Il presidente del Cska: Sul tavolo tanti temi, dall’EuroLeague chiusa all’addio ai campionati nazionali

Alessandro Maggi 14

Nel corso di una lunga intervista concessa a matchtv.ru, il presidente del Cska Andrey Vatutin ha parlato di tanti futuri per EuroLeague

Nel corso di una lunga intervista concessa a matchtv.ru, il presidente del Cska Andrey Vatutin ha parlato di tanti futuri ipotetici per EuroLeague.

Prima alcune premesse. Il numero uno del club moscovita parla di tutti i temi sul tavolo, non di una soluzione in arrivo. In secondo luogo, una EuroLeague a 18 squadre a numero chiuso è al vaglio in vista del 2023. Terzo, la posizione di Olimpia Milano al momento è nota solo nella volontà di coinvolgere maggiormente i club nella gestione della competizione.

SU JORDI BERTOMEU

«Un voto di sfiducia? Fake news, e di queste non finirò mai di stupirmi. Internet ne è piena, Quel giorno, in pratica, la mattina avrei firmato Obradovic, a pranzo avrei decretato la fine di Bertomeu, e la sera avrei messo le mani su due star mondiali. Una giornata impegnativa… Anche in merito all’incontro “segreto” di Atene, mi viene da ridere. C’erano sette club, di quale segreto parliamo? Era un incontro consueto, dove i club hanno espresso la volontà di gestire più direttamente la competizione. Migliorare la governance, nessun complotto, nessuna rivoluzione».

SUL CAMPIONATO CHIUSO

«E’ in discussione, ma la prospettiva è più ampia. Secondo la dirigenza della competizione, e una serie di club di riferimento, la prima questione sarebbe lasciare i campionati nazionali. La stagione regolare avrà più partite, più gare playoff, non ci saranno più le forze per partecipare alle leghe nazionali, almeno fino ai playoff.

Sia chiaro, l’argomento è ampio e complesso. La partecipazione di Cska, Real Madrid o Fenerbahce alle leghe nazionali è uno stimolo di sviluppo per le rivali, perchè possono battere un grande club, fare incasso. Per questo non sarebbe bello, neanche per noi, anche se alla Megasport fai più incassi con Real Madrid o Barcellona che con avversari di livello diverso.

Sono tre gli scenari discussi, da molti anni. Lasciare i campionati nazionali, con tutte le problematiche legali connesse. Partecipare solo ai playoff nazionali, ma le altre squadre potrebbero avere qualcosa da dire. Costruire due squadre, una per EuroLeague e una per la lega nazionale, ma il budget lieviterebbe. 

Ovviamente, vi è poi anche il discorso delle nazionali. E’ chiaro che EuroLeague voglia diventare analoga a NBA, ma lì ci sono due paesi legalmente simili, qui 11 stati con 11 codici di legge differenti. Forse un giorno si troverà una soluzione, ma è difficile oggi immaginare quale».

CONTRO IL MERITO SPORTIVO

«Immaginate che la squadra “A” abbia tutto: soldi, sponsor, giocatori. Vince il campionato nazionale, entra in EuroLeague, arriva alle Final Four, ma in campionato non si ripete. E’ finita, è fuori. Alcuni sponsor non confermeranno il sostegno ad esempio, mentre magari entrerà in EuroLeague un’altra squadra che non avrà il medesimo seguito. E’ giusto? Non credo proprio. Gli interessi dei club piccoli e grandi raramente si intersecano. E’ la vita, non puoi farne una strategia comune».

SUL CAMPIONATO CHIUSO

«Prima della pandemia si percepivano 30.000 euro per ogni vittoria, 70.000 per i playoff e un milione per la vittoria nelle Final Four. Quando abbiamo vinto nel 2019 a Vitoria, abbiamo speso di più in bonus e altro. Difficile considerarla una fonte di reddito. Un campionato chiuso cambierebbe la situazione in meglio. I profitti delle gare casalinghe e gli aumenti degli introiti creerebbero maggiori prospettive per i club. Siamo propensi anche a pensare che le opportunità di mercato non siano state ancora pienamente colte».

SUL FAIR PLAY FINANZIARIO

«E’ già in corso da tempo. EuroLeague riduce metodicamente la quota di denaro dell’azionista di riferimento nel bilancio di un club. Si spingono i club a trovare fonti alternative. Al tempo stesso, non siamo d’accordo, e il mio è un eufemismo, con le metodologie di calcolo dei parametri. Come puoi trovare un quadro comune per i 11 paesi differenti? Diciamo che hai due offerte, da Barcellona e Cska. L’Europa, il clim, le frontiere aperte, meno voli per le trasferte… ovvio che scegli la Spagna. Circostanze diverse, ma requisiti identici: pensiamo solo alla vendita di maglie. Se hai una polisportiva presenti il conto totale, nessuno ti chiederà di fare la differenza tra calcio e basket. Noi non siamo parte del Cska calcio, quindi anche qui saremmo svantaggiati. Al tempo stesso, non si può negare che abbiamo l’introito più basso dalla vendita dei diritti tv».

