Olimpia Milano vs Virtus | Cinque domande cinque per entrare in clima partita

Alessandro Maggi

Un modo diverso di vivere la vigilia di Olimpia Milano vs Virtus: cinque domande cinque, per entrare in clima partita

Un modo diverso di vivere la vigilia di Olimpia Milano vs Virtus: cinque domande cinque, per entrare in clima partita. 

In primo luogo, visti i difficili giorni alle spalle, come siamo messi a livello di roster? Chi sta meglio?

La Virtus Bologna ha ripreso ad allenarsi a cavallo di capodanno, l’Olimpia Milano un paio di giorni prima. Ma a livello di roster, il materiale a disposizione di Sergio Scariolo pare leggermente più equilibrato. Facciamo i nomi: Belinelli, Pajola, Alibegovic, Ruzzier, Jaiteh, Weems, Teodosic, Sampson, Alexander certi per la Vu; Melli, Biligha, Chacho, Grant, Bentil, Delaney, Hines, Hall per l’Olimpia. Solo due italiani per Messina, a meno dei recuperi di Alviti e Ricci. E un buco in ala piccola su Weems, che può essere l’elemento chiave. Come sempre d’altronde. 

A livello psicologico come ci arrivano le due squadre?

Di solito, dopo un lungo stop, è abbastanza consueto divorarsi la prima gara, andando in difficoltà alla distanza. L’Olimpia ha più fame, visto lo 0-5 in corso, e molto più da perdere. Ma due giorni dopo avrà lo Zenit. Ettore Messina, si sa, non è uomo da fare calcoli: vuole vincere sempre e comunque, ma se si ritrovasse con una rotazione a 8 potrebbe anche valutare di gestire le forze con tre allenamenti “di gruppo” alle spalle.

Un derby d’Italia insolito viste le ultime settimane. Derby d’Italia sotto tono?

Sì, ma solo per Bologna eventualmente, visto che il precedente di Supercoppa è comunque virtussino. Per l’Olimpia è invece psicologicamente una gara chiave, anche perchè il mese di dicembre non è stato propriamente positivissimo. In fondo, quando si entrerà in campo ogni valutazione del caso verrà meno: nessuno, e dico nessuno, vorrà perdere.

Sergio Scariolo vs Ettore Messina: uno scontro di altissima classe, tra due filosofie diverse?

Assolutamente no. Perchè Scariolo anela al sistema difensivo di Messina. Don Sergio sa di non avere lo stesso potenziale nella propria metàcampo, e non per caso ha approvato un costante aumento di talento in attacco rispetto alle rinunce (se prendi Cordinier per Abass, non puoi di certo credere che Cordinier diventi Abass), ma ha comunque sempre “picchiato” sul gioco senza palla. Una cosa, però, è certa per domani: la Virtus cercherà di tenere alti i possessi, e le percentuali. Solo così avrà una chance. E’ uno Scariolo che si rinnega, per quella che è l’attualità. Aggiungo una cosa: a novembre sarebbe finita con un +20 milanese, vedremo domani. Il basket cambia, e si evolve, mese dopo mese. E’ questo il bello, è qui che entra in gioco il lavoro di un head coach.

Il pronostico di domani?

Per farlo dovrei avere accesso a entrambe le hospitality, e questo non è possibile. E poi diciamocelo: l’Olimpia non può prescindere da Mitoglou, Datome e Shields, così come la Virtus da Cordinier, Mannion e Hervey. E’ un derby d’Italia scremato, di cui non posso conoscere il gusto in anticipo.

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