Riccardo Moraschini squalificato per un anno: Atto non intenzionale. Non può finire così

Riccardo Moraschini, in un lungo post su Instagram, ha annunciato di essere stato condannato dal Tribunale Nazionale Antidoping

Riccardo Moraschini, in un lungo post su Instagram, ha annunciato di essere stato condannato dal Tribunale Nazionale Antidoping.

Secondo quanto appreso in questi minuti da ROM la squalifica sarebbe per un anno. Ma attendiamo sentenza, che pubblicheremo.

Stamattina ho ricevuto quella notizia che pensavo, e speravo, non arrivasse. Il TNA ha deciso di accogliere la squalifica chiesta dalla Procura.

Sono veramente dispiaciuto e incredulo per quanto sta accadendo.

Tengo a precisare che la stessa Procura Nazionale Antidoping ha riconosciuto che la mia positività NON è dovuta ad un fatto intenzionale. Cioè hanno capito che non ho MAI assunto nulla volontariamente.

Il tutto deriva da una contaminazione indiretta, ossia da contatto, con una persona che stava usando, senza che io ne fossi a conoscenza, uno spray cicatrizzante contenente la sostanza (acquistato in farmacia sotto consiglio del farmacista stesso…).

Ora aspetto di leggere le motivazioni della decisione (con i miei legali) per fare appello e fare chiarezza su questa terribile vicenda. Perché non può e non deve finire così.

Chi mi conosce sa che sono un ragazzo pulito, con dei valori e che gioca tra i professionisti da ben 15 anni, sempre seguendo le regole etiche di questo sport.

Qui c’è in ballo la mia carriera, il lavoro per cui ho fatto sacrifici enormi da quando avevo 6 anni, per il quale ho dato tutto per realizzare i miei sogni e i miei obiettivi ed arrivare fino ai massimi livelli.

C’è in ballo la Nazionale che mi sono riconquistato duramente negli anni.

C’è in ballo una parte della mia stessa vita e del mio futuro.

Quindi, finché potrò, lotterò per far valere le mie ragioni e tornare in campo il prima possibile.

Ho affrontato tante difficoltà in questo percorso e continuerò a farlo a testa alta.

Ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicino in questo difficile periodo. E chi continuerà a farlo ❤

Avanti a tutta…

30 thoughts on “Riccardo Moraschini squalificato per un anno: Atto non intenzionale. Non può finire così

  1. Ma come può essere squalificato un atleta a cui si riconosce di non essersi dopato volontariamente?!?!?!? Se si fosse dopato volontariamente quale sarebbe stata la pena, fucilazione in pubblica piazza??

    1. Spero che Olimpia sostenga tutto ciò che può essere fatto per una situazione senza logica e fuori dalla realtà. Mi sembra che siano i tempi dell’inquisizione.

  2. Tutta la mia solidarietà per una sentenza assurda e sproporzionata: ti auguro di vincere il ricorso e di ritornare protagonista per i playoff!

  3. Perché questa disparità di giudizi con Burns? Forse perché Olimpia aveva rinunciato a lui? Come può pagare un atleta una colpa mai commessa come riconosciutogli dagli stessi giudici che hanno emesso la sentenza? Forse per danneggiare tramite il giocatore la società? Adesso tra ricorsi e pastore burocratiche l’Olimpia non potrà impiegare un atleta per chissà quanto tempo ancora. Se sommato questo episodio alle dichiarazioni di Petrucci su Datome e le pressioni su Messina per allenare la nazionale già ben condotta da Sacchetti a cui il PoBo ha già detto no grazie devo dare ragione ad Andreotti ” a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina “

  4. Io sono per la radiazione dei dopati, ad esempio il primo Schwazer, quello di Londra 2012 per intenderci, perché i dopati violano le regole di etica sportiva e vanno emarginati, liberi di fare il medico e l’avvocato e altro, ma mai più di competere coi colleghi. Però nel caso di assunzione non volontaria sono per l’assoluzione, anche se è strano: della serie, se io tocco uno che usa una pomata cicatrizzante proprio nel punto in cui l’ha utilizzata, risulto positivo al doping? Non so, posso avere capito male o mi viene qualche dubbio, perché di scuse se ne sono sentite tante, dai tortellini della nonna della tennista Sara Errani, al motoclista Iannone.

