Due anni fa The Block. Il gesto che rimise ogni cosa al suo posto

Due anni fa, in questo 13 giugno magico per la storia di Olimpia Milano, semplicemente The Block. Ricordo di un gesto che rimise ogni cosa al suo posto

Due anni fa, in questo 13 giugno magico per la storia di Olimpia Milano, semplicemente The Block. Quando un gesto rimise ogni cosa al suo posto.

Attore non protagonista che diventa principale recitando lo spartito che gli è meno congeniale. Inutile parlare di numeri: la stoppata su Sutton può cambiare la storia recente dell’Olimpia Milano. Da «The Shot» a «The Block»?

Così scrivemmo dopo quell’indimenticabile notte nelle nostre pagelle sul match.

Ma dai fatti passiamo al ricordo. Perchè è quel che in fondo rimane più di ogni altra cosa.

Chi scrive, non vide quella giocata, perché chi scrive, non visse serenamente quelle Finals scudetto. Tirava un’aria strana, da alcune settimane. C’era la sensazione che il basket italiano volesse vivere una favola. Una favola dal nome Trento. Ma lo sport è fatto di storie, le favole sono per bambini.

Le favole raccontano di un “cattivo” da cancellare. L’Olimpia Milano non era un “cattivo” da cancellare. Era una squadra che inseguiva lo scudetto dall’estate, come sempre, e che meritava le medesime chance di chi aveva di fronte.

In fondo, quella notte al Forum, fu così. Medesime chance. Che per Trento avevano il volto di Shavon Shields, uno che il biancorosso lo vestirà nelle prossime settimane.

La gara? Un’Odissea, dove la meta compariva all’orizzonte, per poi improvvisamente sparire. Un’intermittenza. Immagini? Un Andrea Cinciarini letale nei momenti chiave. Un paio di movimenti in post di Arturas Gudaitis.

Le giocate di Shields. La freddezza di Curtis Jerrells. E qui entra in gioco l’emozione personale.

Seduto al mio posto dietro il canestro sotto attacco Olimpia, al fallo preso da Curtis Jerrells mi alzo e raggiungo il tunnel. Quei liberi non riesco a vederli. Non ce la faccio.

Sono mediamente alto, coperto da parte di pubblico che si accalca alle transenne non posso vedere. Ricerco le emozioni. Comprendo che Curtis ha fatto 2/2, poi un attimo, lunghissimo, infinito. Una pausa, l’eplosione di gioia.

Non comprendo bene cosa sia accaduto. Ma non ci penso neanche poi molto. Abbraccio alcuni colleghi, mi arrampico verso la curva per festeggiare rapidamente con un paio di amici. Poi per lunghi minuti resto seduto a terra. Sfinito.

Della conferenza non capisco molto. Non devo scrivere. Sento parlare di Goudelock, e credo che in lunetta sia andato lui, non Jerrells.

A casa, finalmente, mi preparo a scrivere le pagelle. Accedo a Eurosport per guardare gli ultimi minuti. E scopro la verità. Nasce The Block.

The Block non aveva senso. Non ha senso. Andrew Goudelock, semplicemente, non poteva stoppare Dominique Sutton. Mai. Non potrà ricapitare mai. Ma è capitato.

«One More, One More». Aveva ragione Drew. L’uomo che scese a patti con Pianigiani per vincere qualcosa. E ci riuscì. Ancora una volta, grazie.

13 thoughts on “Due anni fa The Block. Il gesto che rimise ogni cosa al suo posto

  1. Goudelock che giocatore!!! A Milano di quest’ anno mancava in giocatore di questo calibro oppure come Langford o come Simon e per ora è anche quello che manca alla Milano del prossimo anno

  2. Drew ci ha fatto vincere quel playoff, andatevi a rivedere gara 3 e 4 contro Brescia. La vittoria, poi le sue lacrime. Fu messo alla porta per far posto ad uno slavo di cristallo ed un tale fortissimo, che dopo aver mandato in vacca gara 3 contro Sassari, comunicava sui social ‘adesso potete dire che sono un perdente!’, come se non esistesse una squadra, ma solo il singolo. Ah già, lui aveva pure inventato il time-out da separato…
    Grande, grandissimo Drew Goudelock, tu sei nella Storia Olimpia e li resterai.

  3. Grazie Alessandro per aver condiviso l’intimità della tua partita. Anche io ero sugli spalti ed è stata un’emozione fortissima.
    Su Goudelock, di cui conservo gelosamente una foto che ho fatto assieme a lui, ho un bellissimo ricordo che l’ultima giocata rende leggendario.
    Ho sempre pensato che sia stato ingrato e sbagliato lasciare andare uno che durante l’anno aveva fatto un percorso di crescita mentale incredibile.
    The Block è stato l’apogeo di quella crescita.

