Adriano Vertemati, coach di Varese, protagonista su La Gazzetta dello Sport nel giorno del derby con Milano: «Giocavo a Cornaredo e mi chiesero di dare una mano come assistente. Mi piaceva, ero tagliato. Da lì Monza a 21anni seguendo il vivaio e a 23 la prima panchina da capo allenatore in B».
SU ALESSANDRO GENTILE
«È uno dei leader e il giocatore italiano di riferimento.Tra noi c’è stima reciproca e un legame nato quando lui era ragazzino. Ma sempre nel rispetto dei ruoli. Io faccio il coach e lui il giocatore»
SUL DERBY
«Quando esistono tali differenze, bisogna che la sfavorita faccia la gara perfetta e l’altra sia sotto media, quindi non dipende solo da noi. Milano è stata costruita per l’Eurolega e nessuno in Italia, nemmeno la Virtus, può vantare la stessa taglia. Ma è anche vero che la squadra impegnata in Italia non è la stessa che va in Europa. Chimica e fisionomia sono differenti e non è semplice riadattarsi. È successo anche al Bayern. Se non lo vivi non lo capisci».
