La Visione del Guazz | Fattore campo, doping, Mitoglou, etica

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Fattore campo conquistato: terzi momentaneamente, forse secondi se girano bene gli astri, forse quarti se gli stessi girano male

Fattore campo conquistato: terzi momentaneamente, forse secondi se girano bene gli astri, forse quarti se gli stessi girano male. Il tutto, e un giorno gli scettici/incontentabili/incompetenti lo comprenderanno, senza avere per tre mesi Shavon Shields, un secondo quintetto Eurolega e – evidentemente – il go-to-guy offensivo della squadra. La prova nel quarto periodo del Principe di Danimarca è sontuosa: se nei playoff scorsi – ah, sì, Milano chiude per la seconda volta consecutiva la regular season nelle prime quattro – SS aveva fatto ciò che aveva voluto anche per un certo strapotere fisico verso il pari-ruolo avversario, oggi decide di dominare gli ultimi 10′ – 15 punti, pipa in bocca – anche in faccia al giocatore che Trinchieri – chissà quanto rimpiangerà il tecnico preso sul -3, per altro dopo il solito arbitraggio da sociopatici del trio lescano – ha fortemente voluto per avere la stazza di Shields. Ps. Sto parlando di Hilliard.

Resta il tema Mitoglou, altro assente prolungato che non avrai mai più. Perché le parole del Mio Pastore – e ciò che si sussurra intorno ai desk milanesi – paiono inequivocabili. Sono parole ferme, decise, forti. Un richiamo al giocatore e ai giocatori di non poter essere superficiali, di non poter prendere con disattenzione la propria professione, di non poter commettere il benché minimo errore. Tutti sono in attesa di capire cosa è accaduto, quale sostanza è stata assunta, e in che modo. Milano non ha ancora ricevuto il faldone che è nelle mani esclusive del solo greco. Ma che sia superficialità o dolo poco conta e poco cambia. L’etica per l’Olimpia Milano è tutto. Perché rappresenta nel mondo dello sport lo stile di una proprietà che fa dello stesso stile il proprio totem, il proprio cardine, il proprio principio assoluto. E’ il Gruppo che versa soldi agli ospedali durante la pandemia, che converte la propria produzione di vestiti alle mascherine, che versa denaro all’Ucraina e ai suoi rifugiati. Una proprietà speciale per valori, anche a costo di vincere meno di quanto avrebbe dovuto e avrebbe potuto. E per questa società vedere il proprio nome legato non a uno ma ben a due casi di doping è semplicemente inaccettabile. Senza se e senza ma. Non c’è connivenza, c’è il rifiuto totale ed assoluto. Il licenziamento mascherato di Moraschini – reo anche di non essersi circondato della migliore strategia – non sarà molto diverso dal trattamento per Mitoglou se sarà condannato. Non c’è contratto lungo e ricco che tenga. Non è mancanza di empatia verso chi si macchia di un reato, colposo o doloso; è semplicemente il dovere morale e civile di un club etico, rispettoso dei principi di lealtà e correttezza, di chi fa della propria immagine nel mondo un cruccio più importante del fine stesso dello sport. Difficile non essere d’accordo, impossibile non provarne orgoglio feroce.

13 thoughts on “La Visione del Guazz | Fattore campo, doping, Mitoglou, etica

  1. Prima ancora poi c’è il danno procurato a chi lavora con te spalla a spalla ogni giorno.
    A chi di te ha scommesso, facendo rinunce importanti.
    A chi suda in palestra e lavora duro intorno (il riferimento allo staff medico).
    E mi pare che questo x Messina sia ancora più imperdonabile di ogni danno d’immagine o obiettivo sportivo (basti pensare al pugno di Gallinari in nazionale, motivo per cui finché c’è Messina non lo vedremo qui, e lui lo sa) e mi trova d’accordo

    1. Il Gallo ha sbagliato in occasione del pugno in nazionale, ma è altrettanto sbagliato equipararlo a un caso di doping. C’è una bella differenza tra le due circostanze.

