Davide Alviti: Datome era il mio idolo, Hines lo vedevo a palazzo a Veroli

Alessandro Maggi

Davide Alviti, presentato oggi nella cornice del Rosa Grand Hotel Piazza di Fontana 3, Milano. Ecco le sue parole

Davide Alviti, presentato oggi nella cornice del Rosa Grand Hotel Piazza di Fontana 3, Milano. Ecco le sue parole.

SULL’OLIMPIA MILANO

«Sono emozionato, tutt’ora. Soprattutto quando ho letto il mio nome sulla maglietta. Mi sento onorato di fare parte di questa grande società, cosa che ho percepito dal primo momento al Forum. Ancora dirlo, adesso, è un’emozione indescrivibile».

SUI SUOI OBIETTIVI

«Non mi sono mai posto obiettivi troppo importanti,  anche se sempre con la testa un po’ più in là. Ogni anno ho cercato di migliorare, di fare qualcosa in più. Ci sono stati più momenti difficili che facili, ma sono serviti. Nella vita niente è facile, noi siamo fortunati a fare un lavoro che ci piace. Quando ho ricevuto questa chiamata sono stato due o tre giorni a cercare di orientarmi, capire se era vero o meno».

SUI PARAGONI CON DATOME

«Già lo idolatravo. Io ero nel Lazio, lui era mvp con la Virtus Roma: mi fermavo a guardarlo e cercavo di emularlo. Sia in campo, che fuori. Mi è sempre piaciuto come persona. Il paragone, suo e di Messina, mi riempie di gratitudine. E sono anche una spinta per fare di più e pigiare sull’acceleratore».

SU KYLE HINES

«Entrare ogni giorno in palestra e vedere campioni che stanno facendo la storia di EuroLeague è incredibile. Da loro penso si possa prendere molto. Lo faccio di solito, figuriamoci quest’anno. Poi c’è Kyle, che qualche anno fa giocava a Veroli, vicino ad Alatri dove sono nato. E io andavo sempre a vederlo con mio padre».

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