Il grande assente di queste finali scudetto è stato Luca Baraldi, ad della Virtus Bologna vittima di un brutto incidente in bicicletta. Queste alcune sue dichiarazioni al Corriere dello Sport.
SUL TITOLO
«E’ una tappa che dovevamo completare entro cinque anni, abbiamo anticipato di uno e col Covid in mezzo. Da luglio avevo detto che il difficile sarebbe stato arrivare in finale contro Milano, se ce l’avessimo fatta ci saremmo divertiti. E’ andata così. Temevo la semifinale contro Brindisi, da come abbiamo giocato ho capito che avremmo venduto cara la pelle».
SUL 4-0
«Rimarrà nella storia, siamo andati oltre ogni rosea aspettativa. Il 4-0 suona come il tiro da 4 di Danilovic, spero sia ricordato come quello».
SU MILANO
«Non parlo in casa d’altri. Non eravamo favoriti, anzi tutti ci davano per morti, sembrava dovessimo fare le comparse. So che qualche tweet che girava prima di gara1 ha caricato i nostri ragazzi, però l’Olimpia è una grande società, una grande squadra, sono stati sportivi ed eleganti. Noi saremo competitor veri nelle prossime stagioni».

Competitor veri? Si, in campo Nazionale, sicuramente. Ma, nella massima competizione continentale, una squadra che si è dimostrata inferiore al Kazan, e al Monaco, navigherebbe nei bassifondi, della parte destra della classifica.
Caro Baraldi
a Brindisi è stata tolta la finale perché la terna e la Fip aveva deciso il contrario. chiunque abbia visto la semifinale si è reso conto della disparità di trattamento arbitrale
Piangere per un’intera stagione sul campionato che a sola detta vostra vi è stato rubato l’anno scorso ha pagato
buona vacanza
Donato, conta i falli che hanno fischiato alla tua squadra in finale prima di pensare a quelli che non hanno fischiato alla Virtus in semifinale! Con i Soldi spesi da Re Giorgio per la vostra squadra avreste dovuto spazzarci via come si fa con le briciole dal tappeto …. invece, invece NO!
Bologna ha meritato! Ha sfruttato tutte le cose a proprio favore e ha vinto. Fortunata? Può darsi. Ma ha vinto e ci ha dominati in maniera brutale. Lasciamoli parlare, se lo meritano. Non era facile arrivare in finale dopo l’esonero lampo di Saha e l’eliminazione dalla coppa. Onore a loro.
Lecchiamoci le ferite e subiamo la giusta lezione, anche orale.
Vincere un campionato alla fine di una stagione lunghissima soprattutto per Milano dopo aver un anno mediocre senza titoli e averle buscate sonoramente da Kazan vuol dire aver salvato per il rotto della cuffia una stagione fallimentare
da parte di una Virtus comunque imbottita di campioni stranieri e italiani.
Se fosse successo la stessa cosa a noi il commento più benevolo sarebbe starò e va beh si il campionato si sapeva, per forza, il budget ma il resto? Niente. E giù a massacrare l’allenatore.
per me un’ottima stagione certo e’ mancata la ciliegina ma mi ritengo soddisfatto.
vedremo se Messina saprà prendere buona nota degli errori commessi soprattutto per il piano b in attacco e porrà dei rimedi nella prossima stagione e poi ne riparleremo.