Ma quali scorie post Colonia! L’Olimpia silenzia le trombette del Taliercio e vola in finale

Alessandro Maggi 12

La squadra di Ettore Messina concede a Venezia una ventina di minuti, non di più, come fosse un’ora d’aria per un carcerato in attesa della pena capitale

Le scorie di Colonia? L’umana difficoltà di riconnessione alle miserie (altrui) nazionali? Non è cosa da Milano. Non è cosa da questa Olimpia. La squadra di Ettore Messina concede a Venezia una ventina di minuti, non di più, come fosse un’ora d’aria per un carcerato in attesa della pena capitale.

Il resto è sentenza, per direttissima, come solo uno 0-3 che regala al basket italiano la finale più attesa: sarà Olimpia-Virtus, da sabato su questi schermi. Un derby d’Italia che diventa derby per il tricolore.

Al Taliercio le trombette vengono riposte. Subito da Shavon Shields, quando Venezia martella dentro con Mitchell Watt. Quindi da Kevin Punter, quando Curtis Jerrells prova a diventare il “The Shot” al contrario. E se il terzo quarto porta il volto del Chacho, 10 punti, negli ultimi 10’ LeDay e Hines chiudono il cerchio: 83-93 il finale, 0-3 nella serie. Ora la finale con la Vu di Teodosic, Belinelli e Sale Djordjevic.

IL TABELLINO DELLA GARA

Venezia vs Olimpia Milano | Questione d’approccio

Ettore Messina conferma i 12 dei playoff LBA, con Davide Moretti in vece di un Jeff Brooks uscito a pezzi dalla prima tornata di vaccinazioni. Fuori dunque Micov, Tarczewski e Roll oltre all’ala ex Sassari, non certo reduce da una gita indimenticabile a Colonia. 

Un approccio mentale lento per Olimpia Milano, non svogliato, non segnato da altre esperienze, ma certamente meno vivo di un avversario di qualità che pare essere uscito dalle gabbie dopo una settimana a pane e acqua.

Dimenticato al momento del rancio pare soprattutto Mitchell Watt, 4/4 nel primo quarto, 7/9 a fine primo tempo con 15 punti. E’ una Reyer che colpisce, prova anche ad allungare il passo, più rapida sul primo p&r, con Milano in difficoltà nel cambiare e aiutare al tempo stesso quando Watt si prende l’isolamento in post basso.

Una questione, come detto, di impatto e approccio, perchè quando i muscoli si scaldano i biancorossi iniziano a leggere le situazioni, a tenere l’avversario a distanza, a reggere il colpo senza per forza disperare quando la comfort zone offensiva fatica a palesarsi. Certo, l’1/9 di Venezia dall’arco nei primi 20’ aiuta, così come un gioco troppo individualista, che non riesce a sfruttare il vantaggio creato dal primo blocco.

Shavon Shields, che da Colonia è tornato comunque con numeri importanti, è il primo ad indicare la via con 7 dei 9 punti di avvio milanesi, Kyle Hines alza i muscoli sotto il ferro avversario con 3 rimbalzi offensivi nel secondo quarto, LeDay e Punter trovano le triple per un primo tempo di equilibrio perfetto, 21-21 dopo 10’, 35-35 dopo 20’.

Il secondo tempo | Questione di scelte, e di Chacho

Il tiro da 3 come dannazione, si diceva, per la Reyer Venezia. Ettore Messina fiuta l’aria, Milano arriva a battezzare Julyan Stone e concedere comunque qualcosa oltre l’arco, preferendo chiudere le linee di passaggio per Watt. Non è un caso il 2/16 dei padroni di casa, lo è ancor meno se si guardano i 21 punti segnati nei primi 10’, e i 20 nei successivi 16’. 

