Daniel Hackett: Non ci sono parole per descrivere la classe di Giorgio Armani

Daniel Hackett, ora stella del Cska, nella sua intervista concessa al sottoscritto per il QS ha anche parlato di Giorgio Armani e Olimpia Milano

Daniel Hackett, ora stella del Cska, nella sua intervista concessa al sottoscritto per il QS ha anche parlato di Giorgio Armani e Olimpia Milano:

Non ci sono parole per descrivere la sua classe, e le sue azioni. Giorgio Armani è sempre in prima fila

Interessante il progetto di Ettore Messina di ripartire da un leader come Sergio Rodriguez. Dovranno forse fare ancora qualche aggiustamento in estate da quel che leggo, ma stanno facendo le cose giuste per puntare ai playoff di EuroLeague

  • Riccardo Moraschini: Sto lavorando tanto, cerco sempre di farmi trovare pronto

    Season-high da 15 punti per Riccardo Moraschini nel successo di ieri sera con l’Aquila Trento. Ecco le parole di Riccardo Moraschini a Eurosport: «E’ stata una partita tosta, è la prima volta che facciamo back-to-back, quindi mentalmente bisognava subito recuperare le energie mentali da ieri».

    Una gara ben condotta: «Nel secondo quarto abbiamo un po’ strappato, siamo andati sopra i 10 punti di scarto, e a parte un po’ l’inizio del terzo quarto appena abbiamo pareggiato l’approccio mentale siamo andati sopra di 20 e abbiamo condotto sino alla fine».

    Sulla sua prestazione: «Sono contento, sto lavorando tanto, cerco di farmi trovare pronto sempre. Ho commesso errori che potevo evitare oggi, ma ora pensiamo a gara-3 per recuperare qualche energia in vista della semifinale».

  • Marco Belinelli: Avevo voglia di tornare a essere un leader. Sogniamo lo scudetto

    Marco Belinelli, decisivo nel successo della Virtus Bologna in gara-2 su Treviso, si racconta su Il Foglio.

    SULLA LBA

    «Penso che sia un bel campionato. Bello e particolare. Ci sono squadre che sulla carta sono più forti come Milano, Venezia, Sassari, Brindisi, noi, ma è un campionato così equilibrato che non bisogna mai dare nulla per scontato. Non si può sottovalutare nessun avversario, altrimenti finisce come a noi all’ultima della stagione regolare che abbiamo perso con Trento. Bisogna avere rispetto di ogni avversario. Sono contento di giocarci e di farlo con la Virtus una squadra che giustamente ha delle ambizioni. Sono tornato per questo. Perché il progetto punta in alto, perché possiamo sognare di vincere il campionato. Vogliamo centrare l’obbiettivo per noi, la società e la città di Bologna, sperando di poter presto riavere i nostri tifosi».

    SULLA VIRTUS BOLOGNA

    «Avevo voglia di tornare a essere un leader. Una cosa che mi mette pressione, ma ne avevo bisogno. C’è una società che vuole crescere e vincere. Avevo bisogno di sentirmi così. Di poter dare il contributo della mia esperienza in spogliatoio, in campo, ma anche in società perché in America ne ho viste davvero tante e qualcosa avrò pure imparato da organizzazioni perfette come quella di San Antonio. Non sono una persona che parla tantissimo, ma amo questo sport e credo di esser capace di trasmettere la mia passione. Ho un ottimo rapporto con il presidente Zanetti, con Baraldi, con Paolo Ronci e cerco di dare il mio contributo anche dal punto di vista organizzativo e vedo che possiamo crescere e raggiungere traguardi importanti».

  • Luca Baraldi: Vincere lo Scudetto ci darebbe conforto sui nostri punti di riferimento

    Sentito ai microfoni di TRC, l’ amministratore delegato di Virtus Segafredo Bologna Luca Baraldi ha fatto il punto prima dell’inizio dei Playoff di LBA.

    “Un momento importante della nostra stagione, la Virtus da sei anni non partecipa ai playoff e sono 14 anni che non arriva in finale. Il nostro obiettivo è quello di arrivare in fondo e dimostrare il valore di questo gruppo, dei giocatori, dell’allenatore, dello staff. Visto il momento importante è normale che il nostro coach ieri abbia avuto determinazione ed energia in conferenza stampa. Sono mesi in cui abbiamo parlato poco dopo momenti belli ma anche dopo momenti di dispiacere ma non pensiamo più a quello che poteva essere. Ci giochiamo uno scudetto, ci crediamo tutti e i primi a crederci sono il coach e i giocatori.”

    Baraldi ha analizzato il momento di forma della squadra: “Il gruppo sta bene, ha fatto un ottimo lavoro, con Trento si è visto quanto ha pesato il lavoro fisico e dovremmo iniziare a beneficiarne da questa sera. C’è stato un carico di lavoro non indifferente. Gli stimoli sono importanti, anche l’intervento del coach è uno stimolo in più a fare bene soprattutto perché si sono lette tante cose nelle ultime settimane. Posso garantirci che noi abbiamo un allenatore, crediamo in questo gruppo di lavoro e francamente non stiamo dietro a quelle che sono voci o riflessioni che vengono fatte, in maniera legittima, dalla stampa. Abbiamo le idee molto chiare su quello che stiamo facendo e quello che faremo. Una vittoria del campionato ci darebbe conforto sui nostri punti di riferimento che in questi due anni abbiamo costruito. Siamo concentrati sull’obiettivo, ma del futuro ne parleremo dopo l’ultima partita che spero sia il più tardi possibile.”

