Malcolm Delaney e l’incubo della quarantena in Italia

Malcolm Delaney si prepara a raggiungere l’Italia e si deve confrontare con gli inevitabili problemi dell’emergenza Coronavirus

Malcolm Delaney si prepara a raggiungere l’Italia e si deve confrontare con gli inevitabili problemi dell’emergenza Coronavirus.

Dannazione, potrei davvero trovarmi nella situazione di partire tra una settimana e poi farmene due in quarantena in Italia prima di fare qualsiasi cosa

12 thoughts on “Malcolm Delaney e l’incubo della quarantena in Italia

  1. Uhm… il ragazzo è un piangina, ormai è chiaro. Speriamo che abbia poche altre occasioni di lamentarsi.
    Non penso che possa evitare la quarantena, ma certo per un atleta professionista 14 giorni di fermo in casa sono tanta roba.
    Auguri di rimettersi in forma presto!

  2. Che dire? Più che piangina, direi che è ammmericano.
    Quindi utilizzo e concezione dei social diversa dalla nostra, più in ottica showtime che di comunicazione.
    Sì, 14 giorni senza palla in mano nella secondaria potranno pesare, non c’è dubbio.
    Ma se guardiamo i dati sui nuovi positivi in questo momento, una cosa salta all’occhio al di là dei semplici numeri: la gran parte dei nuovi cluster deriva da rimpatri via aereo.
    Le notizie sui nuovi positivi tra le squadre NBA, ed in generale sulla popolazione negli USA, ed in Florida in particolare (alla faccia della bolla di Orlando) sono molto chiare.
    Se in Italia siamo riusciti a porre un argine (relativo), nel resto del mondo siamo nel guano fino al collo, ed a questo punto la cosa non riguarda tanto il singolo caso, quanto la possibilità di avere un autunno/inverno pacifico.
    Io la vedo molto grigia sulla ripresa post- estiva, ma spero tanto di sbagliarmi: ed i miei timori non riguardano tanto LBA, Euroleague e compagnia bella, quanto lo sport di base e la possibilità dei giovani di accedere alla pratica sportiva, che magari non smuove cifre economiche, ma di sicuro è centrale in termini di salute, benessere psico-fisico e crescita complessiva della persona in un ambiente di cooperazione sportiva.

  3. Nota per l’amministratore del sito: come già fatto rilevare da altri utenti, non riesco ad accedere ai commenti dal sito, ma facendo dei giri attraverso wordpress, risolvere questo problema mi semplificherebbe la possibilità di rendere il sito più interattivo (sarà che uso il Mac? Boh, non riesco a risolvere la questione, chiedo aiuto).
    Tra le altre, mi viene la curiosità di capire come fare a capire chi mette i più ed i meno in calce al commento, ma mica perchè debba fare il conto di amici e nemici. Mi rende ad esempio molto curioso chi sia quel negazionista che contesta il mio commento, intanto perché si pone contro i dati di realtà (che poi lui/lei sia un simpatizzante del Ku Klux Klan e dei suprematisti bianchi, esula dalle finalità di questo sito), inoltre perché mettersi contro la centralità del basket come sport di base, è un’ipoteca contro il futuro benessere dei giovani e della loro crescita. Così tanto per capire, poi io rimango in pace con me stesso e con gli altri. Grazie per l’ attenzione.

  4. @MarcoilDema se posso permettermi ti suggerirei di fregartene di chi mette il + o il – perché non credo che tu sia come qualcuno qui interessato ad avere i +..io esprimo le mie opinioni in modo autonomo noncurante di chi mette sotto al mio commento il + 0 il -..anzi a dire il vero a me piacciono più i meno perché vuol dire che rosicano 😂😂😂 ovviamente il mio è solo un consiglio poi ognuno è libero di pensarla diversamente

  5. @GAE concordo (poi sul fatto del rosicamento altrui non tanto, ma è una questione di carattere, comprendo il tuo punto di vista). M’importa una sega in generale dei like o meno, ma ti propongo due visuali diverse.
    La prima visuale: io ad esempio non metto like o meno a nulla, proprio perché non potendo essere visibile, manca il tema dell’ assunzione di responsabilità, ed esprimere un concetto dietro le spalle altrui (anche se è un concetto semplificato), non m’aggrada, voglio essere sempre trasparente nelle mie espressioni, e presumo (sono un’inguaribile ottimista) lo vogliano anche gli altri.
    Seconda visuale: uno che spregia il valore dello sport di base, e poi disquisisce di basket, a mio avviso non sta bene con la testa. Ma sta proprio male, e quindi vorrei sapere con chi ho a che fare. Poi sul resto ci si confronta (ad esempio sulla gestione di Trump e dei complottisti riguardo la pandemia, che non è affare di questo sito, lo comprendo benissimo, anche se a mio avviso il fatto che uno si limita le libertà personali per responsabilità sociale nei confronti degli altri, è un valore democratico, ma vabbé, ho detto anche troppo), ma io ho un figlio che gioca a basket, e vedere spregiato l’impegno suo, dei genitori che condividono l’impegno dei figli e dei tanti volontari che fanno andare avanti le società di base nei paesi e nei quartieri, ecco quello tende a farmi diventare nervoso, perché sono cresciuto nella Milano degli anni ’70 e ricordo il mazzo che si faceva mio padre per tirare fuori i ragazzi dalla strada e farli partecipare alla pratica sportiva, io faccio lo stesso con mio figlio, penso che sia Datome ad esistere per questo, e non il contrario, tanto per farla breve. Per il resto, grazie anche a te per l’ attenzione.

  6. @MarcoilDema condivido in toto tutto quello che hai scritto perché sono concetti importantissimi ed è proprio per questo che va al di là di un like o meno a fine commento..ti faccio un un esempio..se tu esprimi la tua opinione e poi ricevi un + o un – cambieresti il tuo pensiero??🤔🤔

  7. Se hai imparato a conoscermi un minimo, sai già la risposta😂😂😂 (tributo alle tue faccine indisponenti e trollose). E’ solo per curiosità rispetto a quello che gira in questo strano mondo, mica per altro.

  8. Certo che io conosco la tua risposta ma era per farti capire che proprio per questo un + o un – non cambierebbe nulla..cmq tutti abbiamo le nostre curiosità 😎😎

    1. Non ti è ancora arrivato un meno uno, a me sì…direi che puoi cominciare a rosicare. Poi che dire…mi occupo di educazione e disagio, questi aspetti patologici nella quotidianità, mi fanno diventare curioso come una scimmia. Lo so, dovrebbe bastare il carico di disagio che affronto al lavoro, ma è più forte di me, non ce la posso fare.😇

      1. Io non rosico mai nella vita reale figurati qua 😆😆 in bocca al lupo per il lavoro che svolgi e sopratutto per gli aspetti patalogici di cui ti occupi 👍👍

  9. Tornando al tema dell’articolo, più interessante delle faccine e dei like di cui mi importa una sega anche a me (io sono invece un toscano saluti a Milano), il commento di Malcom è chiaramente stupido e la cosa migliore è ignorarlo.
    Però limitarlo sarà sicuramente una necessità per non cadere in situazioni come quelle vissute a Barcellona. Prevenire sarebbe meglio che curare, vale per il virus Covid come per il virus Social, entrambi pericolosi e purtroppo collegati in modo maleficissimo….

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