    PS bello anche rileggere i commenti del vecchio articolo, si parlava di questo blog come di un’isola felice, che purtroppo, forse, non è più…

  4. Gesto tecnico eccellente, di valore ancora piu’ elevato perche’ fatto da uno che spaccava il ferro in attacco ma in difesa era quasi un peso. Nell’articolo mi piace il riferimento al “patto con Pianigiani per vincere”. Se ripenso a quelle gare rivedo l’ennesima Milano spompa a fine stagione, che fatica contro la fisica e fastidiosa Trento, guidata dalla voglia di Forray e dall’esplosione di Shields, oltre che dalla mente di un gran coach.
    Milano stanca come in tutti questi anni, sfinita dal doppio impegno. Se ne accorgeranno presto a Bologna, sponda Virtus, non appena torneranno in EL.
    Goudelock e’ stato un giocatore fantastico e, come scritto nell’articolo, sapeva cosa fare per vincere. E lo ha fatto.
    Cederlo e’ stato doloroso ma ci stava. In fondo non era piu’ giovanissimo e con il coach non si pigliava un gran che. La sostituzione con Nedovic, giovane e forte, e’ parsa a tutti ovvia e vantaggiosa. Poi sappiamo come e’ andata. Ma era difficile prevederlo. A volte ci vuole anche un pizzico di fortuna…
    Drew ha dato certamente lustro al nostro amato club

  5. Che impresa, fa il paio con quella del sostituto di Jordan Theodore in gara 3 a Sassari meno 20 di valutazione con corredo di time out in solitaria dopo una gara in hero mode poi stoppata questa volta subita dal fenomeno e mentre Sassari attaccava l’egocentrico era a metà campo disinteressato completamente alla difesa su Spissu

  6. È proprio vero che taluni hanno la memoria corta come succede con i politici, come si fa a rimpiangerlo per me resta un mistero

  7. Qui si omaggia Goudelock e questo tira fuori James 😂😂😂😂 ormai lo vede dappertutto 😂😂😂 rilassatI e stai tranquillo che non lo vedrai più a Milano e ti potrai godere lo scempio del Messia 😂😂😂

  8. Descrizione perfetta. Anche io non riuscii a vedere l’azione in diretta, appena il mio sguardo tornò in direzione del campo, era già successo tutto ed ebbi solamente la possibilità di notare il delirio che era sgorgato nell’angolo destro. L’abbraccio tra giocatori e tifosi, un’emozione collettiva che è immagine assai rara di un popolo apparentemente distaccato. Non quella sera. Attimi eterni, davvero.

  9. Semplicemente una stoppata data per conquistare una finale scudetto mi ha ricordato la stoppata subita con corollario di menefreghismo e insulto ai tifosi tutti, esattamente un anno dopo in una serie play-off persa. Poi mi devi spiegare cosa centrano gli insulti a Messina e gli osanna al fenomeno tuoi e di alcuni tuoi amici in un post in cui si parla della possibilità concreta che un’ala che non interessa l’Olimpia vada a Bologna, invece di prendere coscienza che il soggetto, insieme ad alcune cose buone e spettacolari ha esibito gioco e atteggiamenti deleteri per la squadra e lo staff, da cui l’assurdità delle critiche a Messina per avervi rinunciato.

  10. Intanto.sono critiche e non insulti ma tu hai il difetto di confondere una critica per insulto 😂😂😂 e cmq noi scriviamo di una persona che è a Milano non di un’altra che non c’è più e poi io ti ripeto per l’ennesima volta che personalmente sono contento e felice che James non ci sia più e lo dico senza ironia

  11. Va bene Gae tutto vero, siamo fuori argomento, ma se le partite le guardi davvero e sei davvero interessato a parlare di basket, prova a dare un commento tecnico su cosa fece James in quella partita, G3 dei PO 2019 con Sassari.
    Senza polemiche, fammi capire cosa ne pensi.
    Perché cosa si pensa di quella partita è argomento dirimente per sapere se si parla dello stesso gioco oppure no.

  12. Per la precisione non si parla di gara 3 ma gara 2, cioè quella persa a Milano con James in hero mode che non difendeva e il Cincia in panchina.
    Gae, sarei davvero interessato al tuo commento.

    E non siamo fuori argomento, perché mentre lui In quel caso stava a metà campo a pensare quanto era figo in una squadra di sfigati, l’anno prima Goudelock correva, recuperava e stoppava Sutton, regalandoci lo scudetto.

  13. Tom io ti ho sempre detto che James non è esente da colpe nella stagione fallimentare del 2 anno di Pianigiani perche in alcune occasioni ha sbagliato atteggiamento e comportamento però bisogna anche riconoscergli alcune attenuanti come ad esempio l’infortunio nell’ultima partita inifluente della stagione regolare che gli ha impedito di giocare nei Play-Off nella migliore forma possibile..infatti saltò la serie con Avellino e rientro in fretta e in furia con Sassari che disputò al 30/40% della sua forma fisica..senza considerare che tutto l’anno fu spremuto con un minutaggio elevatissimo non.per sua scelta ma per via dell’ infortunio di Nedovic..imfatti quest’anno al Cska Mosca è stato gestito con un minutaggio regolare ed è stato determinante in tante occasioni..nella vita tutti possiamo sbagliare ma allo steso modo tutti dovremmo avere una seconda chance..tutto qua

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