Roberto Premier, l’Ariete di Spresiano, è per la pallacanestro sinonimo di talento e personalità. Venti e più anni a mettere la palla nel cesto, in otto stagioni di Olimpia Milano ha conquistato due Coppe dei Campioni, cinque Scudetti, una coppa Korac e due Coppe Italia.
Il 10 biancorosso di Dan Peterson è dunque il passato vincente che giudica un presente di prospettiva per il QS oggi in edicola.
Ancora nella mente le prestazioni della nazionale in Giappone?
«L’Italbasket ha dato una bella immagine di sè, soprattutto pensando al successo di Belgrado con la Serbia. Evidentemente, gli avversari pensavano di fare un sol boccone della nostra squadra, ma così non è stato. Da non ridimensionare, tuttavia, l’ottima figura a Tokyo, e la gara combattutissima con la Francia: sfida vissuta sugli episodi, che magari giocata altre nove volte sarebbe stata vinta sempre dagli azzurri. Un grande risultato».
Premier è ovviamente sinonimo di Olimpia Milano. Si riparte dalle Final Four di Colonia, ma anche dal ko in finale con la Virtus Bologna.
«Lasciatemelo dire. Gli anni scorsi o vinceva l’Olimpia, o perdeva l’Olimpia. E’ capitato quando gli scudetti sono andati a Sassari o Venezia. In questo caso tanto di cappello alla Virtus, che nei playoff ha totalmente cambiato registro rispetto a quanto visto nel corso della stagione. In attacco, ma soprattutto in difesa, dove ha ucciso ogni gara, dalla serie con Treviso, passando per la semifinale con Brindisi, arrivando soprattutto alla finale con Milano».
Si è parlato anche della stanchezza dei biancorossi dopo una stagione così lunga…
«Sicuramente sì, ma fino ad un certo punto vista la rosa a disposizione di Ettore Messina. Quasi cento le partite disputate in un anno, è vero, ma la squadra era stata costruita per quel tipo di stagione lì. Non sono partiti con sette giocatori e “vediamo come va”, ma con più di 15 per arrivare sino in fondo. Diciamolo, la Virtus ha sorpreso tutti, compresi i tifosi della Virtus Bologna».
Intanto il mercato impazza per un nuovo confronto: Nico Mannion da una parte, Nicolò Melli dall’altra.
«Mannion sicuramente ha fatto vedere in Nazionale quel che vale ad alto livello, ma resta un ragazzo chiamato all’esordio nei campionati europei, e sappiamo quanto non sia semplice. Siamo insomma in attesa di valutazione, mentre Melli è un grossissimo rinforzo per l’Olimpia Milano».
Dove ritrova l’amico Gigi Datome…
«Una coppia di qualità costruita in Nazionale, accomunata dallo spirito di squadra e di lavoro. Nicolò Melli è un colpo fondamentale per la squadra di Ettore Messina».
Così come Alessandro Gentile a Varese? Dino Meneghin dice che quella può essere la piazza ideale per lui…
«Non saprei se sia la piazza giusta o meno. Deve ripartire e dimostrare di essere un grande giocatore, soprattutto ora che pare aver risolto qualche problema cambiando agente. Speriamo che Varese lo aiuti a tornare il campione di prima».

Convinto di essere ancora un tifoso di Premier.
Come si fa a non esserlo?
Grande Roberto! Analisi lucida mai sopra le righe. La finale 20/21 è andata come è andata , meriti Virtus, demeriti Olimpia. Chiuso! Adesso c’è la giochiamo, abbiamo un Melli in ➕ nel motore e co i lunghi che aprono il campo ci aspettiamo scontille anche dai piccoli con Delaney da due a metterci la firma. Forza Olimpia. W. la coerenza del coach
Come è grosso quel “più” di Melli, spero non rimarrai deluso, perchè, certamente dove deluso sarai, è Delaney da 2, su quello accetto scommesse
Delaney se sta bene è un gran giocatore. L anno scorso era al 60%
Come sempre Premier un vero signore nel senso più stretto della parola!!
Premier ha ragione di parlare di Mannion come un esordiente. Infatti, pur avendo fatto bene in precedenza, ai giochi contro la Francia ha sciorinato percentuali disastrose al tiro. Se magari, una volta resosi conto che non era giornata, avesse iniziato a passare di più la palla staremmo a commentare altri risultati. Malgrado ciò Mannion mi sarebbe piaciuto a Milano, anche perché coach Messina ti mette in panchina abbastanza subito quando sbagli un tiro dopo l’altro e non la passi.
Hai ragione su Messina e i giovani, ma la percentuale di Mannion contro la Francia è stata tipo 1/9. Ok la personalità, ma dopo che ne sbagli 3,4,5 e vedi che hai il Gallo sempre libero sulla linea dei tre punti la passi invece di andarti a schiantare per l’ennesima volto contro il muro francese, senza contare che Sacchetti lascia giocare ma in certi casi un fermino poteva anche metterlo. Della serie, Nico, hai sbagliato 5 volte di fila, vedi un po’ di passarla. Perché va bene far crescere giovani di talento, va bene farlo in LBA, Eurocup ed Eurolega, pure in NBA nel garbage time, ma non va affatto bene farlo durante i quarti di finale dei Giochi olimpici in una partita ad eliminazione diretta, col tuo play che fa tutto da solo, entra male, o tira e sbaglia sistematicamente. Di solito il giocatore che continua a sbagliare smette di prendersi i tiri e passa. Se non lo fa perché è giovane e ancora ignorante lo prendi per un orecchio e glielo dici, dai. Questo col massimo rispetto possibile per un ragazzo che di solito gioca bene ed ha un grande avvenire. Questo errore Messina non l’avrebbe mai fatto, perché l’errore è stato di Sacchetti, non di Mannion, perché la responsabilità di certe dinamiche negative è sempre del coach.
Dipende da come il giovanotto difende e da come realizza i dettami del coach se obbedisce di possibilità ne ha altre altrimenti panca per il buon Nico come per gli altri
Forza ragazzi impegnatevi avete il diritto ed anche il rovescio di sbagliare! Ma impegnatevi diventerete tutti dei LeBron James ve lo garantisce quel fenomeno del Gaetano
Come tuo solito non riesci neanche a comprendere una metafora e poi vorresti capire di basket…
Se il coach vi lascia in campo quando fate errori a ripetizione e non difendete beninteso
Invece di scrivere cavolate senza senso perché non mi indichi un giocatore italiano che a 20 anni era già un fuoriclasse che sapeva difendere e attaccare senza fare errori? Suvvia ogni tanto cerca di essere serio..
Nessuno
Chi si avvicina di più al profilo è Pajola