      1. ho paragonato 2 situazioni stupide su cui non fa sconti, laddove queste portano danni a tutto il gruppo, non la gravità delle due cose

  2. Dopo le parole di Messina secondo il quale a prescindere da dolo o superficialità dei singoli casi il doping è assolutamente non contemplato dalla società Olimpia, penso che anche con Mitoglou ci sarà risoluzione del contratto, e per quanto faccia male essendo Dinos un gran giocatore, io mi schiero col Coach, perché non esiste incappare in due casi di doping nella stessa stagione.

    E non esiste che un giocatore privi la squadra e i compagni del proprio apporto per una parte della stagione, in questo caso quella decisiva.
    Ci arrabbiamo quando qualcuno gioca male, cosa dovremmo dire quando qualcuno viola le regole e non gioca affatto per mesi.

    Mi dispiace per i due ragazzi ma sono per l’inflessibilità societaria.

  3. Etica?
    Per come è stato trattato Moraschini mi sembra che di etica ce ne sia davvero poca, alle vostre latitudini.

    1. Da noi chi sbaglia paga, e Moraschini, per quanto lo stimo (certamente più di Dinos), ha sbagliato.

    2. O sei una persona che lavora per o nell’Olimpia e quindi conosci l’intera vicenda nei minimi particolari, oppure giudicare come sia stato trattato Moraschini semplicemente leggendo sulla base di un comunicato composto da 20 parole mi sembra come minimo fuori luogo.
      Poi che il comunicato sia freddo sono d’accordo, che l’etica di un club comprenda il fatto di dover tenere a roster un giocatore che, seppur per superficialità, è risultato positivo ad un controllo antidoping che è quanto di peggiore ci possa essere per l’immagine societaria e del giocatore stesso, considerando inoltre anche il danno sportivo (ed economico) che la squalifica del giocatore ha causato al club, parliamone…

    3. Alludi alla rescissione consensuale? Se la compagna di Moraschini usa sostanze trasmissibili per contatto, Moraschini doveva premunirsi facendosi aiutare dalla società. Ok che è un bravo ragazzo ed era in buona fede ma in campo doping non basta. E il doping di Moraschini ha obbligato l’Olimpia a investire sul mercato per sostituire un giocatore che per superficialità ha fatto mancare il proprio contributo alla squadra pre l’intera stagione. Ti sembra etico piantare in asso i compagni? Messina ha fatto bene: contro il doping tolleranza zero, sia da superficialità personale sia da colpa. Perché lo stilista, patron, signor Armani investe oltre 30 milioni l’anno nella squadra ed è impensabile che concepisca di rovinarsi l’immagine grazie ai casi doping Olimpia, addirittura due in una stagione. Conoscendo il rigore e la professionalità che fanno capo ad Armani e sono delegati a un celebrato professionista con trascorsi in NBA come Ettore Messina. trovo Il tuo post offensivo NickZip.

    4. NickZip, se la tua latitudine, è in zona Casalecchio di Reno, non hai proprio nulla da insegnare, in quanto a etica….

  4. Vostro Onore il Guazz, lei ha già raggiunto, con ragionevole certezza, la convinzione della piena colpevolezza di Mitos, appena un giorno dopo che lui e solamente lui ha ricevuto l’incartamento accusatorio

    Appare chiaro che, come all’epoca di mani pulite ricevere l’avviso di garanzia era già condanna, oggi, l’essere trovato positivo all’antidoping è già una sentenza, alla faccia del diritto alla difesa; mi sembra che Burns, dopo aver passato le pene dell’inferno, sia stato prosciolto……..

    Dopodichè tutto giusto quando si parla dei meriti e della filosofia del gruppo Armani e del diritto di non infangare col doping il buon nome dello stesso, però e PER ORA lasciamo il beneficio del dubbio per le definizioni accanto al nome di Mitos

  5. Il problema è di immagine, bene o male adesso l’Olimpia ha due giocatori “dopati” in sei mesi. Responsabilità o meno, leggerezza o meno sono cose che fanno parlare e danno un marchio negativo. Con Burns sono tre in tre anni. E Armani ci tiene ad essere un marchio associato ad eleganza e pulizia, vedi anche l’assoluto, anche eccessivo, rispetto per le istituzioni.

    Sei un professionista, devi stare attento comunque, questo dice Ettore, prima di spalmare la crema alla fidanzata fai una telefonata allo staff medico.
    Se Mitoglu ha fatto una leggerezza dopo tutto il caso Moraachini non è tanto sveglio.

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