Pier Bergonzi: Da Datome e Belinelli no ingiustificabile all’azzurro

Alessandro Maggi 11

Pier Bergonzi firma sul settimanale della rosea l’editoriale dal titolo: «L’impresa del basket è una lezione a chi dice no»

Pier Bergonzi, vice direttore de La Gazzetta dello Sport e direttore di Sportweek, firma sul settimanale della rosea l’editoriale dal titolo: «L’impresa del basket è una lezione a chi dice no».

Una nuova punzecchiatura per Gigi Datome e Marco Belinelli: «Sì, perché il successo dei ragazzi di Meo Sacchetti contro la Serba va sotto la voce imprese! E dà una lezione a chi non ci credeva. A chi è rimasto a casa. A chi dice no alla maglia azzurra».

E si fanno nomi e cognomi: «Sembrava una “mission impossible” complicata dai forfeit di Gallinari (giustificato) ma anche di Belinelli e Datome (due no ingiustificabili…)».

11 thoughts on “Pier Bergonzi: Da Datome e Belinelli no ingiustificabile all’azzurro

  1. Anche la Gazzetta torna su questo argomento, BASTA!
    Se non ce la facevano fisicamente e mentalmente hanno fatto bene a stare a casa….
    Giornalisti fatevi i cavoli vostri…

  2. Non conosco la posizione di Belinelli, ma Datome era reduce da una stagione record di 91 partite, e sia alle FF che nei playoff il suo minutaggio e il suo rendimento erano limitato da una borsite. Per cui l’infortunio imho giustifica, oltre a Gallo anche Datome. L’unico veramente da criticare per la rinuncia alle Olimpiadi è il tennista Sinner, tra i primi 25 giocatori al mondo, che ha detto “non vado a Tokyo per lavorare sul mio gioco”, e infatti è stato massacrato a parole tanto dal coach nazionale Barazzuti quanto dal presidente del Coni Malagò.

  3. Il signor Pier Bergonzi si è rifiutato di andare a fare la spesa con la sua signora, adducendo imprecisati impegni lavorativi ed è stato aspramente ricoverato dalla suocera.

  4. Mi sembrano questi tutti commenti di persone in primo luogo ignoranti, a partire da Petrucci. Si sa che ad essa si accompagna facilmente l’arroganza

  5. Veramente insopportabile sta cosa. Sono professionisti, superati, abbondantemente, i 30 anni avranno diritto di gestirsi come meglio credono? La leva obbligatoria è stata abolita da anni, capisco la posizione ottocentesca del presidente Petrucci che è uomo di quel secolo ma che pure ci sia qualche giornalista che gli va dietro…

  6. Livello argomentativo molto basso .sotto le scarpe. Il beli è a fine carriera ed è stanco. Cosa vuole sto egoico. Ribadiamo il fatto che poi abbia dato il ” In bocca al lupo” alla squadra. Niente di nuovo. A livello dirigenziale abbiamo dei bimbinoni. Gente invecchiata senza esperienza emozionale.

  7. Questi signori giornalisti si sono chiesti se con Datome e Belinelli al posto, chesso’, di Tonut e Fontecchio, saremmo arrivati alla qualificazione? Si sono domandati se con due “fenomeni” con difficoltà fisiche, saremmo arrivati alla qualificazione?
    Non è mai bello dire no alla Nazionale, ma parliamo di professionisti che hanno SEMPRE risposto presente alla maglia azzurra, e che devono preservarsi per il loro futuro.
    Pensiamo piuttosto all’ottimo lavoro fatto da Sacchetti, che ha valorizzato giovani per arrivare a giocarsi l’Olimpiade. Pensiamo ad un movimento che nessuno si fila, perché pochi ne parlano. Facciamo pubblicità positiva, non negativa, per la miseria!!

  8. Secondo me si inventano storie perché non hanno nulla da dire succede in estate

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