14 thoughts on “Il presidente del Cska: Sul tavolo tanti temi, dall’EuroLeague chiusa all’addio ai campionati nazionali

  1. Temi difficili…. Un campionato chiuso non mi entusiasma molto, anche perché potrebbero comunque verificarsi casi di difficoltà economica di qualche team, come accaduto quest’anno.

    Sulla rinuncia ai campionati nazionali credo che non sia una bella cosa, na presto ci di arriverà. Staremo a vedere.

    Il fair play finanziario, invece, è un concetto sul quale insistere, che potrebbe portare anche ad un livellamento dei roster delke differenti squadre.

  2. L’attuale formula di semichiuso mi piace perché equilibra merito sportivo e capacità di sostenere finanziariamente il mondo EL. Resta il problema del numero esorbitante di partite totale e qui bisognerebbe mettere d’accordo leghe nazionali e federazioni, cosa praticamente impossibile perché ognuno vuole la sua fetta di torta. A nessuno spettatore interessa vedere a metà stagione i tornei di qualificazione al preolimpico, ma ce li dobbiamo sciroppare e portano via 2-3 settimane all’anno alle leghe nazionali e EL. Finché non si esce da questo antico retaggio, il movimento resta bloccato

  3. Intervista molto interessante, in cui sono stati affrontati molti temi.
    Sulla questione campionati nazionali, in pratica Vatutin afferma ciò che ho affermato pure io qualche settimana fa ossia che è un’opzione concreta che stanno valutando e, per quanto mi riguarda, sarà inevitabile abbandonarli. A meno che non si pensi che l’Olimpia della situazione continui a disputare 100 partite all’anno, con playoff italici con format assurdo che ostacolano la corretta preparazione della final4 e via dicendo.
    E pure lui afferma che avere 2 squadre, una per l’Europa ed una per il campionato nazionale, sarebbe insostenibile in termini di budget.

    1. Usare questa stagione come metro di giudizio del calendario non è cosa: fra covid e Olimpiadi il finale di stagione è stato compresso in un modo che è difficile da ripetere. Sarebbe bastata una settimana in più per giocare tutto con agio.

      Invece il discorso della disparità Euroleague-campionati nazionali è molto importante. Per giocare (giocare eh, non necessariamente per vincerla) l’EL devi mettere insieme una squadra dal roster molto profondo e a quel punto o diverse squadre di EL giocano lo stesso campionato nazionale, oppure lo squilibrio fra una Olimpia e il resto della truppa diventa notevole. Non significa vincere automaticamente ovviamente, ma sul lungo periodo se in Italia, Francia, Germania, ecc. una sola squadra ha budget e risorse per costruirsi una corazzata, anche il campionato nazionale ne risente.

      Rinunciare al campionato nazionale per me da tifoso sarebbe sopportabile se l’Euroleague diventasse un campionato che gioca ogni 3-4 giorni e se ampliasse il numero di squadre per includere piazze con risorse come Bologna per esempio. La lega nazionale potrebbe essere comunque occasione per Milano, Barcellona, Mosca, ecc. di schierare una società satellite con cui crescere talenti, posto che ci sia il budget. Vatutin dice che non c’è per fare due squadre di alto livello (comprensibilissimo) ma magari una partecipazione per esempio di una Urania sarebbe un buon compromesso. Potrebbe forse anche dare maggiore possibilità agli italiani di crescere e competere.

