Olympiacos vs Olimpia Milano, 5 domande 5 | Una serata molto complicata per Melli e Hines

Si torna a parlare di EuroLeague. Domani, alle ore 20.45, Olympiacos vs Olimpia Milano. Al Pireo i biancorossi cercano la rivincita

Si torna a parlare di EuroLeague. Domani, alle ore 20.45, Olympiacos vs Olimpia Milano. Al Pireo i biancorossi cercano la rivincita dopo la batosta della gara di andata. Andiamo con le nostre 5 domande 5.

Olimpia Milano reduce dal trionfo di Pesaro in Coppa Italia. Cambia qualcosa a livello mentale?

«Moltissimo. Come tutte le volte in cui si trovano conferme. Non era il primo esame della stagione, l’Olimpia ne ha almeno uno a settimana in EuroLeague, ma era il più importante, tra il festeggiare una coppa e non farlo ci passa un mondo, che si chiama entusiasmo e consapevolezza. Guardiamo solo la reazione, contraria, che si vive in queste ore in casa Virtus. Se torniamo con la mente a settembre, alla finale di Supercoppa, pare passata un’era geologica».

Ritorna Dinos Mitoglou, Malcolm Delaney si è preso il titolo di mvp e Sergio Rodriguez è stato devastante contro Brescia. Anche il gruppo pare essere in un momento magico.

«Lo è. Due nomi. Devon Hall che domina la finale nel momento di difficoltà, Ben Bentil che si fa sentire sotto canestro tra Cain e Daum. Segnando e prendendosi falli. E poi anche Troy Daniels, che ha regalato un paio di “tornadi” dei suoi al tiro. Kaleb Tarczewski a parte, non vedo criticità di sorta, non ci sono ragazzi rimasti indietro. Il ritorno di Dinos regala poi ulteriore fisicità: lo ribadisco, questo è il roster più profondo d’Europa. Non tanto per nomi e numeri, quanto per consapevolezza».

Il ritorno di Dinos Mitoglou che impatto potrà avere? Porta davvero una complessità?

«Per lui, certamente. La squadra è andata avanti, lui dovrà recuperare il terreno perduto. Era un giocatore chiave in EuroLeague, forse il migliore in Italia. Ha una bella base di partenza insomma, e non è cosa da poco. Non so cosa attendermi al Pireo, ma in prospettiva direi che Kaleb Tarczewski esce definitivamente di scena. Sarà una squadra che giocherà a lungo senza centro, con credibilmente la composizione di due coppie: Melli-Bentil, Hines-Mitoglou, visti i centimetri del greco. Soprattutto quando, al rientro di Shields, non serviranno più “sacrifici” in ala piccola, se non da Pippo Ricci. Parlo in linea di massima, nei minuti finali si rimescolerà tutto».

E parliamo di questo Olympiacos, anche lui reduce dal successo in Coppa di Grecia.

«La Coppa di Grecia ha un valore enorme per questo club, enorme. Questi si sono fatti due anni di A2 per protesta. Tornare al primo piano, e battere il Panathinaikos è una soddisfazione infinita, anche se prevedibile prima della palla a due. I 6 punti concessi nel quarto quarto sono poi una bella conferma sul lavoro di coach Bartzokas. E occhio a Sasha Vezenkov, dominante».

Quali sono le chiavi del gioco biancorosso?

«Kostas Sloukas. Punto. Nei minuti finali, quando la palla scotta. Fa tutto lui. Si parte da lui e si finisce con lui. Poi chiaro, intorno c’è un bel meccanismo che ha saputo andare oltre i momenti di pausa del leader per conquistarsi l’attuale quarto posto. McKissic e Dorsey hanno talento, il secondo è un grande realizzatore, e sono in grado di portare palla, seppure non sempre con lucidità. Mi ha colpito molto anche la capacità di Fall di cambiare in difesa, con Hassan Martin possono certamente fare la differenza a livello difensivo, non dimenticando Quincy Acy e Jean-Charles (brutta serata per Melli e Hines in post up). Se corrono, gente come Walkup e soprattutto Vezenkov e Papanikolaou possono fare malissimo».

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