
Ettore Messina ha parlato in Israele al sito Israel Hayom, questa è la trascrizione completa. L’ex coach dell’Olimpia Milano, oggi presidente del club, ha definito l’evento «grande come sempre», analizzando una stagione che considera tra le più dure degli ultimi anni: «È stata una delle stagioni più difficili dal punto di vista dei calendari. Ci sono state 10 settimane con doppio turno e i giocatori hanno giocato anche con le nazionali. È stata una lega molto esigente, in cui è difficile mantenere continuità. Questo ha avuto un prezzo, con parecchi infortuni».
Messina ha poi sottolineato la durezza dell’EuroLeague: «Penso che l’Eurolega sia la competizione più difficile al mondo. Prima c’è una lunga regular season, poi tutto ricomincia nei playoff, e poi Final Four e due partite decidono tutta la stagione. È forse una formula crudele, ma ha molta unicità e fascino. Per il pubblico, il Final Four è qualcosa di molto speciale».
Sul primo incrocio, Olympiacos-Fenerbahce, il tecnico italiano vede equilibrio totale: «È una partita completamente aperta, e lo stesso dirò anche della seconda. È una sfida tra due squadre molto sistematiche, che lavorano con lo stesso allenatore da diversi anni. Due squadre fisiche e profonde. L’Olympiacos sembra una macchina ben oliata, mentre il Fenerbahce ha l’esperienza della vittoria della scorsa stagione». Poi il dettaglio tattico: «Il Fenerbahce gioca con la difesa sui cambi e vedremo come l’Olympiacos la affronterà: forse sarà la chiave della partita».
Su Real Madrid-Valencia, Messina parte dal peso della maglia: «È sempre diverso quando giochi contro una squadra del tuo stesso Paese. Il Real è favorito in ogni partita che gioca per il nome che porta sulla maglia. Detto questo, è una partita aperta e l’aspetto mentale conterà molto. Valencia ha stupito con la rimonta nella serie contro il Panathinaikos e ha dimostrato di non avere paura di nessuno». Su Jean Montero aggiunge: «Talento incredibile. Ogni anno sviluppa sempre di più l’equilibrio nel suo gioco e la capacità di controllare e capire la partita. Sembra che la collaborazione tra lui e coach Pedro Martinez sia eccellente».
Messina ha parlato anche delle israeliane in EuroLeague: «Prima di tutto bisogna ricordare che hanno giocato fuori casa, poi sono tornate in Israele e poi di nuovo hanno dovuto ospitare fuori da Israele». Su Oded Katash: «Ha saputo guidare la nave nonostante alti e bassi e difficoltà. Il Maccabi è migliorato continuamente e nella parte finale della stagione ha giocato buone partite. Sono felice che sia stato firmato per tre anni: è stato una leggenda del Maccabi da giocatore, ora diventerà una leggenda da allenatore». Sull’Hapoel Tel Aviv: «Prima stagione in EuroLeague e playoff raggiunti. Non si può chiedere di più. Possono essere orgogliosi di ciò che hanno fatto e vedo che non si accontentano, stanno pianificando di rafforzarsi per la prossima stagione». Su Ofer Yannay: «Non lo conosco personalmente, ma sono colpito dal suo entusiasmo e dalla sua voglia di sognare in grande».
Infine, il futuro del basket europeo e il suo. Sulla fuga dei giovani verso i college, Messina parla di «sfida più grande del basket europeo» e aggiunge: «Bisogna arrivare ad accordi o a una soluzione, perché i giovani talenti vanno verso i grandi soldi». Sul possibile ingresso NBA in Europa: «L’EuroLeague è la competizione più grande al mondo dopo i playoff NBA. Penso che sarebbe una grande cosa per il basket se ci fosse un accordo tra NBA, EuroLeague e FIBA. Il basket ha bisogno di pace e di regole chiare». E sulla possibilità di tornare in panchina: «La verità è che non è un grande piacere non allenare, ma mi era già successo dopo il Real Madrid. Uso questo tempo per riposare e studiare come fare meglio in futuro e migliorare». Poi la chiusura: «Non dipende da me. Qualcuno deve volermi. Ho piena passione per tornare ad allenare».
Mi fa troppo ridere quando parla dei giovani, dimenticandosi che lui era il primo che non li faceva giocare. Ovviamente mai nessun addetto ai lavori che glielo ricorda…