Sergio Rodriguez, o sua maestà “El Chacho”, protagonista su La Stampa. Ecco alcune sue dichiarazioni a Matteo De Santis.
SUI CAMBIAMENTI DI QUESTA OLIMPIA
«La differenza più evidente è che adesso coach Messina è qui da due anni, ma molti giocatori sono gli stessi, conoscono il suo metodo e il lavoro che ci aspetta ogni giorno. Abbiamo voglia di lavorare insieme e la squadra non ha solo talento ma anche esperienza ed elementi vincenti».
SUL MOMENTO CHIAVE
«A Madrid eravamo felici, dopo aver vinto con il Real, e il maltempo ci ha costretto a rimanere in hotel, facendo una cena lunghissima. Ho fatto in modo che ci venisse servito, senza esagerare, del buon vino spagnolo e ci siamo aperti. Avevamo trascorso già tanto tempo assieme, ma la situazione ci ha dato modo di parlare di più, anche non di basket. Mi sono accorto che eravamo entrati in sintonia. Ci hanno aiutato, nelle difficoltà capita di conoscersi meglio e il processo agevola la costruzione di una buona chimica».
SU OLIMPIA MILANO
«E’ uno dei primi quattro posti in cui giocare, soprattutto per come stiamo costruendo per il futuro e per l’attenzione del club nei confronti delle esigenze dei giocatori».

In quanto persona humile, ha omesso di dire che a tavola ha anche spezzato il pane😁😁😁
avete appena letto la differenza che passa fra un campione ed un leader. Poi è spagnolo, cioè latino, e questo aiuta.
E, ed è il caso del Chacho, ne fa la sintesi
Essendo di natura humile, ha omesso di dire che nell’occasione ha anche spezzato il pane. 😁😁😁 Ieri dimostrazione di onnipotenza a 360 gradi.