Domani nuova drammatica riunione di EuroLeague. Intanto è fuga dalla Russia

Lunedì i club di EuroLeague si ritroveranno nuovamente per un nuovo, drammatico, confronto. E’ il secondo vertice dopo quello di venerdì

Lunedì i club di EuroLeague si ritroveranno per un nuovo, drammatico, confronto. E’ il secondo vertice dopo quello di venerdì che ha imposto ai club russi l’abbandono del territorio nazionale. ROM sarà sul pezzo per darvi tutti gli aggiornamenti LIVE.

All’ordine del giorno, in primo luogo, il tema Final Four. Da mesi la sede ufficiale, Berlino, è stata messa in discussione. La necessità è non giocare con limiti sostanziali alle affluenze dopo le porte chiuse della passata stagione. 

Quindi serviranno prospettive concrete sulla situazione pandemica in Germania, altrimenti si virerà su Belgrado, senza altri rinvii decisionali: una sede, tuttavia, che dovrebbe richiedere una modifica delle date di gioco, ora fissate tra il 27 e il 29 maggio.

Quindi, il caldissimo tema russo. La stessa Belgrado, per bocca del presidente serbo e del vicesindaco cittadino, ha dato la sua disponibilità per ospitare le gare casalinghe delle tre squadre russe. Lo Zalgiris, tuttavia, si rifiuterà di scendere in campo.

Ma queste ore portano dietro di sé costanti aggiornamenti “d’uscita” rispetto ai roster, con l’Unics, prossimo avversario di Olimpia Milano, per ora unico escluso.

Al centro del contendere ci sono il Cska Mosca, simbolo nazionale, e lo Zenit, legato al colosso energetico a partecipazione statale Gazprom.

Ieri è circolata la voce di un addio alla squadra di Dimitris Itoudis da parte di Toko Shengelia, presidente di ELPA. Tra rumors, e parziali smentite, sappiamo ora solo che l’ala georgiana ha lasciato la Russia, anche per mettere al sicuro la famiglia.

D’altro canto la Lituania, dove il sito cestistico 15min.lt ha rotto la collaborazione con EuroLeague e con club «i cui soldi sono sporchi di sangue», avrebbe richiesto a Marius Grigonis (Cska) e all’ex Olimpia Milano, Mindaugas Kuzminskas (Zenit), di lasciare le loro rispettive società.

Indubbiamente voci “influenzate”, difficile dire in che percentuale, dalla propaganda di guerra e nazionale di queste ore: l’unica certezza è l’addio di Shabazz Napier allo Zenit. Il giocatore si stava avvicinando all’esordio dopo un lungo infortunio, ma alla fine la situazione bellica lo avrebbe convinto ad abbandonare la Russia.

12 thoughts on “Domani nuova drammatica riunione di EuroLeague. Intanto è fuga dalla Russia

  1. Difficile per i giocatori rinunciare all’ingaggio. Per questo gesti come quello di Shanghelia assumono valore più elevato. Non mi sembra che Spissu o Hackett si siano pronunciati. La mia non è una critica, eh. Ho premesso che è difficile per un professionista uscire da un contratto a metà stagione, con il rischio concreto di stare fermo per l’altra metà, per giunta. Situazione difficile ed inedita.

    1. Credo che i due giocatori in questione possano vivere 6 mesi senza contratto.
      Nel caso sono disposto ad invitarli a cena tutte le sere

    2. Che non siano situazioni facili è fuori discussione. Che Hackett non possa rinunciare al contratto perché rischia di non trovare altre squadre mi sembra invece non aderente alla realtà. E comunque il problema non è Hackett ma il CSKA: le competizioni in tutto il mondo devono andare avanti e devono farlo senza Russia e russi: al di fuori di quel Paese la normalità deve essere sacrosanta (perché deve stimolare i russi a volerla, liberandosi di quel regime), in quel Paese la normalità deve cessare.

  2. Non credo che piantare tutto e venire via dalla Russia sia semplice come dirlo, dimentichiamo un’eventuale penale sul contratto ma proprio per la difficoltà materiale della cosa, tra polizia che certamente ti aspetta al varco, compagnie che non possono volare da/per la Russia, e se l’alternativa e fuggire via Cina , forse è meglio stare fermi e attendere sviluppi.

  3. Purtroppo l’Eurolega qualche problema finanziario per l’organizzazione lo ha certamente (servono almeno 40/45 mli a stagione) e continua grazie ai soldi turchi e russi che di fatto la finanziano tramite le sponsorizzazioni, rinunciare quindi alle tre squadre russe significa dover fare i conti con costi che forse permetteranno la finalizzazione di questa stagione ma certamente non della prossima, il che vorrebbe dire probabilmente la fine della competizione come la conosciamo oggi. D’altro canto penso che ci siano poche possibilità di continuare i compromessi attuali visto anche le prese di posizione dei vari governi.

    1. I soldi delle sponsorizzazioni russe è molto probabile che spariscano comunque. Gli investimenti finanziari russi all’estero prenderanno una mazzata nelle prossime settimane. Tanto vale iniziare subito a diversificare e uscirne virtuosi.

    2. Direi che quelli di cui parli, rispetto alla drammatica realtà, siano decisamente problematiche secondarie, si fotta l’Euroleague

      1. Io sono certamente d’accordo con voi idealmente, ma molte squadre tra cui anche la nostra credo la pensino diversamente avendo investito finanziariamente molto nella competizione e non prenderanno mai posizioni politiche limitative cercando di salvaguardarla a tutti i costi. Vedremo domani cosa scaturirà dalla riunione.

      2. Potrebbe essere un buon momento per guardarsi in giro e ampliare il mercato. Il campionato inglese è praticamente non esistente ma giocarsi per esempio una wildcard per una squadra di Londra con la logica dell’expansion NBA (la si aiuta a creare un roster competitivo) potrebbe aiutare. Ampliare il mondo del basket è sempre utile e la Gran Bretagna è sicuramente povera in tal senso, e in compenso quel mercato è ricchissimo (vedi partite NBA). Meno dipendenza da una specifica fonte e meglio è.

  4. Ci sono anche giocatori USA in Russia…. chissà cosa stanno vivendo. Anche per loro non deve essere facile, vista la rivalità che c’è tra le due superpotenze del dopoguerra.
    Non che gli uni siano necessariamente i buoni e gli altri i cattivi.

  5. I giocatori delle squadre russe facciano come credono, l’ importante è che EL ne sancisca l’espulsione dalla competizione

    1. Sono d’accordo con Fab. Squadre russe espulse senza se e senza ma. I russi DEVONO liberarsi dal regime dittatoriale al quale sono sottoposti da oltre cento anni

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