Non si poteva fare diversamente. Il campionato di LBA, così, non può andare avanti. Non può partire. Ieri l’Assemblea di Legabasket ha mostrato un fronte compatto: i 16 club dicono no alla ripartenza con il 25% di limite alle affluenze a palazzo.
Quella del Governo è stata una «non proposta» dopo mesi di silenzi. Non è accettabile e i nostri club hanno detto no. Così, o a porte chiuse, non cambia niente se pensiamo ai costi di sanificazione e dei protocolli di distanziamento.
Ma i club hanno anche mostrato intelligenza, portando proposte: 100% di affluenza con «green pass». Una condizione che il Governo ha imposto a tutti noi, ma che pare non servire a niente.
Cosa ci prospetta il futuro? Probabilmente altri silenzi, sino ad agosto inoltrato, se non settembre.


Il governo se ne sbatte
Concordo
Interessa solo il calcio
Beh, insomma, ovvio che il calcio abbia maggior voce in capitolo ma se tutte le federazioni e le leghe degli sport indoor si coalizzassero e portassero avanti le proprie ragioni il Governo sarebbe obbligato a prenderle seriamente in considerazione.
Noi puoi spingere per i vaccini, introdurre il green pass e poi lasciare capienze ridotte ai minimi termini come quando vaccini e green pass non c’erano…
Tanto che il basket parte o si fermi non credo che al Governo Draghi, come in precedenza ai 2 di Conte, interessi più di tanto e lo si capisce dalla regola dell’affluenza del 25%.