    Ps. a proposito del secondo caso Schwazer, dopo aver letto il libro che consiglio “I signori del doping” di Alessandro Donati, io sono a favore dell’atleta, e nel libro il professore autore mette alla berlina con fatti oggettivi gli organismi antidoping italiani ed internazionali, con personaggi, dei quali alcuni italiani, che vanno a comporre una specie di associazione a delinquere col solo scopo d’impedire a Schwazer di tornare a correre alle Olimpiadi di Rio 2016.

    Moraschini mi sembra una bravissima persona e onestamente non vedo che vantaggio potrebbe trarre dal doping, per cui un anno di squalifica, anche se parzialmente scontata col paio di mesi di sospensione, è una sentenza importante. Delle due, o c’è la volontarietà e allora scattano giustamente i due anni (e per me la radiazione), oppure l’atleta va assolto.

    1. “Chi è accusato di doping può chiedere di essere assolto, ma chi chiede di essere assolto è dopato.”
      Applicazione del Comma 22 alle questioni di doping.

    1. Spray non pomata, il contatto può avvenire per via aerobica respirando il prodotto nebulizzato dalla persona che ti è accanto o per contatto se le goccioline di Spray vengono a contatto con la tua pelle.

  5. Prima di parlare di sentenza sproporzionata bisogna capire se la stessa rientra nella consuetudine rispetto a casi omogenei, dopodiché, se nella fattispecie l’assunzione del prodotto è da ritenersi, per convinzione degli stessi giudici involontaria, la pena prevista e comminata secondo i codici appare certamente eccessiva, tutto ciò tralasciando la solidarietà dovuta ad un bravo atleta oltre che brava persona

    Forza Ricky!!

  6. La difficoltà tra l’essere giustamente severi ma anche ragionevoli nell’affrontare ogni singolo caso sembra essersi orientata verso la durezza.
    Non do giudizi non essendo un esperto di regole che riguardano il doping e non avendo dati su questa vicenda in particolare.

    Spiace perché a naso mi sembra una persona a modo e mi spiace anche per la società. Perdere un anno per un atleta non è poco.

  7. Concordo con @Fab: prima di commentare, leggiamo la sentenza e il regolamento e vediamo come sono stati trattati casi analoghi.

    Qualsiasi sia la sentenza, spero che Riccardo torni presto a giocare.

    Non ho idea di quali possano essere le conseguenze di una squalifica simile per un giocatore sotto contratto Forse la società ha diritto di recedere.

  8. Cari amici, scusate ma da medico ho seri dubbi sulla contaminazione farmacologica da contatto interpersonale. Nel contempo, mi sento di credere al giocatore, non ci sono i presupposti per dichiarare “caso di doping”. La leggerezza con cui il tribunale emette sentenze e’ inquietante. Bisognerebbe capire cosa realmente e’ successo, sempre che lo si voglia fare

  9. @ stefano. Credo che sia il giocatore a dovere dimostrare l innocenza. Se non è in grado, giustamente viene considerato colpevole.

  10. @ale, ciao hai perfettamente centrato il problema, con le attuali normative purtroppo un atleta difficilmente riesce a dimostrare la propria innocenza o buona fede. Inutile aprire un discorso poi sul peso “sindacale” dei vari sport…

  11. Bah. Nel tennis hanno assolto anche recentemente tenniste che affermavano di aver avuto valori sballati a causa di una scopata.. (caso yastremska). Forza Ricky

  12. Mah!
    Letta così sembra talmente abnorme che mi aspetto una reazione, esistono i ricorsi, no?

    Solo la società deve e può sapere e solo la società di concerto con Moraschini si deve e si può muovere.
    Se non lo fa, allora mi preoccuperei.

