Riccardo Moraschini racconta la sua storia a LaGiornata Tipo.
Intervista a Riccardo Moraschini, ala della Nazionale e dell’Olimpia Milano. Il racconto del suo incubo, di una sostanza trovata nel suo corpo per contaminazione involontaria, la sentenza, il ricorso giudicato inammissibile, i tempi infiniti della burocrazia.

Non suoni a provocazione, ma io, che non ho mai troppo apprezzato l’avventura di Moraschini a Milano, dico che un posto per lui e quindi un nuovo contratto per la prossima stagione, ci può stare, confidando nel suo attaccamento ai colori sociali e alla sua voglia di riscatto
“ Tengo a precisare che la stessa Procura Nazionale Antidoping ha riconosciuto che la mia positività NON è dovuta ad un fatto intenzionale. Cioè hanno capito che non ho MAI assunto nulla volontariamente”.
Dichiarazione dì Moraschini sul proprio Instagram, a spiegazione dei fatti.
Resta il fatto che “volontariamente” o “non volontariamente” il giocatore è risultato positivo ad una sostanza considerata dopante dalla legislazione italiana sportiva, con conseguente squalifica per un anno. Vedremo a fine stagione, quando gli scadrà il contratto, la decisione della società se rinnovarlo oppure no. Anche se a me sembra più propensa per l’addio. Chiudo qui la discussione, perché non è mia intenzione far cambiare idea a chi la pensa diversamente da me.
Involontario o no, fu trovato positivo, per altro ad una sostanza nota per il precedente caso di Burns, recente.
Moraschini non mi sembrava avesse bisogno di doparsi ma, di fatto, fu trovato positivo.
È stato preso Baldasso per supplire alla sua assenza e direi che per il buon Riccardo il posto a Milano non c’è più. Ha dato tanto, grazie Riccardo, in bocca al lupo!