Dan Peterson: Le squadre con i grandi pivot sono quelle da battere

Splendida intervista di Valerio Bianchini a Dan Peterson su La Gazzetta dello Sport. Il coach festeggerà 85 anni sabato

Splendida intervista di Valerio Bianchini a Dan Peterson su La Gazzetta dello Sport. Il coach festeggerà 85 anni sabato. Ecco alcuni passaggi.

SUL CROLLO DEL PALAZZONE

«È stato uno shock. Ma il club, il presidente Gianmario Gabetti, il patron Cav. Giovanni Gabetti, il g.m. Toni Cappellari, non hanno perso tempo nel tornare al Palalido. Poi, nella stagione 1986-87 abbiamo aperto il PalaTrussardi. Milano è stata grande anche in questo».

SULLA 1-3-1

«Le cose basilari non cambiano. Se non sputi sangue, non vinci. Amen. Poi la 1-3-1 è sempre valida per cambiare la partita. Fai vedere un’altra faccia all’avversario e lui deve cambiare ritmo, schema, schieramento. Deve riconoscere la situazione. Non è una cosa facile».

SUI PLAY

«Dammi un Marzorati o un D’Antoni oggi e spacco il mondo! Guarda Milano con Sergio Rodriguez. Guarda la Virtus con Milos Teodosic. Sono geniali. Sanno giocare e sanno far giocare gli altri. Trasmettono fiducia e sicurezza ai compagni e ai loro allenatori. Ho basato tutta la mia carriera sul playmaker».

SU DINO MENEGHIN

«Datemi Dino Meneghin anche oggi. Il basket ha sempre il canestro attaccato 3.05 metri sopra il parquet. Quindi, l’altezza è sempre un fattore. Guardate l’Eurolega. Le squadre con i grandi pivot sono le squadre da battere».

11 thoughts on “Dan Peterson: Le squadre con i grandi pivot sono quelle da battere

  1. Analisi semplice ma impeccabile , anche secondo me il grande play e il grande centro (altezza conta ma fino ad un certo punto) fanno la vera differenza.

  2. “Le squadre con i grandi pivot sono quelle da battere”, chissà dove voleva andare a parare (e così Gamba). Ma alcuni quine sanno di più. (le pecore del grande pastore :-)).
    Ci vuole anche poca dignità per definire uno “il suo pastore”, mai fatto nella mia vita.

  3. L’uso sapiente della zona, un grande play e un grande pivot ( e non è una questione di statura ), con un allenatore pastore di anime che non ha uguali in Europa sono le basi della grandezza. Olimpia possiede tutto questo deve solo imparare a “sputare sangue”

  4. @orlandoilrosso Svegliarsi! Da Basket Universo e oramai da molte fonti “Tarczewski bocciato, ora Milano sotto canestro vuole un top player”. Il Messia ha buttato via ancora soldi per un triennale a Tarcoso durato 3/4 mesi di pena assoluta.
    Serie A

    News
    2 Gennaio 2021Lascia Un CommentoSu Tarczewski Bocciato, Ora Milano Sotto Canestro Vuole Un Top Player

    Il dominio a rimbalzo d’attacco del CSKA Mosca nell’ultima partita di EuroLega è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Con la sconfitta in overtime contro la corazzata russa la dirigenza dell’Olimpia Milano si è convinta di una cosa: l’unica differenza con le primissime squadre del Vecchio Continente è un centro di un certo tipo.

    L’identikit è presto tracciato: un giocatore con più centimetri di Hines ma più rapido e con un tiro dalla media migliore rispetto a quello di Tarczewski. La prova al cospetto di Milutinov è stata l’ultima bocciatura, quella definitiva, per il centro americano: l’Armani ha bisogno di un giocatore di livello più alto per puntare alle Final Four.