      1. Se fosse per me, da tifoso, non abbandonerei mai e poi mai il campionato italiano perchè la voglia di giocare sempre contro avversari italiani, con anche un pò di sani sfottò, c’è sempre.
        Però finchè l’Eurolega ha un format da coppa, ok, si possono sostenere entrambi gli impegni senza problemi. Nel momento in cui l’Eurolega assume un format da vero e proprio campionato, con 34 giornate di rs, con l’obiettivo di allargare il numero delle squadre partecipanti e conseguentemente aumentare il numero di partite da disputare, probabilmente puntando anche ad aumentare il numero di serie di playoff per aver maggior spettacolo, ecco che la contemporanea partecipazione ad un campionato nazionale diventa insostenibile.
        Perchè, Mr. Tate, è vero che questa stagione è stata particolare e si spera non si ripeta in futuro, ma il numero totale di partite disputate dall’Olimpia (quasi 100) si ripeterà anche nelle prossime stagioni e addirittura è destinato ad aumentare. E disputare 100 partite l’anno lo trovo assurdo: per lo spettacolo, per le condizioni fisiche dei giocatori, per i continui spostamenti/viaggi, per i costi da sostenere e via dicendo.
        Probabilmente il finale di stagione sarà un pò meno compresso, ma la sostanza non cambia più di tanto. Quello che intendo, riferendomi più che all’altro all’Olimpia, è che la Lega non mostra alcuna volontà a fare mezzo passo incontro a Milano per non rischiare di perderla, ed il format dei playoff di quest anno ne è l’esempio più lampante. E Gandini ha sottolineato 1000 volte che le altre società avrebbero invece cercato di venire incontro all’Olimpia… ma per favore…
        Per l’amor di dio, la LBA ha tutta la facoltà di restare sulla propria linea e di non interessarsi al fatto che l’Olimpia partecipi ad un campionato europeo, ma un’Olimpia che partecipa anche al campionato italiano teoricamente sarebbe un qualcosa di positivo per il campionato stesso e la Lega dovrebbe avere tutto l’interesse a non perdere Milano.

  4. Sinceramente io non ho visto alcun calo nello spettacolo o nell’agonismo. L’Olimpia potrebbe finire per giocare 90 partite, di cui una parte sicuramente poco rilevante (la Supercoppa giocata come pre-stagione di fatto e un pezzo di campionato), ma per quanto il numero faccia impressione, io non ho visto queste partite poco belle in EL perché si giocava troppo. Anzi, direi che la serie col Bayern è stata bellissima, l’apice di una stagione, non la coda stanca e spompata. E, ripeto, la questione playoff (che poi con le 3 vittorie dell’Olimpia si è già in parte ridimensionata fortunatamente) è un problema di questo anno atipico, non si può usarla per ridefinire il calendario. Peraltro come? Per me tagliare le partite di campionato andrebbe benissimo (cioè far fuori società che non riescono a stare in LBA per qualità o fondi), ma non quelle di playoff.

    1. Per me in LBA ci sono troppe squadre, e la finale di playoff al meglio delle 7 la fanno solo da noi.
      Serie a 3-5-5 sono più che sufficienti.

      1. Quindi per dire tu avresti rinunciato a vedere gara 6 e 7 di Milano-Siena? Stai trovando noiosa e ridondante la serie Venezia-Sassari? Io decisamente no, non rinuncerei a dei playoff più ricchi, anche in virtù del fatto che non vedo tutto questo problema.

      2. Boh, non è che più partite = più spettacolo o più emozioni.
        Allora facciamoli al meglio delle 9, che vuoi mettere giocare una gara9 sul 4-4 che spettacolo!
        Le serie al meglio delle 7 si concludono con squadre sfinite, una serie al meglio delle 5 è più che sufficiente, e al meglio delle 3 per i quarti (3 dei 4 quarti si sono conclusi sul 3-0).
        Un anno (o forse più) addirittura anche le semifinali erano al meglio delle 7.

      3. Continui a parlare di spettacolo che degrada e squadre sfinite, ma non è vero, è innegabile che la serie col Bayern è stata bellissima, non un confronto fra squadre spompate. È innegabile che quello scudetto arrivato a gara-7 è arrivato dopo una serie di finale molto bella, non fra squadre senza più nulla da dire. La tua è una soluzione in cerca di un problema, peraltro basandosi su un anno col calendario ultracompresso e che comunque sta producendo spettacolo.

      4. Per me giocare 7 partite, una ogni 2 giorni, alla lunga la stanchezza la fa da padrona, soprattutto per chi non ha roster lunghissimi.
        Quando abbiamo il doppio turno di Eurolega spesso la seconda partita è all’insegna della stanchezza, ed è solamente un doppio turno; giocare 7 partite di fila, una ogni due giorni, è inevitabile che più la serie si allunghi più i giocatori siano stanchi. Poi la serie potrà essere ugualmente appassionante, ma parimenti è appassionante una serie a 5 gare, o anche una a 3. Non è l’aggiungere partite ad una serie che rende la serie stessa appassionante, semmai è l’equilibrio tra le 2 squadre avversarie, la qualità dei giocatori in campo.
        La serie con il Bayern è stata bellissima ed era al meglio delle 5, non c’è stato bisogno che fosse al meglio delle 7.
        Per me un format di playoff italici con serie al meglio delle 3-5-5 partite è il format migliore.

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