua, guarda caso…
E se vuoi ci puoi leggere una critica al nostro grande Ettore, qualcuno lo farà, ma non lo è per niente.
Pozzecco su quella panchina ce l’ha messo proprio Ettore Messina, con la sua suprema intelligenza e capacità di fare la cosa giusta per la squadra.
E ricordati che in apparenza tra i due correva una rivalità non proprio simpatica, a giudicare dalla stampa che forse ci soffiava sopra.
Dunque doppiamente intelligente, come chi è in grado di rovesciare le proprie attitudini.
Un applauso grande al pubblico di Milano, che apre la partita con un’ovazione per il nostro allenatore appena reduce da una sconfitta disastrosa.
Un gesto fenomenale, bellissimo. Il sostegno quando più conta, nel momento più difficile e a scatola chiusa.
Quello che ci si aspetterebbe di leggere nei blog dedicati alla squadra, nei blog di parte, centrati sulla magnifica Olimpia Milano, e che invece a volte non si trova. Speriamo che sia una lezione.
Anch’io penso, come hanno scritto molti qui, che anche se la stagione finisse a zero titoli, perché ogni partita perdiamo un giocatore come ha detto Messina, la prestazione di ieri sera, e la cornice in cui s’è svolta, di pubblico e d’importanza della manifestazione, valgono il biglietto del nostro apprezzamento e gioia dell’avere una squadra così.
Ovvio che mi piacerebbe vincere sempre, ma godo anche nel dimostrare di poterlo fare, se le circostanze me lo permettono, e se non lo permettono, di riuscire a fare tutto quanto in mio potere. Lo spirito Olimpia è tornato e ci mancava.
Poi si vince o si perde.
E vai a sapere cosa passa nella testa di un grande giocatore che ha fretta di recuperare la forma dopo un infortunio grave e debilitante… – per dire del gran danno che ci ha fatto Mitoglu.
E ora Instambul e i miracoli che a volte riescono.
Emozionante l’applauso del pubblico alla squadra quando è uscitoil Chacho. “Dai che ce la facciamo lo stesso”, e infatti…
Trinchieri é um grande allenatore.
Spero di vederlo presto a Milano
Io no. Dopo Messina c’è già Poz, il cui ruolo ieri e’ stato fondamentale, Palmasco mi ha preceduto di un soffio.
Quando l’ho visto in panchina, ho subito pensato che era un rientro chiave
Non facciamoci illusioni per il Chacho: quando un giocatore che si è stortato la caviglia esce dal campo sorretto dai compagni significa che è un vero infortunio…..
La serie è probabilmente finita con l’infortunio di Melli, però una piccolissima fiammella di speranza arriva secondo me da un dato che la partita oscena in attacco di martedì e quella storica di squadra di ieri hanno un po’ nascosto: l’Olimpia ha tenuto l’Efes a 64 e 66 punti (77 e 71 invece in RS). Se questa è la difesa Olimpia per anche solo 2 partite su 3 delle prossime, chissà…
Io mi sto emozionando ancora. E quasi mi commuovo nel vedere quanto la mia emozione sia stata uguale a quella di tutti i tifosi e, sono certo, della squadra. Ieri al Forum è stato bellissimo. Vedere il pubblico applaudire il coach, gli infortunati Melli e Datome e la squadra tutta al loro ingresso prima della partita è stato fantastico.
Due note a margine:
ero a Desio quattro stagioni fa, contro il Pana. Ecco, se penso a quella partita, a quella squadra e la confronto con ieri sera vedo la grandezza del lavoro di Messina e lo spessore degli uomini che giocano con la nostra maglia.
dopo la sconfitta a Bologna di qualche settimana fa ho letto qualche commento in cui si dava degli INDEGNI a questi giocatori….credo che la vergogna sia senza fine per certi “tifosi”
infatti sembra siano tornati nelle fogne in cui normalmente abitano, usciranno alla prima sconfitta per vomitare il loro odio spacciato per opinioni, cosi come nella storia hanno fatto tutti i tiranni.
Semplicemente dopo una partita così si sta zitti e ci si gode la vittoria, non è serata x le polemiche ma di ammirazione x questi giocatori e questa squadra.
Finalmente si è visto chi ha i coglioni x indossare questa maglia e chi invece coglione lo è e si spera via a fine stagione. Punto.
E con gli occhi ancora lucidi (e la ciolla mega-dura) vado a rivedermi la partita.
Uomini VERI, con gli attributi e, con le spalle al muro. Ma, quando il gioco si fa duro, i DURI, iniziano a giocare. FORUM, FONDAMENTALE. Gli ultimi cinque minuti, senza un quintetto da Eurolega, contro i Campioni in carica, sono stati un CAPOLAVORO. Ed è già STORIA. Comunque vada….