    Ecco, allora, che si è scatenato il toto-nome, a partire da Jan Vesely. Il lungo della Repubblica Ceca avrebbe avuto qualche dissapore con il Fenerbahce ma è destinato a restare un sogno proibito: ci sono ostacoli insormontabili come lo stipendio elevato e il corposissimo buyout che i turchi chiederebbero per liberarlo dal triennale firmato in estate. Così come appare difficilmente raggiungibile, al momento, Vincent Poirier: il francese ai Philadelphia 76ers è chiuso da mostri sacri come Embiid e Howard ma sembra impossibile convincerlo a lasciare la NBA a stagione appena cominciata. Il suo potrebbe essere un nome abbordabile più avanti ma l’Olimpia vuole chiudere al più presto, per evitare di perdere altre occasioni preziose in ottica griglia playoff. C’è stato anche un sondaggio per Gustavo Ayon ma sembra che sia stato più che altro il messicano a proporsi: il suo profilo comunque non convince, viste le prestazioni in calando delle ultime stagioni e i 35 anni sul groppone.

    Il vero obiettivo dell’Olimpia, quello più concreto, dovrebbe essere Dewayne Dedmon: tutt’altro che un ripiego. Dal 2013 in NBA con ruoli tutt’altro che marginali, comprese un paio di stagioni con oltre 10 punti di media, l’ex Atlanta è free agent dopo la trade che l’ha portato a Detroit qualche settimana fa e il successivo taglio da parte dei Pistons. Per lui si tratterebbe la prima esperienza in Europa ma a 31 anni sarebbe di certo in grado di portare all’Olimpia quell’atletismo e quei centimetri che servono su entrambe le metà campo. Operazione non facile e neanche a buon mercato per quello che sarebbe uno “straniero di Coppa” ma ormai Messina, Stravroupolos e Re Giorgio Armani si sono convinti che manca un solo tassello per potersi sedere al tavolo che conta e faranno di tutto per inserirlo.

  5. PSGIV: Non sempre le pecorelle sono smarrite e hanno bisogno di essere ricondotte al branco, ma altri che hanno perso la fede e si dimostrano caproni testardi, magari si.

  6. PPSGIV se arrivasse uno buono come già scritto non sarei di certo ostile, anzi! Ma deve essere buono davvero, staremo a vedere…..

  7. In prima analisi per sostituire tarcoso basta (e avanza) anche un simil Bilan. Poi tra Dewayne Dedmon e Tarcoso il confronto non comincia nemmeno. Uno è un pallavolista (lo dico da anni e finalmente lo hanno capito) il secondo è un giocatore completo, tecnico e potente.

  8. A proposito del centro o pivot come era uso chiamarli a quell’epoca non è questione di altezza, ma è anche questione di altezza perchè voglio ricordare che a quel tempo il pivot mediamente era 2,05 che è l’altezza di Meneghin; oggi l’altezza media di un centro di un top team di EL è 5-8-10 cm in più e anche questo conta, atipici(Hines) a parte, ma quelle sono eccezioni

  9. Kaleb con un altro centro sarebbe un vero lusso ma anche un fattore importante. Se ci fossero i soldi dovrebbe essere l’obiettivo.

  10. Tenere Tarczewsky sembra, ad oggi, un errore, ma un errore che in tanti avrebbero fatto dopo le ultime due stagioni.
    Continuo a leggere di innesti, nuovi arrivi: non e’ anche questo un modo per buttare i soldi? Forse e’ intellettualmente piu’ onesto rivedere le cose, magari cambiare un po’ il modo di giocare, per sfruttare al meglio le caratteristiche di Kaleb. Questo dovrebbe fare un buon coach, un buono staff.
    Bilan in Eurolega se lo mangiano. Sa giocare spalle s canestri ma manca di atletismo e difende cosi’ cosi’. Un po’ com Happ. E’ solo ilio parere, ovviamente.

  11. Concordo con DiMe, a maggio facevamo tutti il tifo per la conferma di Kaleb, non è onesto buttarlo a mare dopo mezza stagione negativa. Forse è opportuno che lo staff tecnico si chieda se si stanno sfruttando opportunamente le caratteristiche fisiche del nostro 15, Delaney fa un gioco di penetra e scarica che si addice di più ad altri. Kaleb forse va meglio con Rodriguez che lo conosce e lo serve meglio. E alla prossima pigiata di Kaleb, tutti in piedi anche se dal divano!

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