Speciale RealOlimpiaMilano | Meo Sacchetti, un rivale nazionale

Meo Sacchetti non sarà mai un rivale come gli altri. Viaggio nella storia, dal «Pianigiani non piangere» alla conferenza soffiata a Messina

E’ il terzo confronto in carriera tra Ettore Messina e Meo Sacchetti, ovvero il passato e il presente della Nazionale, per una successione che fu auspicata proprio dall’attuale presidente biancorosso.

Precedenti che dicono 1-1, ma Meo Sacchetti rappresenta per l’Olimpia Milano ricordi cupi, peraltro addensati nel biennio 2014-2015.

Meo Sacchetti | Cupi ricordi

7 febbraio 2014, Mediolanum Forum d’Assago. La squadra di Luca Banchi è già lanciatissima in Europa e in campionato dopo l’arrivo di Daniel Hackett, ma nel primo turno delle Final Eight arriva la sconfitta per 80-82 proprio per mano della Dinamo Sassari.

Il labiale di Alessandro Gentile, al tiro della disperazione mancato, è emblematico «ecco, è andata». La Sassari dei cugini Diener trionferà in finale con Siena, per l’Olimpia, dopo lo scontro con la tifoseria, nascerà quel «terrore da vittoria» che complicherà non poco l’ultimo atto scudetto con i toscani.

Nei playoff Banchi ritrova Sacchetti in semifinale. Gara-1 da leggenda, gara-2 con le 6 triple sassaresi nel terzo quarto, quindi il doppio successo in Sardegna che indirizzerà la serie. Milano manca il match point al Forum, ma esulterà a Sassari, mentre, stranezze al potere, il pubblico di casa inneggerà a Siena per il trionfo finale.

Non sarà così, ma Meo Sacchetti ha in serbo altre sorprese, ben peggiori. Il 5 ottobre 2014, al PalaSerradimigni, nonostante i 26 punti di Marshon Brooks, la Dinamo si prende la Supercoppa con 25 di Jerome Dyson.

Il 22 febbraio, a Desio, in Coppa Italia, medesimo epilogo: il Banco vince 101-94 con 27 di Dyson, 25 di Logan e 20 di Sanders. Per L’Olimpia 21 di Joe Ragland e 18 di MarShon Brooks.

Quindi le strane semifinali playoff. Il 6 giugno 2015, al Mediolanum Forum, poco prima della fine del primo tempo la squadra di Luca Banchi è sotto di 16 con gli ospiti 3-1 nella serie. Con 30 punti nel quarto quarto arriva il ribaltamento, e a Sassari il 67-74 finale vale il 3-3.

A prescindere da quel che dice la storia, Luca Banchi ha la serie in mano, ma rotazioni cortissime. I biancorossi scappano con il talento, la Dinamo resta in gioco con la superiorità a rimbalzo, a 9.57’’ è 75-72.

Nicolò Melli incassa un fallo in attacco di Jerome Dyson e resta tramortito, ma per il trio Mattioli-Chiari-Bartoli l’infrazione è dell’attuale ala dei Pelicans. Dyson mette il primo libero, sbaglia il secondo, due rimbalzi offensivi sono sassaresi e Rakim Sanders impatta.

«Ero convito di aver segnato il canestro della vittoria» racconterà l’ala USA, ma è overtime. Il resto è amara storia. Intervistato in campo dalla RAI Meo Sacchetti si lamenterà della sportività biancorossa «che non ci permette di festeggiare», mentre alle sue spalle i suoi giocatori saltano di gioia serenamente in campo con mogli e bambini.

Il 21 novembre 2015, poco più di cinque mesi dopo, Stefano Sardara lo caccia. 

In tutto Meo Sacchetti ha vinto 13 delle sue 43 gare contro l’Olimpia Milano. Nel 2016-2017, con Brindisi, il record è 1-1, quindi a Cremona si parte con lo 0-2 del 2017-2018, che diventa 1-1 in quella successiva come nel 2019-2020, dove tuttavia arriva il facile successo milanese alle Final Eight di Pesaro (86-62).

Meo Sacchetti e l’Olimpia Milano | Il Blob

«Stai già iniziando a piangere. Ne hai nominate dieci, meno male che hai dimenticato Cremona… La verità Simone è che hai la squadra più forte e sei il favorito. Poi c’è chi proverà a batterti, come è riuscito a Sassari e Venezia negli ultimi anni, ma il favorito sei tu»

25 settembre 2017, presentazione Legabasket

«Io qualche volta ho vinto in quel palazzetto. Ci proveremo anche questa volta. La differenza di valori non la possiamo nascondere. Noi dovremo avere il nostro spirito da battaglia e poi vedremo come andrà la partita»

Finirà 76-75, con Cremona a mangiarsi il canestro della vittoria sulla sirena

Il 20 ottobre 2019 vince Cremona, nel dopogara Ettore Messina parla dall’ingresso della conferenza stampa. Meo Sacchetti ha fretta, «devo andare anche io a Milano», e gli soffia il posto nonostante la precedenza obbligatoria al coach ospite.

«Milano è una società particolare, non è facile creare la coesione di una squadra in una metropoli. Diciamo che se negli anni passati avessero fatto qualche riunione o allenamento in meno e fossero andati a mangiare più pizze tutti assieme, forse anche i risultati sarebbero stati migliori»

27 aprile 2019

Viene da chiedersi come sia possibile alzare trofei in quel di Istanbul o Madrid, ma per fortuna Olimpia Milano ha raccolto nella stagione attuale l’invito organizzando almeno nove cene di gruppo, compreso il tacchino (evidentemente vegano) a casa di Aaron White nel giorno del ringraziamento.

La risposta in Buongiorno Olimpia del 28 aprile, di RealOlimpiaMilano

«Milano non ha debolezze sullo scenario italiano, semmai va verificata nell’Eurolega. Però la Supercoppa ha spiegato che l’Olimpia, pur vincendo, non ha passeggiato: è un segnale»

26 settembre 2019

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