Ore 21. Non si parla più. Palla a due alla Lanxess Arena per Barcellona vs Olimpia Milano, seconda semifinale delle Final Four 2021. Entriamo nel vivo dell’analisi: giocatore per giocatore, chi è il più forte?
Partiamo con gli elementi del quintetto, in giornata parleremo anche di panchina e coach.
Malcolm Delaney vs Nick Calathes
Attacco – Malcolm Delaney
Una stagione complessa a livello fisico per il play di Olimpia Milano, che ha comunque prodotto quasi 4 punti di media in più rispetto al rivale.
Ovviamente, di fronte a due giocatori esperti, i numeri contano il giusto. Nick Calathes è un regista, un giocatore che vuole la palla in mano ma bravo ad innescare le azioni, più capace del rivale come passatore, più visionario nella gestione.
Dal canto suo Malcolm Delaney ha il talento. Un jumper pulito, elegante, essenziale. Una pericolosità esponenzialmente superiore dalla distanza, minor capacità di arrivo al ferro ma un range di tiro infinitamente più ampio e vario.
Non sono le prime opzioni offensive di squadra, ma certamente solo Malcolm potrebbe prendere per mano i compagni anche in fase realizzativa.
Difesa – Malcolm Delaney
Malcolm Delaney, complici anche i problemi al ginocchio, è stato equilibratore fondamentale per Olimpia Milano, e assenza pesante nei giorni dell’operazione.
Un salto di qualità importante per il giocatore, che si è calato a tutto tondo nel sistema e nella filosofia di Ettore Messina.
Nel contempo, Nick Calathes è stato assolutamente intermittente a livello difensivo in questa annata, non a caso Jasikevicius, come Pesic prima di lui, ha spesso impostato minuti con Adam Hanga in regia, uno dei più grandi interpreti nella sua metàcampo del basket europeo.
Ma Nick è uomo da gare chiave, e la carriera parla per lui, soprattutto quando di fronte arrivano i massimi talenti della competizione. Nel complesso, un difensore superiore. Non oggi.
Esperienza – Nick Calathes
Nel suo girovagare, Malcolm Delaney ha giocato una Final Four, Nick Calathes non vi prende parte da dieci anni. Entrambi, all’ultimo atto, hanno lasciato il segno. Il primo giocando una gran gara con il Cska, il secondo alzando il trofeo.
Due giocatori che hanno avuto sempre grandi responsabilità, ma solo Calathes ha conosciuto la pressione, quella vera, nei cinque anni al Panathinaikos. Lui ha dovuto trascinare i “green” al titolo nazionale, anche quando l’Olympiacos pareva destinato a prendere il largo.
Al tempo stesso, Delaney è solo alla quarta partecipazione in carriera ad EuroLeague, per quanto vissute sempre intensamente, mentre il greco è un veterano. Ai massimi livelli, l’esperienza è del play del Barcellona.
Testa – Nick Calathes
Malcolm Delaney è giocatore sicuro, conscio dei propri punti di forza, e nonostante tutto, mai come a Milano ha saputo essere parte del gruppo, pur con i gradi di leader riconosciuti dai compagni anche nei momenti di assenza.
Delaney in carriera ha dovuto scalare, da Chalon e Kiev sino alle Final Four, ottenendo il massimo sempre e comunque. Il tutto lavorando sul proprio gioco, sulla propria dimensione, e schiacciando l’interruttore nell’attimo determinante.
Nick Calathes, come detto, è uomo silenzioso, lontano dalle attenzioni di tutti. Ma il rapporto con Mike James può essere illuminante. L’attuale play dei Nets ha sempre riconosciuto il rispetto per l’ex compagno, anche quando il Panathinaikos decise di rinnovare l’altro, e non lui.
Poi, uno di fronte all’altro, Calathes ha divorato Mike James. Contro Olimpia Milano, contro il Cska. Un dominio totale dell’avversario in ogni fase di gioco. Difesa, pressione, attacco al ferro, tiro, letture. Tutto. Solo la testa permette tutto questo, solo la testa lo ha reso un vincente con il Panathinaikos.
Testa – Nick Calathes
Malcolm Delaney è giocatore sicuro, conscio dei propri punti di forza, e nonostante tutto, mai come a Milano ha saputo essere parte del gruppo, pur con i gradi di leader riconosciuti dai compagni anche nei momenti di assenza.
Delaney in carriera ha dovuto scalare, da Chalon e Kiev sino alle Final Four, ottenendo il massimo sempre e comunque. Il tutto lavorando sul proprio gioco, sulla propria dimensione, e schiacciando l’interruttore nell’attimo determinante.
Nick Calathes, come detto, è uomo silenzioso, lontano dalle attenzioni di tutti. Ma il rapporto con Mike James può essere illuminante. L’attuale play dei Nets ha sempre riconosciuto il rispetto per l’ex compagno, anche quando il Panathinaikos decise di rinnovare l’altro, e non lui.
Poi, uno di fronte all’altro, Calathes ha divorato Mike James. Contro Olimpia Milano, contro il Cska. Un dominio totale dell’avversario in ogni fase di gioco. Difesa, pressione, attacco al ferro, tiro, letture. Tutto. Solo la testa permette tutto questo, solo la testa lo ha reso un vincente con il Panathinaikos.
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Eh sì, il giorno è (finalmente) giunto!
Forza Olimpia, forza ragazzi, forza Ettore!
Devo ancora leggerlo, ma già ti faccio i complimenti Maggi, per questa idea di approfondire 5 uno contro uno