Olimpia Milano post Fortitudo | Grant, Tarczewski e la grandezza di Hall-Shields

Alessandro Maggi 5

Olimpia Milano post Fortitudo che ci regala una domenica di pausa prima di un nuovo doppio turno di EuroLeague

Olimpia Milano post Fortitudo che ci regala una domenica di pausa prima di un nuovo doppio turno di EuroLeague, con annessa trasferta nella mai dimenticata Baviera. Ma torniamo al match di ieri pomeriggio. 

La partita

Approcciata non al massimo, ma giocata con serietà nei momenti chiave. Niente di più e niente di meno di quello che ci si poteva attendere alla decima partita ufficiale in un mese, prima di un doppio turno di EuroLeague, contro un avversario impossibile da scoutizzare viste le tante, e contraddittorie notizie sugli uomini a referto di Antimo Martino.

Il coach della Effe ha anche cercato di sorprendere con Groselle nei 12, senza poi utilizzarlo. Il resto, è molto semplice. Con Grant e Tarczewski la squadra è andata a -10, con il Chacho e Shields ha chiuso a +11.

Grant e Tarczewski

Jerian Grant è un buon giocatore, a differenza di Troy Daniels con una minima esperienza europea alle spalle. E’ arrivato in Olimpia come terzo play, non altro, quindi con il compito di farsi trovare pronto in campionato. E in Europa nel caso di stop a Delaney e il Chacho.

E’ giocatore da p&r, con un fisico importante da opporre in difesa. Solo, è chiamato da avere palla in mano con una squadra che cresce e prospera con altri due protagonisti nel medesimo ruolo. E’ la difficoltà riportata da Gianmarco Pozzecco ieri in conferenza stampa. E non è detto sia più semplice per qualcun altro da firmare in sua vece. 

Tuttavia, oggi come oggi Jerian Grant è caduto in una buca in cui fatica ad uscire. Questa squadra, soprattutto a livello EuroLeague ma non solo, non può permettersi due giocatori in campo contemporaneamente battezzabili da fuori. Giocatore avvisato, mezzo salvato.

Quindi il capitolo Tarczewski. Questo è un giocatore che va servito in fase dinamica in avvicinamento al ferro. Non ha post basso, non ha tiro dalla media. Ma è sempre stato questo, e sino alla stagione 2019-2020 ha saputo rendersi utilissimo in molti modi.

Tuttavia, come Jeff Brooks prima di lui, ha bisogno di trovare una dimensione in attacco per essere performante in quella che è la sua specialità, la difesa. La sensazione è essere da tempo in un vicolo cieco, senza la possibilità di tornare indietro.

Il valore di Shields e Hall

Per Shavon Shields prestazione da 11 punti in 21’ con 8 rimbalzi. Per Devon Hall sono 13 con 3/4 da 3 in 28’. L’Olimpia ha due giocatori letali, che non possono essere raccontati con i numeri, ma con una serie di clip nei momenti chiave. Perché nei momenti chiave di un match, ci sono sempre loro.

In questo, Milano, ricorda il Cska di qualche anno fa. I vari Sonny Weems, Cory Higgins, Aaron Jackson non si misuravano dai numeri, ma dalla capacità di leggere e segnare ogni gara. Il tutto al fianco di gente come Teodosic e De Colo.

5 thoughts on “Olimpia Milano post Fortitudo | Grant, Tarczewski e la grandezza di Hall-Shields

  1. Credo fermamente nel recupero di Grant e sono convinto che se evita di imitare il chacho con palleggi insistiti sul posto, non avendone le qualità, abbia solo da guadagnare il tiro ce l’ha, dovrebbe insistere con il p&r con Tarczewski e tornare a difendere come visto fare in altre gare di EL, credo dipenda dal fatto che soffre gli avversari piccoli e veloci dei quali è più lento. In EL in genere i playmaker sono più grossi e con loro Grant si trova più a suo agio

    1. Io sarei curioso di sapere e capire come vedi la partita dell’Olimpia Milano in Eurolega perché sinceramente io su 5 partite giocate non ne ho vista una positiva di Grant neanche sul piano difensivo. Veramente un mistero come tu guardi le nostre partite..

  2. Grant ha tempo per rimettersi in carreggiata, Kaleb penso semplicemente che non sia adeguato al livello di gioco che Messina a richiede … non ha fatto quel salto di solidità mentale, presenza e lettura delle situazioni in campo che probabilmente lo stesso Messina si aspettava. Ieri ridicolizzato da in classe 1997 alle prime armi … a fare il terzo centro abbiamo già il panda Biligha … non possiamo permetterci di avere un giocatore come lui … e se il cammino netto è di 10 su 10 non è un motivo per non vedere oltre … potremmo anche dire 10 su 10 nonostante Kaleb …

  3. Dedicare ancora parole al Tarc equivale a sprecarle…..Grant: inquietanti gli sguardi attoniti di impotenza del ragazzo, lui stesso si chiede molti perchè cui non sa rispondere……Mitouglu da 5 non si può vedere: inquietanti i suoi movimenti spalle a canestro…..Hall si è un po ingrippato ultimamente nelle sue incursioni al ferro, mentre il suo tiro da 3 è una certezza su cui contare…..menzione per Procida: sa stare in campo e ha mezzi atletici fuori dal comune

  4. Anch’io su Grant predico pazienza, almeno fino al termine del prossimo mese, poi si potrà dire di più. La responsabilità di surrogare Delaney è importante, vedremo come il ragazzo si comporterà sapendo che necessariamente dovrà stare in campo molto. Ahimè per Kaleb stanno scendendo i titoli di coda, e sono tristi. Uno dei suoi tanti difetti a mio avviso è nello scarso tempismo col quale salta, è sempre mezzo secondo in anticipo sull’eventuale rimbalzo al ferro del pallone e questo scarso tempismo lo penalizza non poco. Adesso abbassa meno le braccione sulla penetrazione degli avversari ma se non impari movimenti in un anno con Scola e quasi due con Hines siamo messi male… In attacco ha poco da dare, ma le rare volte che prende un rimbalzo offensivo sale a canestro con una mollezza che lo rende facile preda delle mazzata altrui. E ciò non si spiega col fisico che si ritrova bensì nella sua connaturata mancanza di cattiveria agonista. Stavro apri gli occhi e cercaci una soluzione entro dicembre

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