Olimpia Milano vs Efes#1, 5 domande 5 | I turchi potrebbero svegliarsi ora, ma servirà continuità

Alessandro Maggi 5

Domani si parte. Olimpia Milano vs Efes alle ore 19. E allora è tempo delle 5 domande 5 di ROM per entrare in clima partita

Domani si parte. Olimpia Milano vs Efes alle ore 19. E allora è tempo delle 5 domande 5 di ROM per entrare in clima partita. In clima playoff.

Partiamo dall’infermeria. Chi saranno i 12 a disposizione di Ettore Messina domani sera?

«Mah, oggi mi giocherei Melli, Grant, Rodriguez, Tarczewski, Ricci, Hall, Delaney, Daniels, Shields, Hines e Bentil cui aggiungerei forse Alviti più di Biligha o Baldasso. Quindi sono ottimista sul pieno recupero dell’ala ex Panathinaikos, che sarà assolutamente decisiva. Parliamo subito dell’Efes: Micic e Beaubois sono rimasti a riposo ultimamente, ma direi che ci saranno».

Sarà dunque una serie non influenzata dalle assenze?

«Bè, insomma. L’Efes è partito male e ha inserito Bryant, Milano è senza Mitoglou e dovrà puntare tutto su Bentil che venne ingaggiato per sostituirlo nei tre mesi invernali, non certo in un playoff di EuroLeague o in un playoff Scudetto. Quella è un’assenza pesante, perchè alzava lo “sky line” milanese che, si sa, non è dei migliori. Ora c’è solo Tarczewski, che in fondo, come media ha fatto più piangere che ridere. A prescindere da un sistema che non vive per giocatori come lui. E poi mancherà Gigi Datome…».

Olimpia Milano con il fattore campo, Olimpia Milano favorita nella serie?

«In giro si dice: “l’Efes non ha cambiato marcia come un anno fa”. Vero. Ma occhio a dare una lettura definitiva su questa squadra. I giudizi nello sport sono sempre rischiosi, con l’Efes di più. Andiamo con ordine. Nel 2019 hanno scoperto di essere grandi. Nel 2020 di poter essere più forti. Nel 2021 di poter gestire la stagione come meglio gli pare. Oggi potrebbero semplicemente aver perfezionato quella convinzione, dandosi da fare da aprile, e non da dicembre/gennaio. Una differenza c’è: gli Anderson, i Singleton e i Simon paiono in flessione naturale, e Petrusev non ha saputo sostituire Sanli. Però, in 15 giorni, possono anche azzeccare le gare della stagione».

E allora quali saranno i punti di forza di Milano?

«Partiamo dai numeri. Record 6-4 per entrambe nelle ultime 10 di EuroLeague, turchi che segnano 9 punti in più e ne prendono 9 in meno. Milano è quindicesima per valutazione, l’Efes primo. Milano è quindicesima per punti segnati, l’Efes secondo. Milano è nona per stoppate, l’Efes quinto. Ma Milano è seconda per valutazione concessa (si parte dal dato più basso), l’Efes quindicesimo. Milano è prima per punti concessi, l’Efes diciottesimo (peggior difesa di EuroLeague). Milano è seconda per assist concessi, l’Efes diciottesimo».

Quindi?

«Numeri che possono spaventare, non in questa stagione. Non più di tanto almeno. Altro dato: l’Efes, pur segnando nove punti in più a gara dell’Olimpia, ha solo un 1.4 di vantaggio in quanto ad assist. Dunque, attacco fatto di isolamenti, con tre giocatori (Beaoubois, Larkin, Micic) che producono 43 degli 81.1 punti di squadra. Tutti esterni. L’uno contro uno con tiro dalla distanza è quel che Milano soffre, ma in una serie ci vuole una continuità che l’Efes non ha, avendo appunto solo 3 giocatori di riferimento (come ricorda l’ultimo precedente di Istanbul). Dunque, occhio agli Anderson e ai Simon (sempre parlando di esterni). Possono essere loro l’ago della bilancia, più del tris di centri. Sulla continuità Milano può scappare. Come fatto nei 4 scontri diretti di queste due stagioni. E poi ricordiamocelo, è una serie: una gara può influenzare anche tutte le altre».

5 thoughts on “Olimpia Milano vs Efes#1, 5 domande 5 | I turchi potrebbero svegliarsi ora, ma servirà continuità

  1. Non dimentichiamoci che l’Efes è giunta quinta anche grazie all’esclusione dei tre club russi.

  2. La differenza tra Olimpia ed Efes è che la prima con le russe in gioco avrebbe chiuso la regular season circa nella stessa posizione, mentre l’Efes sarebbe fuori dai playoff. I turchi fanno pretattica, ma dentro di sè lo sanno che i playoff senza la causa di forza maggiore non gli sarebbero spettati, quindi l’ipotesi espressa nell’articolo per cui l’Efes avrebbe imparato a gestire la stagione tirando solo da aprile in avanti non sta in piedi. L’Efes psicologicamente è debole, sa che è stata graziata dalla sorte, entra ai playoff senza invito o meglio la guerra gli ha fatto recapitare una wild card da campioni in carica, ma dovrebbe essere rispedita a casa dai nostri come si merita da imbucata alla festa.

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