Riccardo Moraschini si racconta in «Un anno all’inferno»

Riccardo Moraschini racconta la sua storia a LaGiornata Tipo. Il giocatore ricostruisce la sua vicenda in un anno da incubo

Riccardo Moraschini racconta la sua storia a LaGiornata Tipo. 

Intervista a Riccardo Moraschini, ala della Nazionale e dell’Olimpia Milano. Il racconto del suo incubo, di una sostanza trovata nel suo corpo per contaminazione involontaria, la sentenza, il ricorso giudicato inammissibile, i tempi infiniti della burocrazia.

11 thoughts on “Riccardo Moraschini si racconta in «Un anno all’inferno»

  1. Non suoni a provocazione, ma io, che non ho mai troppo apprezzato l’avventura di Moraschini a Milano, dico che un posto per lui e quindi un nuovo contratto per la prossima stagione, ci può stare, confidando nel suo attaccamento ai colori sociali e alla sua voglia di riscatto

  2. Gli antichi romani dicevano “ignorantia legis non excusat” (La Legge non ammette ignoranza), e Moraschini, purtroppo per lui (e per Milano) ha utilizzato una sostanza che è considerata dopante, pertanto un farmaco che per la legislazione italiana sportiva aumenta (o forse sarebbe meglio scrivere aumenterebbe) od aiuta ad aumentare la qualità della prestazione.
    Non mi pare che, da parte della società, ci sia stata una forte presa di posizione a suo favore.

    1. A proposito di ignoranza, devi sapere che la condanna di Moraschini si basa non sull’utilizzo del prodotto, bensi dalla contaminazione dello stesso da parte di terzi, caro latinista

      1. Moraschini è risultato positivo ad un test antidoping ed è stato squalificato per un anno. Questi sono i fatti.

      2. Recentemente Messina ha fatto trapelare una versione diversa da quella del Morasca.

      3. Messina, la versione diversa, te l’ha sussurrata ad un orecchio, o sei in grado di pubblicare quel documento, dandone conto, su ROM?

      4. In un articolo di Rom, datato 14 marzo 2022, con titolo “Ettore Messina sul caso Moraschini: Non degno di un paese civile” venivano riportate le parole di Messina sul caso Moraschini, tra cui la seguente frase:”“Potrebbe aver un utilizzato una pomata”. Come ben saprai, utilizzare è diverso da contaminare. E in ogni caso non mi risulta che da parte della società ci sia stata una forte presa di posizione a tutela del giocatore.

  3. “ Tengo a precisare che la stessa Procura Nazionale Antidoping ha riconosciuto che la mia positività NON è dovuta ad un fatto intenzionale. Cioè hanno capito che non ho MAI assunto nulla volontariamente”.

    Dichiarazione dì Moraschini sul proprio Instagram, a spiegazione dei fatti.

  4. Resta il fatto che “volontariamente” o “non volontariamente” il giocatore è risultato positivo ad una sostanza considerata dopante dalla legislazione italiana sportiva, con conseguente squalifica per un anno. Vedremo a fine stagione, quando gli scadrà il contratto, la decisione della società se rinnovarlo oppure no. Anche se a me sembra più propensa per l’addio. Chiudo qui la discussione, perché non è mia intenzione far cambiare idea a chi la pensa diversamente da me.

  5. Involontario o no, fu trovato positivo, per altro ad una sostanza nota per il precedente caso di Burns, recente.
    Moraschini non mi sembrava avesse bisogno di doparsi ma, di fatto, fu trovato positivo.
    È stato preso Baldasso per supplire alla sua assenza e direi che per il buon Riccardo il posto a Milano non c’è più. Ha dato tanto, grazie Riccardo, in bocca al lupo!

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