    Uno sguardo anche sul futuro che attende la Virtus e sui momenti decisivi della stagione, passati e futuri: “Il mondo del basket non è il mondo del calcio, ci sono contratti molto brevi e sono tutti abituati a lavorare in questo modo. Ciò porta forse a fare ancora meglio per convincere la società a prolungare questi contratti e questo è un aspetto positivo. Un esempio è Pajola: rimanere in una società come questa e in una città come Bologna è una cosa molto importante per dimostrare di meritare la conferma. Sono passati tanti anni dall’ultima volta che la Virtus non si giocava obiettivi importanti, sia a livello nazionale che internazionale. Le squadre che vincono sono abituate a vincere e quando passa un po’ di tempo bisogna riabituarsi a vincere. In alcuni momenti ci sono stati aspetti emotivi e psicologici che hanno influito negativamente: momenti importanti, che non sono stati assolutamente pochi. Questo non è frutto di mancata preparazione ma avviene perché dobbiamo abituarci di nuovo a vincere e questi playoff sono una grande opportunità. Mettere la maglia della Virtus è un punto di riferimento molto importante, è una maglia che pesa soprattutto a livello psicologico.”

    Infine, l’augurio di riabbracciare finalmente i propri tifosi alla Segafredo Arena: “Mi auguro di avere i tifosi dalle semifinale se dovessimo riuscire a continuare il percorso che noi immaginiamo. Stiamo lavorando, gli ottimi rapporti con le istituzioni ci danno la possibilità di poter sperare anche se non dipende direttamente dalla Regione o dalle Autorità Sanitarie ma dipende dal governo. Aprono le palestre, riapre bene o male tutto, mi auguro che ci sia la possibilità ad inizio di giugno di aprire anche la nostra Arena, anche perché abbiamo già 1500 abbonati che hanno sottoscritto l’abbonamento quando poteva entrare il 20-25% degli spettatori.”

  • Gary Browne: Conosciamo le nostre qualità e i nostri limiti. Ci proveremo

    Gary Browne, avversario di Olimpia Milano come play di Aquila Trento, si racconta a Tuttosport, e parla anche della gara di questa sera.

    SU LELE MOLIN

    «Premetto che mi sono trovato bene con coach Brienza come con Molin. Lele ha cambiato qualcosa, siamo cresciuti tutti. Ma era già con noi prima. Di sicuro gli devo molto per il lavoro svolto con me e per la fiducia concessami. Mi ha dato responsabilità e libertà».

    SU OLIMPIA MILANO

    «(Delaney e Rodriguez) Sono grandi giocatori, esperti. Non i soli dell’Armani. Milano è tra le prime 4 d’Europa. Noi conosciamo le nostre qualità e i limiti. Ci proveremo».

  • Malcolm Delaney: Numero ridicolo di gare in un calendario pazzesco. Ma siamo pronti

    Malcolm Delaney ospite di Giuseppe Sciascia sul Corriere della Sera. Ecco alcune dichiarazioni di Foe23: «Siamo dove volevamo essere al momento clou di questa stagione lunghissima. Due obiettivi li abbiamo conquistati, Supercoppa eCoppa Italia, ce ne sono altri due. Non sono ancora al 100 per cento dopo l’intervento al ginocchio a marzo, ma mi sento pronto a dare il massimo».

    OGGI GARA NUMERO 80 IN STAGIONE

    «Un numero ridicolo di gare frutto di un calendario pazzesco: la stagione è troppo lunga e senza riposi, penso a Shavon Shields che ha concluso l’annata scorsa ai primi di luglio. Però, le partite ogni 24 ore non saranno un problema: la squadra ha alternative in tutti i ruoli, siamo stati costruiti per questo».

    SUL RAPPORTO CON ETTORE MESSINA

    «Ottimo: c’è grande rispetto, Ettore ascolta le mie opinioni. Parliamo molto dopo ogni partita, ed è la prima volta nella mia carriera che si instaura questa comunicazione: avere un tecnico che tiene in considerazione quello che pensi rende molto divertente giocare. Mi ha chiesto di essere me stesso, e ho cercato di assecondarlo nelle cose utili per far vincere la squadra, alzando la difesa e coinvolgendo i compagni. Cerco di fare in modo che la squadra segua la mia leadership».

    SUL CICLO OLIMPIA

    «Starò qui altri due anni, e tanti compagni hanno contratti biennali: vogliamo stabilire uno standard elevato per l’Olimpia Milano, attraverso l’esempio e la leadership di Ettore Messina. Ci sono ottimi giocatori e ottime persone, cosa che non sempre va di pari passo: il talento abbonda ma non c’è ego, ci piace giocare insieme. E questo è il segreto di un team vincente».

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