  13. Abbiam conosciuto Ricky Moraschini a Brindisi, un ragazzo speciale, serio, onesto che ha lasciato una traccia indelebile nella squadra della nostra città. Sono certo che lotterà per ottenere giustizia perché crede nei valori dello sport e della sana competizione senza aggiunte di doping o quant’altro. GO AHEAD RICKY

  14. Sembra che il TNA il tribunale competente per i casi doping, non vada troppo per il sottile: al solo sentirne l’odor, esattamente come la Santa Inquisizione nei confronti di chi era in odor di eresia, subito scatta pesante la condanna, che ai tempi nostri è una sospensione, sempre meglio della tortura atta a far confessare il reo in quei tempi bui

    Insomma, quando finisci al TNA ,sembra che la sentenza sia già scritta e gli spazi per la difesa limitati, essendo l’accusa molto forte dei responsi delle analisi ed eventuali contro analisi ( che quasi sempre coincidono) : sono solo questioni di tempi ( lunghi)

  15. Moreschini ha scritto:
    “Tengo a precisare che la stessa Procura Nazionale Antidoping ha riconosciuto che la mia positività NON è dovuta ad un fatto intenzionale. Cioè hanno capito che non ho MAI assunto nulla volontariamente” infatti la stessa procura a inizio dicembre aveva concesso al giocatore il patteggiamento della condanna ad un anno non accettato.
    “Ora aspetto di leggere le motivazioni della decisione (con i miei legali) per fare appello e fare chiarezza su questa terribile vicenda.” Il Tribunale Nazionale Antidoping del Coni ha praticamente confermato la prima istanza della procura con la conferma della condanna ad un anno e probabilmente non poteva fare diversamente considerato gli atti che la stessa gli doveva avere fornito.
    Indubbiamente Moraschini potrà impugnare la sentenza e fare ricorso, tuttavia credo che i tempi per tale pratica saranno “biblici” e presumo ci siano ben poche speranze di rivederlo sul campo entro la fine di questo campionato (basta dare un’occhiata al sito del TNA per capire quanti processi e ricorsi si tengono anche per gli sportivi non professionisti).
    Chiaro che dovendo tutelare la sua immagine il ricorso è d’obbligo.

  16. Non si può non pensare male davanti a tanta durezza di un tribunale che vede solo quel che vuol vedere e dopo 3 mesi dall’apertura del caso. Credo volessero colpire Milano colpevole di fare EL. Se fosse successo a Bologna, secondo me…

    1. @biancorossodasempre: che prove hai per queste pesanti accuse? Dai, non scherziamo.
      Per fare affermazioni di questo tipo ci vogliono elementi certi. Non voglio credere a questa eventualità…

      1. Se hanno riconosciuto la non intenzionalità perché allora dare una sanzione vicina al massimo e non al minimo? Perché non hanno tenuto conto della collaborazione di giocatore e società ? Perché succede proprio pochi giorni dopo certe dichiarazioni poco amichevoli di un ex ct e di un ex giocatore? Perché un’attesa così lunga di fronte a fatti oggettivi? Perché non considerare che il giocatore di fatto ha già saltato 3 mesi di attività ? Fatte le debite proporzioni, e’ come se avessero dato la pena per omicidio volontario a chi ha commesso un fatto colposo. (Ripeto, fatte le debite proporzioni). Mi sembra un errore gravissimo, non degno di un tribunale, per questo mi chiedo se la sentenza non sia “politica”.

  17. Tutte illazioni, prive di ogni fondamento.
    Te lo dico oer esperienza: prima di commentare una qualsiasi sentenza, bisogna leggerne le motivazioni. Poi ne discuteremo.

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