Unica spina è proprio l’ex Curtis Jerrells, con il Chacho in campo per un Delaney a tre falli per pompare il 45-56 di massimo vantaggio a 2’37’’ (8 punti per lui in cinque possessi, 10 nel quarto), e De Raffaele a cercare strade alternative, alzano la pressione difensiva con Bruno Cerella o cercando addirittura la coabitazione di Vidmar e Watt nel pitturato. 

Shields, che come Delaney pareva più dannazione che gioia nel primo tempo, si fa coinvolgere dal ritmo dei compagni, dopo 1’ di quarto quarto la Reyer è già con le spalle al muro quando la tripla dell’ex Trento segna 52-65 sul tabellone del Taliercio.

Gli equilibri sono scritti, le gerarchie pure: Milano ha preso le misure e rilancia la dura legge delle prime due sfide, difendendo con durezza e colpendo con serenità dal mid-range, con o senza Chacho, di certo con Shields, Punter e Hines.

Il vantaggio si aggiorna sino al +15 a 6.37, le palle perse Reyer si innalzano oltre la doppia cifra, le triple di Chappell, De Nicolao e Stone sono tardive soprattutto se LeDay fa quel che vuole dalle mattonelle calde. Il +17 di Hines a 4.09 è sensazione di titoli di coda, pur nel martellamento di Venezia da fuori con Daye (tripla da fantascienza con fallo di Hines) e Mazzola che concede al finale se non incertezza, quanto meno attimi di godibile pallacanestro.

Game over, i campioni d’Italia alzano bandiera bianca. Lo scudetto sarà questione altrui.

Olimpia Milano | I prossimi appuntamenti

Si torna in campo sabato per il via delle finali scudetto al Mediolanum Forum d’Assago. Con il doppio 3-0 infatti la LBA anticiperà i tempi delle Finals, da valutare dunque il nuovo calendario dell’ultimo atto.

Il calendario della finale: sabato e lunedì a Milano, mercoledì e venerdì a Bologna, poi domenica a Milano, martedì a Bologna e giovedì a Milano.

12 thoughts on “Ma quali scorie post Colonia! L’Olimpia silenzia le trombette del Taliercio e vola in finale

  1. Grande abbraccio di Brooks a De Raffaele a fine partita.

    Monumentali Hines e Punter.

    Venezia per le trombette meriterebbe la radiazione

  2. Venezia meriterebbe la radiazione per la trombette.

    Hines e Punter impressionanti.

    Grande abbraccio di Brooks a De Raffaele a fine partita

  3. Un saluto a De Nicolao che dopo il -30 in Coppa Italia aveva dichiarato che potevano battere Milano. 3-0 e a casa.

    1. De Nicolao è un farabutto: ogni suo fallo è antisportivo! E adesso sotto con l’altro: Pajola.

  4. Ottima gara, da squadra forte di testa e matura. Adesso qualche giorno di riposo e sotto a chi tocca!

  5. Ogni volta che vedo e rivedo Punter che palleggia , si arresta e tira, il cuore e la mente tornano a Colonia. Giocatore fenomenale. Il rumore del cotone accompagna la quasi totalità dei suoi tiri. Anche stasera, uno spettacolo per gli occhi. Il tiro di Colonia glielo ridarei non una, ma altre dieci, cento, mille volte……..

    1. Concordo e aggiungo cosi per curiosità che la palla sibila sfiorando la retina la cui fattura è denominata macramè

  6. Scrissi l’altro giorno che non ce li vedevo proprio il chacho e Hines a fare i remissivi al taliercio, specialmente dopo Colonia. Chi non ha ancora capito questo, non ha minimamente inquadrato questa Olimpia. Solo e sempre più applausi.

  7. Grande Alessandro ! Quanti luoghi comuni….A proposito di scorie post – Colonia, l ‘ Efes Istanbul, era talmente appagato dal trionfo in Eurolega che, al rientro in patria, ha rifilato 40 punti di scarto al Fenerbahce. A questi livelli, nella testa dei giocatori, esiste un solo obiettivo : VINCERE!

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